SETTORE UTILITY - Il Governo alza la tassa sugli extraprofitti delle imprese energetiche dal 10% al 25%

L'indice Stoxx del settore Utility europeo è poco mosso, mentre l'indice Stoxx principale rimbalza dello 0,60%. 

Da inizio anno il settore ha perso il 2,80% vs -8,50% dell'indice Stoxx globale.

Oggi sono sotto i riflettori le società del comparto Utility e Energy quotate a Piazza Affari. 

Nel nuovo Decreto contro il caro energia approvato ieri dal Governo è previsto l’innalzamento dal 10% al 25% della tassa sugli extraprofitti delle imprese energetiche, introdotta a metà marzo. Il Governo punterebbe a raccogliere ulteriori 6 mld di euro, per arrivare complessivamente a 10 mld. Ricordiamo che si tratta di un contributo a titolo di prelievo straordinario a carico dei soggetti che esercitano nel territorio dello Stato l’attività di: 

i) produzione di energia elettrica;

ii) produzione di gas metano o di estrazione di gas naturale;

iii) rivendita di energia elettrica, di gas metano e di gas naturale;

iv) importazione di energia elettrica, gas naturale o gas metano;

v) produzione e importazione distribuzione e commercio di prodotti petroliferi.

La base imponibile del contributo straordinario è costituita dall’incremento del saldo tra le operazioni attive e le operazioni passive, al netto dell’IVA. Aggiornato il periodo di riferimento, da ottobre 2021 a Aprile 2022, confrontato con lo stesso periodo di 12 mesi prima.

Tra le società quotate, impatto negativo nel settore Energy per Eni , Gas Plus e Saras . Nel settore Utilities per le società esposte alla generazione, trading e vendita di elettricità (principalmente i produttori Rinnovabili, Enel , Edison, A2A , Iren , Erg , Falck Renew, in parte marginale le altre Local Utilities Hera e Acea ) mentre ricordiamo sono escluse le regolate (Snam , Terna e Italgas ).

Molto complessa la definizione della base imponibile, con un calcolo del potenziale impatto sui singoli titoli difficile da quantificare. In occasione dell’introduzione della tassa al 10% Eni aveva quantificato l’impatto in qualche centinaio di milioni di euro, mentre le utilities non avevano quantificato gli impatti, ritenuti tuttavia non particolarmente significativi.

Sotto il profilo dei fondamentali, siamo di fronte a uno dei settori in Europa con i multipli più attraenti: il P/E medio del settore Stoxx Utility stimato dagli analisti raccolti da Bloomberg è intorno a 16,0x. Al contrario, il ritorno previsto in termini di dividendo è tra i più elevati: Dividend/Yield 4,70%. 

Quadro grafico settore Utility europeo. 

L'indice Stoxx Utility è tra i pochi a non essere ancora riuscito a tornare sopra i livelli del marzo 2020 (pre-pandemia). Il primo importante ostacolo è collocato nella fascia 400-418 punti, messo sotto attacco diverse volte negli ultimi mesi, ma senza successo. Oltre tale livello si potrebbe puntare al record storico del 2007 in area 563 punti (upside potenziale +50%). Il movimento di questi giorni è da seguire con attenzione perchè ha spinto l'indice a ridosso della forte area di resistenza segnalata.

Operatività. Manteniamo una visione positiva sul settore, anche in virtù della elevata remunerazione sotto il profilo dei dividendi. Si suggerisce di comprare ai livelli attuali. Incrementare alla prima chiusura sopra 400 punti. Target di breve verso 418 punti, target finale 563 punti. Stop loss prudenziale in caso di discesa sotto 375 punti.


Chi vuole investire sul settore Utility europeo con la massima diversificazione ha a disposizione una serie di strumenti. 

Nel seguente ETF, le Utility italiane rappresentano il 20% del totale. Al primo posto la Spagna con il 22%:

SPDR MSCI Europe Utilities UCITS
Isin IE00BKWQ0P07 

Da inizio anno -2,70%
Obiettivo dell'ETF è la replica dell'indice MSCI Europe Utilities, che raggruppa i principali protagonisti europei del settore, comprensivo del reinvestimento del dividendo. Ciò consente di amplificare la performance da inizio anno a un livello superiore a quello registrato dall'indice corrispondente. Commissioni totali annue 0,30%. Nella tabella di seguito i primi dieci titoli, tra cui compare al secondo posto la nostra Enel. Leggi il documento KID.



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