Borse Cina in rialzo, nella scia di WallStreet

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All’indomani del rialzo che ha spinto il Nasdaq sui massimi degli ultimi ventidue mesi, in Asia Pacifico, sono le borse della Cina a raccogliere il testimone del movimento. L’Hang Seng di Hong Kong guadagna lo 0,9%. CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen +0,7%.

Rimbalza il depresso settore della casa dopo le indiscrezioni di Bloomberg. Le autorità di regolamentazione di Pechino starebbero preparando una lista di 50 sviluppatori immobiliari idonei a ricevere una serie di finanziamenti, tra questi ci sono i nomi di riferimento del settore, come  China Vanke, Seazen Group e Longfor Group. L'elenco, che include sviluppatori privati e statali, ha lo scopo di guidare le istituzioni finanziarie nel valutare il sostegno al settore attraverso prestiti bancari, debito e finanziamenti di altro genere.

E’ in rialzo di quasi l’1% la borsa di Seul. L'indice dei prezzi alla produzione della Corea del Sud è salito dello 0,8% su base annua a ottobre, un tasso di incremento più lento rispetto alla crescita dell'1,3% registrata nel mese precedente. Su base mensile, i prezzi alla produzione sono scesi dello 0,1%, la prima volta in tre mesi che l'indice è sceso mese su mese. Il calo è stato guidato da una diminuzione del 5,5% dei prezzi dei prodotti agricoli, forestali e marini.

La borsa del Giappone è sulla parità, si fa sentire la zavorra dalla valuta forte. Il cross dollaro yen è in calo dello 0,6% a 147,5, minimo degli ultimi due mesi. 

Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in rialzo, future EuroStoxx50 +0,2%. Ieri  l’indice Ftse Mib ha chiuso con un guadagno dello 0,15% a 29.541 punti, massimi da luglio.

Il Tesoro ha comunicato nella tarda serata di ieri di aver chiuso la cessione di 314.922.429 azioni ordinarie di Mps  pari al 25% del capitale, a 2,92 euro per azione, pari a un controvalore di circa 920 milioni di euro. L'operazione è avvenuta attraverso un Accelerated Book Building (Abb) riservato ad investitori istituzionali italiani ed esteri. A fronte della domanda raccolta pari a oltre 5 volte l'ammontare iniziale, l'offerta è stata incrementata dal 20% al 25% del capitale di Mps. Il corrispettivo incorpora uno sconto pari al 4,9% rispetto al prezzo di chiusura delle azioni della banca registrato ieri (3,072 euro) ed è superiore di quasi il 50% rispetto al prezzo di sottoscrizione dell'aumento del capitale realizzato nel novembre 2022. A seguito dell'operazione, la partecipazione detenuta dal Mef in Mps scenderà dal 64,23% al 39,23% circa del capitale. Il Mef si è impegnato con i Joint Global Coordinators e Joint Bookrunners a non vendere sul mercato ulteriori azioni Mps per un periodo di 90 giorni.
 

Wall Street ha chiuso in rialzo con i tre principali indici. Nasdaq +1,1%, S&P500 +0,7%. Microsoft ha toccato i massimi storici e Nvidia è arrivata a un passo dal record alla vigilia della presentazione della trimestrale.

Macrovariabili

Treasury Note a 4,40%, da 4,45% di ieri. La delicata asta dei Treasury Note a vent’anni ha avuto complessivamente un’accoglienza tiepida, ma nulla di paragonabile al flop dell’ultimo collocamento del trentennale. La buona partecipazioni degli soggetti esteri ha messo in secondo piano altri aspetti dell’operazione.

Bund a 2,61%, +3 punti base. 

BTP a 4,35%.

Quarta seduta di apprezzamento dell’euro a 1,096.

Oro a 1.980 dollari l’oncia.

Petrolio WTI , a 77,5 dollari il barile, in lieve calo anche per effetto dell’avvicinamento delle parti in corso a Gaza: sembra imminente la dichiarazione di una tregua e la liberazione di una parte degli ostaggi.

Bitcoin a 37.400 dollari.


Caporedattore