L'inflazione non scende, WallStreet soffre, Piazza Affari non se la prende

Per il Dollaro si tratta della seduta migliore da oltre 12 mesi. Treasury Note a dieci anni a 4,47%, +11 punti base, sui massimi da novembre

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La borsa degli Stati Uniti scende, il rendimento dei Titoli del Tesoro USA sale e il Dollaro si rafforza. Questa la reazione a caldo a valle degli attesissimi dati sull'inflazione di marzo. 

Indice Nasdaq -1,1%. S&P500 -1,0%.

Agenda macro USA:

I prezzi al consumo sono saliti del +0,4% mese su mese in marzo, la stessa variazione di febbraio, leggermente di più di quel che si aspettavano gli economisti (+0,3%).

Al netto delle componenti volatili le variazioni non cambiano, +0,4% sequenziale da +0,4%, attesa +0,3%.

A livello congiunturale, anno su anno, la variazione è +3,5% per l'inflazione generale, +3,8% l'inflazione core. Entrambi sopra le stime di +3,4% e +3,7% rispettivamente.

Titoli sotto la lente a Wall Street 

Tra i "magnifici Sette": Nvidia  +1,5%, è il titolo migliore, Tesla -2,7%, il peggiore.

Wal-Mart +1%. Eli Lilly +0,8%.

Intel sta lanciando una nuova versione del suo modello di chip di intelligenza artificiale. L'obiettivo è quello di sfidare Nvidia in uno dei segmenti più promettenti dell'industria dei semiconduttori. Il processore aggiornato, chiamato Gaudi 3, sarà disponibile nel terzo trimestre, ha dichiarato Intel martedì.

Albemarle  Bank of America ha alzato la raccomandazione a Buy per via del rincaro del prezzo dei litio. 

AMD ha concluso un accordo con la canadese BlackBerry per lo sviluppo di nuovi sistemi robotici. 

Delta Air Lines +5%. La compagnia si aspetta una forte domanda di viaggi nel corso del 2024, soprattutto nei mesi estivi. L'annuncio accompagna la pubblicazione di dati del trimestre superiori alle aspettative. L'utile netto è stato pari a 37 milioni di dollari, rispetto alla perdita di 363 milioni di dollari di un anno fa. I ricavi sono stati da record: 12,6 miliardi di dollari, il 6% in più rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il vettore prevede un aumento dei ricavi rettificati tra il 5% e il 7% nel secondo trimestre.

In Europa

Le borse sono in moderato rialzo dopo qualche su e giù post-diffusione dei dati sui prezzi al consumo. EuroStoxx50 +0,3%.

Indice FtseMib +0,4%. 

Salgono: Monte Paschi +5%, Saipem +2,6%, Banco BPM +2,5%. Banca Popolare di Sondrio +3,3%, Poste +1,7%.

In calo: Juventus -5,7%, Ferragamo -4%, Iveco -1,7%, Amplifon -3,3%, Enel -2,3%.

Francoforte +0,2%. 

Macrovariabili

Balzo in avanti dei rendimenti dei titoli del Tesoro USA. Treasury Note a dieci anni a 4,50%, +12 punti base, sui massimi da novembre.

Bund tedesco al 2,42%, +5 punti base. 

BTP decennale a 3,80%, +5 punti base. 

Euro dollaro giù a 1,074, -1,05%. Per il Dollaro potrebbe trattarsi della seduta migliore da oltre 12 mesi. Contraccolpi positivi sul dollaro nella prospettiva di tassi più alti più a lungo. La Federal Reserve aspetterà fino a settembre prima di iniziare a tagliare i tassi d'interesse, secondo le nuove previsioni dei trader, dopo che l'inflazione di marzo è risultata più robusta delle attese per il terzo mese consecutivo.

Lo Yen si indebolisce, con il dollaro ai massimi dal 1990 rispetto alla valuta giapponese a valle dei dati sull'inflazione.

Petrolio Brent e Wti -0,5%. La scorsa settimana, le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono aumentate molto più delle previsioni. Registrato un rialzo di 5,841 milioni di barili a 457,258 milioni di unità, secondo i dati diffusi dal dipartimento dell'Energia, con le attese che erano per un dato in rialzo di 0,8 milioni. Gli stock di benzina sono aumentati di 0,715 milioni di barili a 228,531 milioni di barili, contro attese per un ribasso di 1,4 milioni. Le scorte di distillati, che includono il combustibile da riscaldamento, hanno registrato un rialzo di 1,659 milioni di barili a 117,728 milioni di barili, contro stime per un ribasso di 0,6 milioni di barili. L'utilizzo della capacità degli impianti è diminuito di 0,3 punti percentuali all'88,3%, con le attese all'89,1%.

Oro a 2.337 dollari l’oncia, -0,6%. La prospettiva di tassi elevati per lungo tempo gioca a sfavore dei metalli preziosi.

Bitcoin a 68.600 dollari, -1%.


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