Cina e Giappone bisticciano, Borse dell'Asia Pacifico deboli

L’indice MSCI Asia Pacific perde lo 0,6%, primo ribasso da inizio anno. La Cina starebbe valutando controlli più severi sulle licenze per la spedizione dei minerali strategici in Giappone

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La corsa delle borse rallenta in Asia Pacifico dopo il doppio record a Wall Street: l’indice S&P500 ha guadagnato lo 0,6% a 6.944 punti, Dow Jones +1%, per entrambi è arrivato il nuovo massimo storico.

Le obbligazioni, perlomeno negli Stati Uniti sono tranquille, il dollaro si è rafforzato nei confronti delle maggiori controparti. Euro a 1,169, sui minimi delle ultime tre settimane, nel giorno dell’uscita dei dati sull’inflazione nella zona euro: il consensus si aspetta +2% il mese scorso, più o meno sui livelli di novembre 2025.

Petrolio

Brent in calo dell0 o,5% a 60 dollari il barile. In un post su Truth Social, Trump ha affermato che le autorità provvisorie in Venezuela “consegneranno” agli Stati Uniti petrolio “di alta qualità e soggetto a sanzioni”. “Questo petrolio sarà venduto al prezzo di mercato e il denaro sarà controllato da me” per “garantire che sia utilizzato a beneficio del popolo venezuelano e degli Stati Uniti”, ha affermato. “Ho chiesto al Segretario all'Energia Chris Wright di attuare immediatamente questo piano”, ha aggiunto Trump. "Sarà prelevato da navi cisterna e portato direttamente ai moli di scarico negli Stati Uniti”.

Non è chiaro come sarebbe legale per il presidente controllare i proventi di tale vendita, dato che il Congresso generalmente stanzia i fondi come previsto dalla Costituzione. Ci sono anche questioni pratiche, come la capacità di trasporto e l'immediata capacità delle raffinerie statunitensi di lavorare il greggio pesante venezuelano. La Casa Bianca non ha risposto immediatamente alla richiesta di ulteriori dettagli.

L’indice MSCI Asia Pacific perde lo 0,6%, primo ribasso da inizio anno, nelle precedenti quattro sedute del 2026 il guadagno è stato del 4%. 

Giappone

Nikkei -1%. Poco mosso il cambio dollaro yen, a 156,5. Sono sui massimi dal 1999 i tassi di rendimento delle obbligazioni governative di lungo periodo, il decennale è al 2,12%.

La Cina sta valutando controlli più severi sulle licenze per la spedizione dei minerali in Giappone, secondo quanto riportato dal quotidiano statale China Daily sulla base di una fonte anonima.

Si inasprisce così la disputa tra i due paesi a causa delle dichiarazioni rilasciate lo scorso anno dal primo ministro giapponese su Taiwan. I materiali interessati sarebbero gli stessi sette elementi che la Cina ha limitato ad aprile in risposta alla guerra commerciale lanciata dagli Stati Uniti.

Le terre rare emergono come l’arma strategica preferita da Pechino nei conflitti commerciali, in quanto la maggior parte delle economie sviluppate sono vulnerabili su questo fronte
Dal 2010, anno di introduzione delle prime forme di controllo sulla fornitura di terre rare, il Giappone ha compiuto alcuni progressi nella creazione di una catena di approvvigionamento al di fuori della Cina. In particolare, il governo giapponese e l'industria hanno finanziato l'espansione della australiana Lynas Rare Earths Ltd., una delle poche società occidentali che estrae e lavora questi minerali. Nel 2024, un ex ministro ha dichiarato a Bloomberg che la dipendenza del Giappone dalla Cina per l’ intera gamma di 17 terre rare è così scesa dall'80-90% al 60%.

Borse della Cina. Indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen invariato. Hang Seng di Hong Kong -1,1%. In calo dello 0,5% il Taiex di Taipei. 

Baidu

Il titolo della Internet Company cinese è poco mosso, da inizio anno il guadagno è dell’11%. 

Kunlunxin, la divisione attiva nei chip per l'intelligenza artificiale avrebbe reclutato alcune banche d’affari per la gestione dell'offerta pubblica iniziale alla borsa di Hong Kong: l’obiettivo dell’operazione è una raccolta nell’ordine dei due miliardi di dollari. A riportare l’indiscrezione è Bloomberg. 

Gli advisor finanziari primari scelti sono China International Capital, Citic Securities e Huatai Securities. Anche China Securities International è parte del consorzio.

Kunlunxin, che produce chip per server nei data center, ha presentato in via riservata la richiesta di IPO la scorsa settimana, ha dichiarato Baidu il 2 gennaio. 

Le aziende legate all'intelligenza artificiale stanno quotandosi in borsa a Hong Kong per sfruttare la domanda degli investitori per un settore considerato strategico da Pechino, che spinge per l'autosufficienza tecnologica. Le azioni del produttore di chip per l'intelligenza artificiale Shanghai Biren Technology Co. hanno registrato un balzo del 76% al loro debutto a Hong Kong la scorsa settimana, mentre altre società quotate nelle borse della Cina continentale alla fine dello scorso anno hanno registrato guadagni a tre cifre nel primo giorno di negoziazione.

Corea del Sud

L’indice Kospi di Seul segna un nuovo record storico a 4.611 punti, da inizio anno il rialzo è già del 8,0%.

Nonostante un rally del +76% nel 2025, il benchmark della borsa coreana viene scambiato a solo 10 volte gli utili futuri, rendendolo uno degli indici più economici al mondo, secondo i dati raccolti da Bloomberg.

"Il mercato azionario sudcoreano era in permanente sconto", ha affermato Kang DaeKwun, chief investment officer di Life Asset Management, che prevede che il Kospi raggiungerà i 6.000 punti entro la fine dell’anno. "Quest'anno assisteremo alla fine di tale sconto".

I titoli sudcoreani non registrano alcuna carenza di richieste di acquisto non solo perché le valutazioni sono interessanti, piacciono, secondo quanto riportato da Bloomberg, anche altri aspetti, per esempio il fatto che gli utili siano trainati dall’alta tecnologia e che il settore goda di un forte sostegno da parte del governo. Investitori ottimisti come NH-Amundi Asset Management e Life Asset Management segnalano inoltre che il fondo di investimento da 150 trilioni di won (104 miliardi di dollari) pianificato dal governo non è ancora entrato pienamente in azione.


Marino Masotti

Caporedattore