ESG - COP26: oggi si cala il sipario, ultime trattative per il documento finale

Si avvia alla conclusione, a Glasgow, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, meglio conosciuta come COP26.

E' uscita nella notte la seconda bozza del documento finale, rivista con le osservazioni dei ministri. Contiene fra le altre cose un invito ai governi ad accelerare sulle fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica e sulla eliminazione del carbone e dei sussidi alle fonti fossili ... "sollecita i paesi sviluppati ad almeno raddoppiare le loro previsioni collettive di finanza climatica per l'adattamento dei paesi in via di sviluppo dal livello corrente al 2025". 

Dalla seconda bozza è però sparito l'invito ad attivare entro il 2023 il fondo da 100 miliardi di dollari all'anno per i Paesi meno sviluppati. La seconda bozza si limita a sollecitare "i Paesi sviluppati a deliberare pienamente e urgentemente sull'obiettivo dei 100 miliardi di dollari e fino al 2025, e sottolinea l'importanza della trasparenza nell'attuazione dei loro impegni". 

Negli ultimi giorni le speranze che si trovi un accordo per limitare il riscaldamento globale a un aumento di 1,5 °C si sono ridotte. L'ostacolo principale sembra quello del finanziamento ai Paesi più poveri, che vogliono più soldi e più a lungo di quanto i Paesi ricchi siano disposti a concedere.

Se le discussioni si protrarranno oltre il termine prescritto, si potrebbe slittare al fine settimana (è già accaduto a Parigi), anche se il governo britannico ha più volte insistito nella volontà di chiudere entro il termine stabilito.

La prossima Cop si terrà in Egitto, ufficialmente selezionato per ospitare la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici 2022 (Cop27) che si terrà nel novembre 2022 a Sharm El-Sheikh. Gli Emirati Arabi Uniti ospiteranno l'edizione 2023 della conferenza.

Le decisioni più importanti già definite. 

Usa e Cina, i due principali Paesi inquinatori (ovvero che emettono CO2) del pianeta, si sono impegnati a rafforzare la loro cooperazione sul clima.

Oltre cento Paesi del mondo, dove sorgono circa l'85% delle foreste mondiali, hanno promesso di fermare la deforestazione entro il 2030 (gli alberi sono essenziali per assorbire la CO2). 

Cento Paesi hanno firmato un piano per ridurre del 30% le attuali emissioni di metano entro il 2030.

Oltre 40 Paesi, tra cui i principali utilizzatori di carbone - Polonia, Vietnam e Cile - hanno deciso di abbandonare questa fonte di energia.

Circa 450 organizzazioni finanziarie, che insieme controllano 130 trilioni di dollari di asset, hanno accettato di sostenere la tecnologia "pulita" come l'energia rinnovabile e il finanziamento diretto alle industrie che bruciano combustibili fossili.

Il tema ESG è sempre più "caldo" ed è impensabile non tenerne conto nei processi decisionali che riguardano le scelte di portafoglio. 

I due ETF seguenti di Franklin Templeton, acquistabili su Borsa italiana, di tipo azionario, sono allineati agli obiettivi di de-carbonizzazione previsti dall’accordo globale sul clima firmato a Parigi alla fine del 2015. 

Finora i benchmark a basse emissioni di carbonio si sono concentrati principalmente sulla riduzione o sull’esclusione dei combustibili fossili, con valutazioni del rischio basate sulle emissioni storiche di CO2. La filosofia dei benchmark climatici UE è diversa, in quanto mira non solo a valutare un’azienda sulla base della sua impronta di carbonio (approccio retrospettivo) ma anche a identificare potenziali opportunità di crescita attraverso un’analisi di scenario basata su nuove serie di dati ambientali e scientifici innovativi (approccio prospettico). 

Gli ETF Franklin STOXX Europe 600 Paris Aligned ClimateFranklin S&P 500 Paris Aligned Climate forniscono agli investitori italiani un'esposizione azionaria "core" diversificata, sui mercati europeo e statunitense, sostenibile e a basso costo (0,15% su base annua), coerente con la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio. Con queste scelte, si contribuisce a trasformare la nostra economia in un sistema più verde e circolare. In dettaglio:

ETF Franklin STOXX Europe 600 Paris Aligned Climate
Isin IE00BMDPBY6
Da inizio anno +23,50%
Punta a replicare (benchmark) l'indice STOXX Europe Paris Aligned Climate la cui composizione vede ai primi dieci posti le seguenti azioni, che insieme pesano per poco meno del 30% del totale. Non distribuisce dividendi. Valuta di denominazione Euro. Leggi il documento KID:

 

ETF Franklin S&P 500 Paris Aligned Climate
Isin IE00BMDPBZ72 
Da inizio anno +38,0%.
Punta a replicare l'indice S&P500 Paris Aligned Climate la cui composizione vede ai primi dieci posti le seguenti azioni, che insieme pesano per poco più del 30%. Non distribuisce dividendi. Valuta di denominazione USD. Leggi il documento KID:

  

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