Settore Energetico: è scattata la voglia di rivincita?
Sta tornando l'appetito per i titoli del settore energetico, soprattutto per quelli che sono al servizio dello sviluppo dell'industria petrolifera

Settore Energetico: voglia di rivincita. Sta tornando l'appetito per i titoli del settore energetico, soprattutto per quelli che sono al servizio dello sviluppo dell'industria petrolifera, relegati in secondo piano negli ultimi tre anni dalla spettacolare baldanza dei titoli collegati all'intelligenza artificiale.
L'indice Stoxx Europe Oil & Gas ha aggiornato il suo record storico lo scorso 6 gennaio grazie alla spinta di titoli come Nordex, Saipem, Vallourec, Galp Energia, SBM Offshore, Subsea 7 SA, Tenaris. Quasi tutti registrano guadagni a doppia cifra da inizio 2026 e si tratta di società che operano al servizio dell’industria petrolifera (oilfield services: perforazione, ingegneria, manutenzione, tecnologie, servizi sottomarini, ecc.).
Per trovare la prima compagnia petrolifera, che si occupa in prevalenza di Esplorazione e Produzione bisogna retrocedere al 20° posto con Repsol (+2%). Perché il mercato apprezza i primi e trascura i secondi? Possiamo individuare tre principali punti di forza:
1) Una elevata leva rispetto al ciclo degli investimenti (capex) delle compagnie petrolifere. Se aumentano gli investimenti in esplorazione e produzione, la domanda di servizi cresce rapidamente. Ciò spesso si traduce in una forte crescita dei ricavi e dei margini, talvolta superiore a quella dei produttori di petrolio stessi. La svolta in Venezuela potrebbe aprire scenari sopiti negli ultimi anni;
2) Minore esposizione al prezzo del petrolio. Anche se negli ultimi giorni il petrolio di fatto è salito e ciò rappresenta un fattore positivo, si consideri che molte società di servizi lavorano su contratti a medio-lungo termine o a tariffa giornaliera e sono storicamente meno colpite dalle oscillazioni di breve periodo del prezzo del greggio;
3) Notevoli barriere all’ingresso e know-how tecnologico. Alcune attività (per esempio la perforazione in acque profonde) richiedono tecnologia avanzata, competenze specialistiche e grandi investimenti iniziali. Questo crea barriere all’ingresso elevate e favorisce i leader di settore, che possono difendere quote di mercato e margini nel tempo.
In sintesi, queste società beneficiano dei cicli positivi del settore, hanno una volatilità spesso più controllata rispetto agli E&P e possiedono vantaggi competitivi strutturali.
Investire sull'Oil & Gas tramite gli ETF
Per investire sul settore Energy europeo, c'è il seguente ETF quotato a Piazza Affari:
Spdr MSCI Europe Energy UCITS (EUR)
Isin: IE00BKWQ0F09 (STNX)
Da inizio 2026: +2,0%
Lo strumento punta a replicare la performance dell'indice MSCI Europe Energy cha a sua volta investe nelle principali azioni del settore energetico europeo. I dividendi delle singole società non vengono distribuiti ma reinvestiti nel fondo (accumulazione). L’indice di spesa complessiva è pari allo 0,30% annuo. Valuta di denominazione Euro. Leggi il documento KID.
Per investire sul settore Energy statunitense c'è il seguente ETF quotato a Piazza Affari:
SPDR S&P US Energy Select Sector
Isin IE00BWBXM492 (SXLE)
Da inizio 2026: +6,0%
Lo strumento punta a replicare la performance dell'indice S&P Energy Select Sector che raggruppa le società energetiche statunitensi di grandi dimensioni appartenenti all'indice S&P500. Non distribuisce dividendi. L'indice di spesa complessiva è pari a 0,15%. Valuta di denominazione Usd. Leggi il documento KID.
