TREASURY BOND - Rendimenti decennali ai massimi da 12 anni, occasione d'acquisto?

Il T-bond decennale ha nuovamente testato la soglia del 4% di rendimento stamattina, livello massimo degli ultimi dodici anni, mentre il T-bond biennale ha toccato il massimo dal 2007 al 4,35%. 

Il mercato del lavoro USA ha confermato con gli ultimi dati di venerdì la sua forza (263mila posti di lavoro creati, sopra i 255mila previsti, ma in calo rispetto ai 315mila di agosto) con un tasso di disoccupazione sceso al 3,50% al minimo storico, dal precedente 3,70% (per effetto però della diminuzione della forza lavoro). Ci sono indicazioni di una moderazione della domanda di lavoro e licenziamenti in alcuni settori. Questo viene accolto con favore dalla Fed, ma non è sufficiente per moderare la crescita salariale (salario medio orario mensile +0,3%, annuo +5%) che continua ad alimentare la spesa dei consumatori. 

I dati hanno fatto correre i rendimenti del reddito fisso Usa e a queste problematiche si è aggiunta in generale la "fuga dal rischio" generata dalle rinnovate tensioni geo-strategiche. Non aiuta sicuramente a raffreddare le pressioni sul mercato obbligazionario l’escalation delle tensioni geopolitiche con la Russia che ieri mattina ha risposto, con un attacco missilistico su 14 regioni dell'Ucraina (comprese "infrastrutture critiche" nella capitale Kiev), alla distruzione, ad opera dell’Ucraina, del ponte che collega la Crimea alla Russia.

In prospettiva, l'attenzione è ora proiettata al prossimo giovedì, quando verranno pubblicati i dati sull’inflazione core statunitense, attesa a +6,5% in settembre dal 6,3% del mese precedente, giustificando il quarto rialzo consecutivo da 75 bp della FED alla riunione del 2 novembre. Per ora i mercati scontano un altro rialzo da 50 bp entro fine anno, per raggiungere poi il picco al meeting di marzo (i mercati prezzano tassi al 4,67%, +160 bp dal livello attuale). 

Il trend dovrebbe quindi restare debole in vista proprio dei CPI di giovedì. Inoltre dai commenti dei funzionari della Federal Reserve, non emergono segnali di allentamento della posizione hawkish della banca centrale: solo il vicepresidente Brainard parla di cautela, dato che i precedenti aumenti dei tassi ancora non stanno operando completamente nell'economia. Il presidente della Fed di Chicago, Evans, ha però puntualizzato la necessità di arrivare rapidamente a un punto in cui restare fermi (evitando overshooting), mentre altri funzionari della Fed hanno fatto capire che non invertiranno rapidamente i tassi il prossimo anno. 

Questa settimana verrà seguita anche con particolare attenzione la pubblicazione del World Economic Outlook del FMI (prevista oggi). Recentemente proprio il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale hanno parlato di un crescente rischio di una recessione globale, dovuto al rallentamento delle economie avanzate e all’accelerazione dell'inflazione, che costringe Fed e altre banche centrali a continuare ad aumentare i tassi di interesse.  

Inoltre venerdì inizierà la stagione delle trimestrali USA con i bancari (JPM, Citigroup e Wells Fargo), oltre alla diffusione del dato sulle vendite al dettaglio statunitensi, che dovrebbero nuovamente confermare la tenuta dei consumi americani (+0,2% mensile a settembre) e del preliminare di ottobre della fiducia dei consumatori redatto dall’Univ del Michigan, il cui sentiment è previsto in miglioramento (a 59 punti) dopo il crollo di giugno a 50.

Da seguire con attenzione, infine, i verbali dell'ultima riunione della Federal Reserve, attesi mercoledì, per intravedere se qualche membro inizia ad esitare sulla politica aggressiva che sta portando avanti la FED.

Analisi tecnica

Graficamente, dal grafico seguente emerge in modo chiaro la rapida risalita dei rendimenti del Treasury Note 10 anni, passati in pochi mesi da 0,50% (area del minimo storico) al 4,0% in accompagnamento della persistente crescita dell'inflazione USA, arrivata ai massimi da quarant'anni. 

Operatività. E' stata raggiunta una soglia discriminante di estremo interesse per impostare acquisti su scadenze decennali in ottica di diversificazione di portafoglio. Ciò vale a maggior ragione per la scadenza biennale, con rendimenti sui massimi da 15 anni.

 

Per investire in ottica speculativa LONG/SHORT sulla scadenza decennale sono disponibili i seguenti:

WisdomTree US Treasuries 10Y 3x Daily Leveraged
Isin: IE00BKT09032 

WisdomTree US Treasuries 10Y 3x Daily Short
Isin: IE00BKS8QT65 

I due strumenti forniscono un rendimento totale composto triplo rispetto alla performance giornaliera long/short dell'indice BNP Paribas US Treasury Note 10Y Future, che replica i futures sui titoli del Tesoro USA decennali. Leggi il documento KID.

Per investire sulla parte breve della curva dei titoli di Stato statunitensi, in modo da approfittare di un eventuale rafforzamento del Dollaro, uno degli strumenti messi a disposizione del mercato è il seguente ETF: 

SPDR® Barclays 1-3 Year US Treasury Bond 
Isin: IE00BC7GZJ81
Da inizio 2022: +8,80%.
Obiettivo dell'ETF è replicare la performance dei Treasury Bond Usa con una maturità media tra 1 e 3 anni tramite l'indice Barclays 1-3 year US Treasury Bond. Costo annuo 0,15%. Distribuisce un dividendo semestrale. La variazione del prezzo dell'ETF è sensibile alla oscillazione del Dollaro Usa: prezzo in crescita in corrispondenza di una rivalutazione del Dollaro. Leggi il documento KID.

Per investire sulle scadenze più lunghe (quindi più rischiose perchè soggette a maggiori variazioni di prezzo) sono disponibili altri strumenti specializzati. Segnaliamo i seguenti:

SPDR® Barclays 7-10 Year US Treasury Bond 
Isin: IE00BYSZ5T81
Da inizio 2022: -3,30%.

SPDR® Barclays 10+ Year US Treasury Bond 
Isin: IE00BYSZ5V04 
Da inizio 2022: -18,10%.

Obiettivo dei due ETF è replicare la performance dei Treasury Bond Usa con una maturità da 7 anni in su replicando i rispettivi  indice benchmark elaborati da Barclays. Costo annuo 0,15%. Entrambi distribuiscono un dividendo semestrale. Leggi il documento KID.

C'è anche la possibilità di investire sul segmento Corporate USA tramite il seguente:

ETF Franklin LibertyQ Usd Investment Grade Corporate Bond
Isin: IE00BFWXDX52 
Da inizio 2022: -4,80% 
Obiettivo dell'ETF è quello di replicare l'andamento dell'indice Bloomberg Barclays US Corporate Investment Grade Total Return. Valuta di denominazione Usd. Valuta di quotazione Euro. Commissioni totali annue 0,35%. Distribuisce un dividendo semestrale. Il 20% circa dei titoli ha scadenza superiore a 20 anni. Leggi  il documento KID. 


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