Borse della Cina in rialzo, scende il Nikkei di Tokyo dopo i minimi di WallStreet

Non c’è concordia nella banca centrale giapponese sull’avvio del rialzo dei tassi, è quanto è emerso dai verbali della riunione di politica monetaria di luglio.

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Le borse dell’Asia Pacifico sono contrastate all’indomani della discesa di Wall Street sui minimi di medio periodo. 

Nikkei di Tokyo -0,5%. 

Non c’è concordia nella banca centrale giapponese sull’avvio del rialzo dei tassi, è quanto è emerso dai verbali della riunione di politica monetaria di luglio. Un cambio di rotta, dopo anni di stimoli e tassi negativi, è richiesto, in quanto l'inflazione ha superato per 15 mesi consecutivi l'obiettivo del 2% fissato dalla stessa Banca del Giappone.

Un membro ha affermato che "c'è ancora molta strada da fare prima di rivedere la politica dei tassi d'interesse negativi, e il quadro di controllo della curva dei rendimenti deve essere mantenuto".

Tuttavia, un altro membro ha osservato che il raggiungimento dell'obiettivo del 2% "in modo sostenibile e stabile" sembra essere "chiaramente in vista" e che sarà possibile valutare se la BOJ raggiungerà l'obiettivo intorno a gennaio-marzo del prossimo anno.

L’Hang Seng di Hong Kong guadagna lo 0,7%, il CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen lo 0,5%. In agosto sono tornati a salire gli utili generati dalle aziende manifatturiere cinesi e industriali, l’incremento del 17% anno su anno, arriva dopo oltre un anno di declino. 

Scendono di poco i mercati azionari dell’India, della Corea e dell’Australia.

Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in lieve ribasso, future EuroStoxx 50 -0,2%. Il Ftse Mib di Milano ha chiuso ieri in calo dell’1%, quarta seduta consecutiva in discesa.

Esce stamattina in Germania l’indice di fiducia dei consumatori. Intanto il sentimento dell’industria tedesca legata alle esportazioni si e' “notevolmente deteriorato". Le aspettative sull'export rilevate dall’istituto di ricerca Ifo sono scese a meno 11,3 punti a settembre rispetto ai meno 6,5 di agosto. Lo segnala un comunicato dell'istituto di ricerca economica di Monaco. "L'industria delle esportazioni e' in una fase di debolezza”, ha affermato Klaus Wohlrabe, responsabile dei sondaggi Ifo. “Le esportazioni verso tutte le regioni importanti sono attualmente in calo”. Le speranze di crescita dell'industria chimica emerse il mese scorso sono nuovamente svanite. Anche i produttori di automobili sono diventati un po' piu' scettici. I tipografi sono attualmente i piu' pessimisti. "La domanda di esportazioni probabilmente non riprendera' in modo significativo fino al prossimo anno", ha aggiunto Wohlrabe.

L’aumento dei rendimenti delle obbligazioni ha depresso anche ieri Wall Street. L’indice S&P500 ha perso 1,5% e ha toccato i minimi da inizio giugno. Nasdaq -1,6%.

I tech sono stati zavorrati da Amazon -4%. La Federal Trade Commission, insieme a 17 Stati, accusa la societa’ fondata da Jeff Bezos di portare avanti illegalmente un monopolio su settori della vendita al dettaglio online, schiacciando i commercianti e favorendo i propri servizi. "La causa punta a chiedere ad Amazon di rendere conto di queste pratiche monopolistiche e di ripristinare la promessa perduta di una concorrenza libera ed equa", ha affermato Lina Khan, presidente della Federal Trade Commission.

I future della borsa degli Stati Uniti hanno girato nel corso della notte, stamattina segnano un lieve rialzo. Al Congresso ci sono stati dei progressi importanti, ma non decisivi, nella trattativa tra Repubblicani e Democratici sul finanziamento al governo. I passi in avanti nella formulazione dei testi sui quali avviare il negoziato, non dovrebbero essere tali da evitare lo shutdown.

Macrovariabili

Treasury Note a dieci anni a 4,50% di rendimento, dopo aver toccato nel corso della seduta 4,55%, massimo dal 2007. Biennale a 5,10%. Il differenziale dieci anni/due anni, si è ridotto a -54 punti base, massimo da marzo.
Bund a 2,80%, massimo dal 2011.

BTP a 4,73%, vicinissimo ai massimi degli ultimi undici anni. Spread a 193 punti base. Oggi il governo presenta la Nota di Aggiornamento sui conti pubblici. Eurostat "ha confermato la proposta dell'Istat di classificare il Superbonus maturato sulle spese sostenute nel 2023 come credito 'pagabile', da registrare interamente in spesa nell’anno stesso”. L'istituto di statistica europeo precisa che "ha nel suo parere affermato che tali considerazioni non possono estendersi anche alle spese sostenute nel 2024 poiche', pur rimanendo valide le altre eccezioni minori, viene meno la deroga relativa alle spese gia' programmate nel 2022. La definizione dei profili contabili del Superbonus 2024 richiede, quindi, un ulteriore approfondimento metodologico e una valutazione sulla base delle evidenze quantitative che diverranno via via disponibili".

 

Petrolio WTI a 91 dollari, +1%

Oro a 1.900 dollari, poco mosso dopo il 0,8% di ieri.


Euro dollaro sui minimi da marzo a 1,056.

 

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Marino Masotti

Caporedattore