ANALISI FONDAMENTALE: CREDEM
Costo della raccolta più alto. Nel corso del 2011 e del 2012 Credem (EMBI.MI) dovrà rimpiazzare rispettivamente il 4% ed il 9% del finanziamento complessivo e dovrà finanziare il 7% dell'incremento degli impieghi.
Crediamo che il maggior costo della raccolta, indirettamente generato dall’aumento dei rendimenti dei bond governativi, avrà un impatto particolarmente negativo sui margini di Credem per tutto il 2011 dal momento che la crescita dei prestiti è spinta da una clientela virtuosa (e dunque prevedibilmente con una marginalità più bassa della media).
Il risultato di questa dinamica si traduce nel taglio delle nostre previsioni di margine d'interesse di 16 punti base nel 2011 e di 17 punti base nel 2012, partendo dal presupposto che lo spread tra interessi attivi e passivi scenda da 217 punti base nel
E' presumibile quindi che la banca proseguirà con le operazioni di carry trade al fine di ridurre l’impatto negativo del maggior costo di finanziamento.
Costi operativi più bassi, ma anche minori ricavi. Con il nuovo scenario abbiamo tagliato le stime di margine d'interesse del 5,9% sul 2011 e del 6,3% sul 2012, mentre abbiamo lasciato invariate le previsioni delle altri voci di ricavo, che dovrebbero essere sostenute dalle buone aspettative sul risparmio gestito.
L'impatto negativo finale sull'utile per azione è limitato al 2,7% per quanto riguarda il 2011 e al 4,9% per il 2012 grazie agli effetti positivi del contenimento dei costi operativi che dovrebbero, almeno parzialmente, compensare i minori ricavi. Stimiamo infatti che i costi operativi aumenteranno solo dell’1% nel 2011 e rimarranno stabili nel 2012.
Per quanto riguarda la delicata voce degli accantonamenti a rischi su crediti, le nostre previsioni sono per una media di 39 punti base nel periodo 2011/2012, un livello inferiore a quello indicato dalla società per il 2012 (44 punti base).
Patrimonio solido anche in vista di Basilea III. Credem ha evidenziato alla fine del terzo trimestre 2010 un core tier 1 ratio dell’8,7%, che incorpora già gli effetti del regime previsto da Basilea II.
L’impatto negativo del nuovo regime più restrittivo di Basilea III dovrebbe essere limitato, per cui non riteniamo che la banca avrà bisogno di rafforzarsi patrimonialmente, sempre che il management proceda con una politica di distribuzione dividendi morigerata. Le nostre stime in questo senso prevedono un incremento da 8 a 13 centesimi di euro per il dividendo di competenza del 2010 e di 20 centesimi per l'anno successivo.
Con questi presupposti le attuali quotazioni di Credem sembrano già scontare la buona solidità patrimoniale dell'istituto: il titolo tratta in borsa a 1,2 volte il valore del patrimonio contro una media di settore di 0,9. Gli istituti più penalizzati sotto questo profilo sono Pop. Milano e Banco Popolare.
Raccomandazione NEUTRALE, prezzo obiettivo 4,90 euro. Credem ha registrato una performance positiva dell'11% dall’inizio dell’anno in scia al recupero dei bond periferici della zona Euro e dei titoli finanziari europei. A nostro giudizio le attuali quotazioni riflettono correttamente la situazione patrimoniale migliore della media di settore e la buona qualità degli asset.
Riportiamo nella seguente tabella i principali dati del periodo 2008/2012.
(*) Al netto delle poste straordinarie
Fonte: elaborazione Websim-Intermonte
PROFILO AZIENDA
Credito Emiliano (Credem) è un gruppo bancario con sede a Reggio Emilia, presente in 16 regioni, e conta:
- 600 filiali, 45 centri imprese e 600 promotori;
- 5.000 dipendenti;
L'azionista principale è Credem Holding con il 76,9% del capitale. Credem Holding è controllata da un patto di sindacato che riunisce 230 azionisti tra cui la famiglia Maramotti, Pictet & Cie, Eredi Savioli, Fincorrad, Allianz.
Azioni menzionate
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