Amplifon - S&P conferma rating BB+ con outlook Stabile
Gli esperti ritengono che l'integrazione di GN Hearing possa migliorare competitività e margini, con deleverage in 2 anni

Fatto
A valle del deal annunciato ieri, S&P ha confermato il rating BB+ su Amplifon.
La conferma dell’outlook (Stabile) riflette l’aspettativa che la performance operativa della Società rimanga resiliente e che l’integrazione di GN Hearing comporti un miglioramento della profittabilità.
In particolare, l’agenzia ritiene che l’integrazione verticale con GN Hearing rafforzerà il posizionamento competitivo di Amplifon, che potrà beneficiare della complementarità delle forti competenze di GN Hearing con le proprie attività nel retail e del maggiore controllo della supply chain.
S&P prevede infine un positivo processo di deleverage per la Società nei prossimi 2 anni.
Quanto al finanziamento dell’operazione, Amplifon ha precisato che il prestito ponte a copertura della componente cash avrà un tenor piuttosto lungo con scadenza fino a 24 mesi. L’aumento di capitale annunciato fino a 0,75 miliardi rappresenta l’importo massimo previsto per garantire una struttura finanziaria conservativa al closing (leva pro forma circa 3 volte, escluse le sinergie) e consentire un rapido percorso di deleverage successivamente. L’operazione sarà eseguita entro una tempistica e attraverso strumenti che consentano la partecipazione degli azionisti esistenti (inclusi quelli che hanno già espresso il loro supporto) e degli investitori potenziali, a un prezzo che rifletta una valutazione equa della Società.
Effetto
La reazione del titolo delle ultime due sedute è stata piuttosto violenta e sembra prezzare uno scenario pienamente diluitivo, se non iperdilutivo, con un aumento di capitale immediato da Eu750mn condotto ai prezzi correnti, mentre la struttura finanziaria dell’operazione, per come è stata delineata lunedì in call, ci sembra molto più flessibile e distribuita su un orizzonte temporale di medio/lungo termine.
L’importo indicato “up to Eu750mn” non costituisce, infatti, un impegno vincolante e lascia alla Società la facoltà anche di non ricorrere all’emissione di nuovo equity o di farlo in tempi e modalità diverse, anche mantenendo il bridge e rifinanziandolo successivamente.
Il tenor del prestito ponte, di 24 mesi (18 mesi più un’eventuale estensione di 6, con decorrenza 60 giorni dal signing), è relativamente esteso (potenzialmente fino al secondo semestre 2028) e riduce l’urgenza di eventuali interventi di rafforzamento patrimoniale.
Inoltre, come indicato dal management e riflesso ieri anche nel giudizio di S&P, il rafforzamento del business model post-integrazione potrebbe nel tempo sostenere un importante miglioramento del profilo di credito.
Azioni menzionate
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