La Francia va a sinistra, borsa di Parigi in lieve calo
Nel paniere principale delle blue chip italiane si mettono in luce FinecoBank e Iveco. Indice CAC40 di Parigi in ribasso dello 0,4%.


L’inaspettato risultato elettorale in Francia condiziona l'inizio di settimana delle borse europee. indice EuroStoxx50 -0,1%.
La borsa di Parigi è in calo dello 0,4%.
FtseMib di Milano -0,1%, +2,5% la settimana.
In Francia, il Nuovo Fronte Popolare - che comprende i socialisti e l'estrema sinistra - ha conquistato 178 seggi all'Assemblea Nazionale, secondo i dati compilati dal Ministero degli Interni. L’NR di Marine Le Pen, che i sondaggi della scorsa settimana davano per vincente alle elezioni, si è piazzato al terzo posto con 143, mentre l'alleanza centrista del Presidente Emmanuel Macron ha ottenuto 156 seggi. Il successo della sinistra potrebbe cogliere di sorpresa i mercati, in ansia nelle scorse settimana per una vittoria della destra, "La politica francese confonde ancora una volta", ha dichiarato Geoffrey Yu, senior strategist della Bank of New York Mellon. "Sulla base dei risultati, i rischi di una politica fiscale espansiva rimangono, e forse ai margini sono aumentati”. La Francia sembra destinata a una situazione di stallo politico in quanto l'alleanza di sinistra non ha la maggioranza assoluta: alla fine, un parlamento appeso potrebbe essere un risultato positivo per gli investitori.
Germania. A maggio il surplus della bilancia commerciale, corretta per l'effetto calendario, si è attestato a 24,9 miliardi, rispetto ai 22,2 miliardi del mese precedente (rivisto da 22,1 miliari). Le esportazioni sono calate del -3,6% (stime del consensus -2,8%).
Asia
In Asia Pacifico, Nikkei di Tokyo -0,1%, in prossimità dei massimi storici. Si apprezza per la terza seduta consecutiva lo yen: il cross si porta a 160,5.
Giappone. In maggio, gli stipendi base dei lavoratori giapponesi hanno registrato il maggior incremento dal 1993. Approfondimento nella rubrica Fatti & Effetti.
In calo le borse della Cina. Hang Seng di Hong Kong -1,9%.
Borsa degli Stati Uniti. Il Nasdaq ha accelerato nel finale di seduta venerdì, chiudendo con un rialzo dello 0,9%, quarto massimo storico consecutivo. S&P500 +0,5%, terzo record consecutivo.
Joe Biden ha riavviato la sua campagna elettorale e ribadisce la volontà di andare avanti, ma sarebbe in aumento il numero dei membri del Congresso democratici contrari al proseguimento.
Macrovariabili
Treasury Note a dieci anni al 4,29%, da 4,35% della precedente chiusura, per effetto della frenata dell’occupazione in giugno.
Bund al 2,57%.
BTP a 3,93%. L’OAT francese tratta a 3,21%, poco mosso.
Euro dollaro a 1,083, in lieve flessione dopo sette sedute di apprezzamento.
Petrolio. WTI a 82,5 dollari il barile. Brent a 86 dollari.
Oro a 2.3880 dollari l’oncia, -0,4%
Bitcoin a 55.500 dollari, sui minimi da febbraio, -2,8%. Salgono le preoccupazioni su possibili vendite da parte dei creditori del fallito exchange Mt. Gox, un tempo il più grande del mondo.
Titoli Piazza Affari
FinecoBank +2,5%. Jefferies alza il giudizio a Buy.
Diasorin -1,5%.
Iveco +2,5%, fornirà all’esercito del Brasile 420 veicoli corazzati multiruolo, contratto da circa 230 milioni di euro.
Pirelli +1%. HSBC alza il giudizio a Buy, target price a 6,40 euro.
Tim Open Fiber avrebbe chiesto alle banche altre risorse, circa 350 milioni di euro per far fronte al programma degli investimenti.
Unicredit ha deciso di impugnare davanti alla Corte dell’Unione Europea l’ordine di vendita delle attività in Russia arrivato dalla BCE.
Unipol +0,5%. Le cooperative azioniste della holding sarebbero pronte a sostenere una eventuale operazione tra BPER Banca e Monte Paschi
Fuori dal paniere principale
Avio +1%. Il Consiglio ESA ha adottato una risoluzione sui servizi di lancio europei e sulla continuità dell'accesso europeo allo spazio che pone le basi per la commercializzazione del lanciatore Vega da parte di Avio, suo prime contractor, ha detto il gruppo aerospaziale in una nota venerdì.
Fincantieri +4% all'indomani della conclusione del periodo di trattazione dei diritti d'opzione.
Salvatore Ferragamo Il presidente Leonardo Ferragamo ribadisce che la famiglia non vende.