L'economia cinese si risveglia, sale la borsa di Hong Kong dopo il rialzo di WallStreet

In Cina le vendite al dettaglio e la produzione industriale hanno registrato una crescita migliore del previsto. La banca centrale ha tagliato le riserve obbligatorie delle banche

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Quasi tutte le borse dell’Asia Pacifico tengono la scia di Wall Street, ma il rialzo ha ragioni locali: ci sono i dati macro economici cinesi migliori delle aspettative e ci sono le nuove misure di stimolo monetario varate nel corso della notte dalla Banca del Popolo della Cina.

L’Hang Seng di Hong Kong guadagna l’1,2%, +0,5% il bilancio settimanale. Indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen -0,5%, -0,6% la settimana.

In Cina le vendite al dettaglio e la produzione industriale hanno registrato una crescita migliore del previsto. I consumi sono cresciuti del 4,6% ad agosto rispetto a un anno fa, battendo le aspettative di crescita del 3% previste da un sondaggio Reuters. L'aumento è stato anche più rapido del 2,5% su base annua registrato a luglio.

La produzione industriale è cresciuta del 4,5% ad agosto rispetto a un anno fa, meglio delle previsioni del 3,9% e più velocemente dell'aumento del 3,7% registrato a luglio. Sotto le aspettative gli investimenti in capitale fisso, +3,2% su base annua ad agosto.

L’Ufficio Nazionale di Statistica afferma a commento che lo scorso mese c’è stato un "miglioramento marginale”. "L'economia nazionale ha mostrato un buon slancio di ripresa, con uno sviluppo di alta qualità che ha compiuto solidi progressi e fattori positivi accumulati", si legge nel comunicato.

Nel corso della notte è arrivato il comunicato della banca centrale della Cina che annuncia il taglio di 25 punti base della quantità di liquidità che le banche devono tenere a disposizione. Si tratta del secondo taglio del coefficiente di riserva obbligatoria quest'anno, dopo quello di marzo.

Indice Nikkei della borsa di Tokyo +1,3%, +3% la settimana. Kospi di Seul +1,3%, +2,3% la settimana. BSE Sensex di Mumbai +1%, +2,3% la settimana.

Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in rialzo, future EuroStoxx50 +0,7%.

Ieri il FtseMib di Milano è salito dell’1,4%, il Dax di Francoforte dell’1%.

Ieri a Wall Street il Dow Jones ha guadagnato l’1%, miglior seduta dai primi di agosto. Nasdaq +0,8%.

I dati macroeconomici diffusi ieri sono di quel genere molto apprezzato in questo momento dal mercato: i consumi di base si stanno indebolendo ma di certo non stanno crollando, la corsa dei prezzi alla produzione depurati dal costo del carburante e dell’energia ha frenato anche il mese scorso.

In più ci sono stati i fuochi d’artificio della quotazione di ARM Holding (chip per intelligenza artificiale) +25% nel primo giorno di scambi per una market cap di 65 miliardi.

Oggi è giorno di scadenze di opzioni.

Macrovariabili

Treasury note a dieci anni a 4,27%.

Bund decennale  a 2,59%. 

BTP a 4,33%. Lo spread è tornato indietro a 174 punti base da 180 di ieri mattina.

Nel giorno delle comunicazioni della BCE, l’euro ha perso lo 0,8% a 1,064, minimo da marzo. Il rialzo dei tassi di deposito al 4% è stato accompagnato da un commento che rende molto probabile una pausa nella stretta monetaria.

Oro   a 1.918 dollari l’oncia. 

Petrolio in rialzo. Brent e greggio del Texas +0,8% sul massimo da novembre del 2022. 

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Marino Masotti

Caporedattore