Borse di Shanghai e Hong Kong in rialzo, nella scia di WallStreet

Anche ieri, le autorità di Pechino hanno mostrato attenzione e riguardo per i mercati: non è il piano quinquennale capace di alleggerire la zavorra del mercato immobiliare ma sono azioni importanti

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Stamattina in Asia Pacifico la borsa di Hong Kong è in rialzo per il secondo giorno consecutivo: cinque delle ultime sei sedute si sono chiuse in positivo. L’indice Hang Seng guadagna il +2%, tornando più o meno sui livelli di metà mese.

Il CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen è in rialzo dell’1,5%. Ieri il ministro delle finanze Liu Kun ed il presidente della Commissione per le riforme e lo sviluppo nazionale, Zheng Shanjie, sono intervenuti pubblicamente sul tema del sostegno pubblico al ciclo economico. Il giorno prima le autorità di Pechino avevano varato una serie di misure a sostegno dell’investimento in azioni. Non si è trattato di quel colpo di bazooka definitivo capace di mettere fine ai problemi del mercato immobiliare, ma secondo gli strategist di UBS, Solita Marcelli e Mark Haefel, è un altro passo importante nella ricostituzione della fiducia. A loro avviso, se altre misure arriveranno, i mercati smetteranno di pensare al “troppo poco e troppo tardi”.

La borsa di Tokyo si avvia a chiudere in rialzo dello 0,5%. In Giappone il tasso di disoccupazione è leggermente peggiorato in luglio al 2,7%, da 2,5% del mese precedente. 

BSE Sensex di Mumbai +0,1%. Kospi di Seul +0,3%.

Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in lieve rialzo, future EuroStoxx50 +0,2%. Ieri il FtseMib di Milano ha chiuso la seduta con un incremento dell’1,2%.

Alle otto esce l’indice sulla fiducia dei consumatori tedeschi. 

Wall Street ha iniziato la settimana con una seduta di bassi volumi e rialzo corale. S&P500 +0,6%. Dieci degli undici sotto indici settoriali hanno chiuso con il segno più davanti.

Oggi pomeriggio vengono pubblicati i dati di S&P sui prezzi delle case e i posti di lavoro vacanti di luglio.

Macrovaribili

Treasury Note a 4,20%. Spread tra dieci anni e due anni a -80 punti base, da -84 di ieri. I bond governativi a due anni e cinque anni messi in asta ieri pomeriggio dal Tesoro degli Stati Uniti sono stati assegnati a rendimenti che non si vedevano dalla crisi dei subprime. Per i 45 miliardi di dollari di titoli a due anni il mercato ha chiesto un rendimento di 5,02%, massimo dal 2006 e quasi venti punti base sopra il rendimento più alto raggiunto in precedenza da un’asta di questa scadenza.

BTP a 4,23%.

Bund a 2,55%.

Euro in lieve rialzo a 1,083.

Oro a 1.924 dollari l’oncia.

Petrolio del Texas a 80 dollari il barile. Brent a 84 dollari. Petrolio e gas naturale continueranno a soddisfare più della metà del fabbisogno energetico mondiale nel 2050, ovvero il 54%, secondo Exxon Mobil , mentre non sarà possibile mantenere l'aumento della temperatura globale al di sotto dei 2 gradi celsius. Nell'outlook sul mercato dell'energia pubblicato oggi, il maggior produttore statunitense di petrolio prevede che nel 2050 il mondo raggiungerà 25 miliardi di tonnellate di emissioni di CO2 legate all’energia. Si tratta di una cifra più che doppia rispetto agli 11 miliardi di tonnellate metriche che, secondo Ipcc, il gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite, sarebbero necessari in media negli scenari di 2°C inferiori. "La transizione energetica è in corso, ma non sta ancora avvenendo nella misura o nei tempi necessari per raggiungere le ambizioni di una società a zero emissioni", ha detto Exxon. Nel complesso, Exxon prevede che le emissioni di CO2 legate all'energia raggiungeranno un picco di oltre 34 miliardi di tonnellate metriche nel corso di questa decade per poi scendere a 25 miliardi di tonnellate nel 2050.

Bitcoin piatto intorno ai 26mila dollari.

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Marino Masotti

Caporedattore