Borse dell'Asia in ribasso, sale il dollaro: la Fed ha zavorrato ieri WallStreet

La banca centrale degli Stati Uniti ha confermato i tassi sui valori attuali, sui massimi degli ultimi 22 anni. Un altro rialzo è nell'aria, poi una discesa lentissima 

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Le borse dell’Asia Pacifico scendono all’indomani dell’evento chiave della settimana, la decisione della Federal Reserve sui tassi. La banca centrale degli Stati ha confermato il livello attuale ed ha lasciato intendere nel comunicato che la stretta monetaria non è ancora terminata: un altro rialzo potrebbe essere necessario prima dell’inversione di marcia nella politica monetaria.

Le proiezioni dei membri del Federal Open Market Committee per il 2024 anticipano un ritorno dei tassi intorno al 5,1%, oggi sono a 5,25%-5,50%. Il costo del denaro dovrebbe restare alto a lungo perché l’economia degli Stati Uniti è sorprendentemente solida, ma l’inflazione scende molto lentamente

“È positivo che l'economia sia forte. È positivo che l'economia sia stata in grado di resistere alla stretta che abbiamo attuato. È positivo che il mercato del lavoro sia forte - detto il presidente Jerome Powell - l'unica preoccupazione è che se l'economia è più forte del previsto, significa che dovremo fare di più in termini di politica monetaria per tornare al 2%".

L’indice MSCI Asia Pacific è in calo  per il quarto giorno consecutivo. Nikkei di Tokyo -1,2%. Hang Seng di Hong Kong -1,4%. CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen -0,6%. Kospi di Seul -1,5%. BSE Sensex di Mumbai -0,5%.

Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in ribasso. Future EuroStoxx50 -1%. Ieri il Ftse Mib di Milano ha chiuso in rialzo dell’1,6%.

I future di Wall Street sono in lieve calo.

Ieri a fine seduta, l’S&P500 ha segnato una flessione dello 0,9%. Più rilevante la variazione negativa del Nasdaq -1,5%.

Ancora nessun spiraglio di accordo al Congresso sulla legge di spesa per il 2024. Ieri i repubblicani non sono riusciti ad arrivare ad un documento condiviso, base di partenza per la trattativa con i democratici.

Stanotte la borsa di San Paolo del Brasile ha chiuso in rialzo dello 0,7%. La banca centrale brasiliana ha tagliato il tasso di interesse di riferimento di mezzo punto percentuale per la seconda volta consecutiva e ha segnalato nel comunicato di voler proseguire con questa impostazione almeno fino alla fine dell’anno. Il tasso Selic è stato portato al 12,75%, come previsto da tutti i 40 analisti intervistati. "I membri del Comitato prevedono all'unanimità ulteriori di ulteriori riduzioni della stessa entità nelle prossime riunioni - si legge nel comunicato - Questo ritmo è appropriato per mantenere la necessaria politica monetaria politica monetaria necessaria per il processo di disinflazione”.

Macrovariabili

Le indicazioni dei membri della Federal Reserve sulla traiettoria dell’inflazione hanno spinto all’insù i rendimenti delle obbligazioni. Treasury Note a dieci anni è a 4,45%, nuovo massimo dal 2007. Il biennale si è spinto al 5,17%, massimo dal 2006.

Il Bund riparte da 2,7%. BTP a 4,44%.

Brent e WTI in calo dello 0,7%. Il primo a 89 dollari.

Oro a 1.930 dollari.

Euro dollaro in calo dello 0,2% a 1,061.

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Marino Masotti

Caporedattore