Borsa di Hong Kong in calo, titolo Evergrande sospeso, chiusura piatta a WallStreet

Ieri Bloomberg ha scritto che il presidente e fondatore del colosso dell'immobiliare cinese è stato arrestato. 

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Prevale il ribasso stamattina in Asia Pacifico, mentre prosegue la corsa del petrolio e si placa il dollaro.

Il Nikkei di Tokyo perde quasi il 2%, ma la variazione negativa è riconducibile anche all’effetto dividendo: 168 azioni sulle 225 dell’indice di riferimento staccano la cedola. Il rendimento del bond governativo giapponese a vent’anni tocca i massimi dal 2014.  

L’indice Hang Seng di Hong Kong perde l’1%. Il titolo Evergrande Group è di nuovo sospeso: ieri Bloomberg ha scritto che il presidente e fondatore è sotto custodia della polizia.

Il quotidiano Shanghai Securities News riporta che il governo ha deciso di concedere alle amministrazioni periferiche molto indebitate, di emettere obbligazioni: il piano di intervento prevede l’emissione di prestiti per circa mille miliardi di yuan. La regione della Mongolia Interna ha avviato l’iter per il collocamento di tre bond da complessivi 67 miliardi di yuan, 9 miliardi di dollari.

Il Kospi di Seul guadagna lo 0,1%, l’S&P ASX200 di Sidney perde lo 0,2%. Sulla parità il BSE Sensex di Mumbai.

In rialzo dello 0,3% l’indice di riferimento della borsa della Thailandia. Ieri la banca centrale (BOT) ha alzato per l’ottava volta consecutiva i tassi d’interesse al 2,50%. Il consensus era diviso su questa decisione, undici, dei ventuno  economisti intervistati da Bloomberg si aspettavano un rialzo, il resto una conferma. 

Il future dell’indice EuroStoxx50 segna un calo dello 0,2%.

Ieri il FtseMib di Milano ha chiuso in ribasso dello 0,3%.

Stamattina la Spagna e la Germania pubblicano i dati sull’inflazione. Gli economisti si aspettano un incremento dei prezzi al consumo nel primo paese, una discesa nel secondo.

Ieri sera il governo ha approvato la Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza (NADEF) 2023, che delinea lo scenario a legislazione vigente per il triennio 2024-2026. Il documento contiene una “revisione delle stime di crescita per il 2023-2024 a causa del rallentamento dell'economia in corso”.

La crescita del PIL e' stimata allo 0,8 per cento nel 2023, all'1,2 per cento nel 2024 e, rispettivamente, all'1,4 per cento e all'1 per cento nel 2025 e nel 2026. Riguardo agli obiettivi di indebitamento netto in rapporto al PIL, il documento indica un deficit tendenziale a legislazione vigente del 5,2 per cento nel 2023, del 3,6 per cento nel 2024, del 3,4 nel 2025 e del 3,1 per cento nel 2026. “Sebbene l'indebitamento netto in rapporto al PIL venga rivisto al rialzo in particolare nel 2024, l'aggiustamento strutturale prefigurato e l'andamento dell'aggregato di spesa di riferimento sono in linea con la Raccomandazione del Consiglio europeo e con quello che si ritiene sara' il futuro assetto delle regole di bilancio dell'Unione Europea. 

Macrovariabili

Treasury Note a dieci anni a 4,58% di rendimento, nuovo massimo dal 2007. Biennale a 5,12%. Il differenziale dieci anni/due anni, si è ridotto a -52 punti base, massimo da marzo.

Bund tedesco a 2,84%, massimo dal 2011. BTP a 4,78%, sui massimi degli ultimi undici anni.

Petrolio Brent e WTI +1%.

Oro a 1.873 dollari, ieri -1,2%.

Euro dollaro su nuovi minimi a 1,050.

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Marino Masotti

Caporedattore