HERA: ANALISI FONDAMENTALE
Il gruppo Hera [HRA.MI] ha presentato l'aggiornamento del nuovo piano industriale al 2024.
Il piano prevede investimenti per un totale di circa 3,2 miliardi, il 12% superiore al piano precedente e poco sopra le nostre aspettative.
L'obiettivo di EBITDA per il 2024 (1,3 miliardi, tasso annuo di crescita composto +3,7%) è al di sopra delle stime, ma in linea se corretto per il contributo da M&A (80 milioni), non incluso nei nostri numeri.
Il rapporto fra debito netto ed Ebitda è visto a 2,8 volte nel 2024 per una posizione finanziaria netta pari a 3,6 miliardi, inclusi circa 500 milioni di debito per M&A.
È stata confermata la politica dei dividendi, con un incremento annuo di 0,05 euro in linea con le attese.
Per quanto riguarda i risultati preliminari 2020. Ebitda visto a 1,118 miliardi contro la cifra di 1,124 miliardi attesa, rapporto fra debito netto ed Ebitda pari a circa 2,9volte, che implica un debito netto di circa 3,24 miliardi (meglio dei 3,352 miliardi attesi nonostante maggiori investimenti).
Prima multiutility italiana ad essere inclusa nel Dow Jones Sustainability Index (DJSI).
Hera è entrata a far parte di uno dei più autorevoli indici borsistici mondiali di valutazione della responsabilità sociale, gestito da S&P Global.
Nella classifica di quest’anno, Hera ha conseguito un punteggio complessivo di 87/100, un risultato che la posiziona come migliore multiutility a livello globale.
Rispetto alle altre società dell’indice, Hera si è contraddistinta per le dimensioni ambientali ed economiche e per la governance.
L’ingresso di Hera nel Dow Jones Sustainability Index è una conferma della grande attenzione che l’azienda pone alle tematiche ESG. Infatti, la sostenibilità rappresenta un approccio pienamente integrato nelle strategie del Gruppo, come risulta anche dai Piani industriali, che evidenziano i diversificati obiettivi (circolarità, decarbonizzazione, risk management) declinati per ogni area di business.
Raccomandazione INTERESSANTE, target price a 4,20 euro.
Crediamo che il gruppo sia in una buona posizione per beneficiare della crescita della base di clienti nel settore energetico, della leadership nel settore dei rifiuti e di una strategia costruita attorno ai concetti di resilienza e transizione ambientale e digitale.
Il gruppo tratta a 6,8 volte il rapporto fra valore d’impresa ed Ebitda 2021 (stime confermate), un multiplo che apre la porta a un rerating dopo la sottoperformance del titolo nel 2020.

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