Leonardo - Guidance FY26 in linea, obiettivi FY30 sopra aspettative
Leonardo aggiorna Industrial Plan e guidance: focus su execution e tecnologie dual-use; nuovi target di medio termine oltre il consenso, senza Bromo e Iveco Defence.
13/03/26
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OUTPERFORM
Analisi
Aggiornamento dell’Industrial Plan. Dopo aver comunicato i risultati preliminari FY25 in linea con le attese il 25 febbraio, ieri Leonardo ha presentato un aggiornamento del proprio Industrial Plan e ha fornito la guidance FY26. Sebbene i target finanziari FY26 siano in linea con le attese di mercato (eccetto l’order intake, che è superiore dell’8%), i target finanziari aggiornati di medio termine sono sopra le attese di consenso (ordini FY30 +8%, ricavi +10%, EBITA e FOCF +11%) e in linea con le nostre stime (EBITA FY30e a 3,68 mld euro). Notiamo che i driver strategici di crescita (tecnologie dual-use basate su cyber, hypercomputing, dati, AI per assicurare interoperabilità multi-dominio) sono gli stessi del piano precedente, con il focus che ora si sposta sull’execution. Notiamo anche che il piano non include il contributo di Bromo (Space JV con Airbus e Thales, attesa operativa nel 2027) e di Iveco Defence. Michelangelo dovrebbe contribuire con 6 mld euro di ordini aggregati (3,5 mld euro di ricavi) entro FY30.
Target finanziari FY26 e FY30: la società ha divulgato i risultati completi FY25 (utile netto adj. 1,01 mld euro, +19% YoY; DPS 0,63 euro, +21% YoY, in linea con la crescita dell’utile netto adj.) e ha fornito target finanziari FY26 che sono stati ampiamente in linea con le nostre stime e con il consenso: ordini 25 mld euro (consenso 23,1 mld euro), ricavi 21 mld euro (20,9 mld euro), EBITA 2,03 mld euro (2,03 mld euro), FOCF 1,11 mld euro (1,08 mld euro). Al contrario, i target finanziari FY30 sono 8–11% sopra il consenso, riflettendo principalmente il contributo cumulato di 6 mld euro di ordini e 3,5 mld euro di ricavi da Michelangelo Dome lungo l’orizzonte del piano (concentrato in FY29–30). Nel dettaglio, il piano assume: ordini a 32 mld euro in FY30, un CAGR 2025–30 del 6% (che riflette il maxi ordine EFA Kuwait contabilizzato nel 2025) vs consenso pre-release di 28,7 mld euro; ricavi a 30 mld euro, un CAGR 2025–30 di +9% (consenso 27,7 mld euro); EBITA a 3,59 mld euro in FY30, un CAGR 2025–30 del 15% (consenso 3,25 mld euro); FOCF a 2,06 mld euro in FY30, un CAGR 2025–30 del 15% (consenso 1,86 mld euro). Il CEO ha detto che il dividendo resterà al 30–40% dell’EPS (implicando un incremento annuo di circa il 20% del DPS nel periodo FY26–30). Il piano assume inoltre 1,8 mld euro di flessibilità per M&A (diversa da Iveco Defence), con net debt/EBITDA in calo da 1,1x a FY25 pro-forma per Iveco Defence (cash-out di 1,7 mld euro, closing atteso entro marzo 2026) a <0,8x in FY28. Nessun aggiornamento rilevante sulla partnership aerostrutture con PIF (la deconsolidation sarebbe un catalizzatore positivo) o sulla tempistica della Space JV con Thales e Airbus.
Variazione nelle stime
OUTPERFORM; target 72 euro (da 63 euro): stiamo affinando il nostro modello, con stime FY26 allineate alle indicazioni del management (ricavi +2%, EBITA invariato, FOCF -10%) e modifiche minori alle proiezioni FY30, dato che eravamo già sopra il consenso (ricavi +6%, EBITA invariato, FOCF -10%). Stiamo riducendo le stime di FOCF poiché l’aumento di capacità è incluso nel piano. Nessun aggiornamento rilevante su altri elementi oltre a quanto indicato sopra.
La view degli analisti
Manteniamo il rating OUTPERFORM sul titolo, alzando il TP da 63 euro a 72 euro (P/E target 22x rollato su FY28. PEG 1x basato sulla crescita attesa dei successivi 3 anni). Il business model si è spostato verso tecnologia (dual use, ad es. space) ed electronics rispetto alla manifattura industriale (global security rispetto a defence), il che supporta multipli più elevati, a nostro avviso. La balance sheet e la generazione di cassa attesa sono solide, fornendo flessibilità strategica e operativa.
Azioni menzionate
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