Borse dell'Asia in ribasso dopo il lieve calo di WallStreet

Si è per il momento fermata la corsa del petrolio, il greggio WTI perde stamattina oltre l'1%. La banca centrale della Cina non tocca i tassi di interesse e minaccia interventi sul cambio

cina_websim

Le borse dell’Asia Pacifico sono quasi tutte in ribasso, l’indice di riferimento dell’area, l’MSCI AP, è in calo per il terzo giorno consecutivo.

Hang Seng di Hong Kong -0,6% e CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen -0,5%. Scendono le banche e le società finanziarie dopo l’attesa conferma dei tassi di interesse da parte della banca centrale cinese. Si stabilizza lo yuan su dollaro dopo il nuovo richiamo sul cambio arrivato dalle autorità monetarie di Pechino.

Nikkei di Tokyo -0,5% nel giorno della pubblicazione dei dati sulla bilancia commerciale del Giappone. Le esportazioni hanno registrato in agosto un calo dello 0,8%, il consensus era -2%.

Cambio dollaro yen a 147,8, sui massimi degli ultimi undici mesi. Il Giappone avrebbe delle buone ragioni per intervenire a difesa della sua valuta, purché si tratti di un intervento limitato a smussare la volatilità e non a influenzare il tasso in modo sostanziale, lo ha detto stanotte il Segretario del Tesoro statunitense Janet Yellen.

Poco mosso l’indice Kospi di Seul. In Corea del Sud i prezzi alla produzione sono saliti dell’1% anno su anno, dal -0,3% di luglio.
In calo dello 0,6% l’indice BSE Sensex di Mumbai. Indice Giacarta Composite +0,6%.

Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in lieve rialzo, future EuroStoxx50 +0,1%.

Ieri il Ftse Mib di Milano ha chiuso in rialzo dello 0,6% grazie alla spinta delle banche e dei petroliferi, il Dax di Francoforte ha invece chiuso in calo dello 0,4%.

Wall Street ha chiuso in ribasso, ma lontano dai minimi della seduta. Nasdaq -0,2%.

Instacart , la debuttante sul listino dei tech, ha registrato un rialzo del 12%.


Macrovariabili

Il petrolio ha frenato ieri sera, stamattina il calo prosegue. Greggio WTI a 89,7 dollari il barile, -1,3%. Brent a 93,5 dollari.

Alla vigilia della decisioni della Federal Reserve sui tassi, il rendimento del Treasury Note a dieci anni ha toccato i massimi dal 2007 a 4,35%. Il biennale è a 5,09%.

Bund a 2,73%. 

BTP da 4,51%. Il Corriere della Sera scrive che gli obiettivi di un deficit al 4,5% del Pil per quest’anno e anche al 3,7% del Pil per il 2024 sembrano ormai fuori portata, ancora prima che le agenzie statistiche Eurostat e Istat decidano se attribuire ai conti di quest’anno gli oneri da bonus immobiliari che dall’inizio dell’anno continuano ad accumularsi per decine di miliardi di euro.
”Siccome il bilancio e' fatto da più e da meno, alla fine i conti dovranno quadrare, saranno compensati da qualcos'altro". Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, torna così sull'impatto sulla prossima manovra derivante dai tassi d'interesse. Il ministro è stato interpellato, mentre lasciava Montecitorio al termine della cerimonia per i 75 anni dall'entrata in vigore della Costituzione, dopo che in mattinata aveva stimato in 14-15 miliardi le risorse assorbite dalla stretta monetaria.

Euro dollaro poco mosso a 1,068.

Oro a 1.930 dollari.

Titoli

Moncler . Jefferies e Deutsche Bank tagliano il giudizio a Hold,

www.websim.it

 


Marino Masotti

Caporedattore