Inwit -8%. Guidance 2026-30 rivista al ribasso

Inwit contesta la joint venture tra TIM e Fastwebe ribadisce i Master Service Agreement

Autore: Redazione
Fotografia di torri elettriche in acciaio con linee ad alta tensione visibili, su sfondo naturale o urbano.

Canva

Fatto

La crescente conflittualità espressa dagli anchor tenants (TIM e Fastweb) e la loro strategia di pressione negoziale ha costretto la Inwit a una revisione al ribasso della guidance 2026 e del medium-term outlook e ad un taglio del DPS 2026 (euro 0,55) rispetto al precedente target (euro 0,60).

L’outlook non considera possibili miglioramenti derivanti da rapporti più collaborativi con gli anchor tenants, dalla crescente domanda di capacità di rete e da opportunità di espansione nelle infrastrutture digitali.

La Società valuta il progetto di una nuova joint venture tra TIM e Fastweb in contrasto con gli MSA e ha ribadito la propria posizione in merito alla durata e ai contenuti degli stessi.

Inwit chiarisce che, in base agli accordi MSA, per la realizzazione di nuovi siti TIM e Fastweb devono prima rivolgersi a Inwit come fornitore privilegiato; pertanto, gli operatori non possono affidare i lavori a terzi - inclusa la nuova joint venture - senza aver prima consentito a Inwit di esercitare il proprio diritto di prelazione (la st call).

Effetto

Prendendo a riferimento il midpoint dei nuovi range, il nuovo outlook si traduce in un taglio del 13% del RLFCF previsto sul 2026, che si riverbera anche sugli anni successivi, malgrado la minore crescita del fatturato (dal 4% ora su livelli low single digit, 1-2%, ovvero circa euro 20-30 milioni in meno rispetto a nostre stime) sia ampiamente compensata dalla riduzione attesa dei Capex (circa euro 40 milioni/anno in meno rispetto a nostre stime).

In merito al diritto di prelazione esercitato da Inwit sulla Joint Venture tra TIM e Fastweb per i nuovi siti, molto dipenderà dai ritorni economici e dal profilo rischio-rendimento dell’iniziativa. Non escludiamo uno scenario in cui la Joint Venture operi con rendimenti molto bassi, quasi in ottica no-profit o di integrazione verticale, per garantire agli anchor canoni contenuti, maggiore controllo sui costi e visibilità sui piani di sviluppo.

Questo renderebbe meno attrattivo per Inwit esercitare il diritto di prelazione su basi puramente economiche, pur restando centrale la tutela delle prerogative contrattuali e dell’equilibrio competitivo nel lungo periodo.



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