BORSE SVILUPPATE - Tra inflazione, cigni neri e trimestrali

L'MSCI World (indice che comprende le principali borse sviluppate) ha chiuso ieri la quarta seduta in ribasso di seguito, scivolando sui minimi degli ultimi due anni. Da inizio anno l'indice perde il -25,90%. Su questi livelli si chiuderebbe l'anno peggiore dal 2008.

Il cammino verso la recessione globale, data al 35% di probabilità da Goldman Sachs per l’anno prossimo, potrebbe essere funestato anche da crisi finanziarie locali di carattere acuto. 

L’instabilità delle obbligazioni sta infatti mettendo sotto stress i sistemi di compensazione e stabilizzazione che permettono il funzionamento dei mercati: è successo quest’estate nel trading del gas e dell’energia elettrica ed è avvenuto più di recente con i fondi pensione ad erogazione prestabilita nel Regno Unito. In entrambi i casi, è stato necessario un aiuto esterno, gli Stati nel primo caso, la Bank of England nel secondo caso. La banca centrale di Londra è stata costretta stamattina ad un nuovo intervento, l’inclusione dei bond collegati all’inflazione al perimetro dei titoli che acquisterà da qui al prossimo 14 ottobre. Ieri era arrivato il raddoppio della quantità acquistabile.

Non c’è solo la finanza, perché la guerra tra Ucraina e Russia è sempre più brutale, per non parlare della pandemia non ancora del tutto debellata. 

In Cina, dove sono di nuovo saliti i contagi, il Partito Comunista non ha intenzione di cambiare l’impostazione di politica monetaria a pochi giorni dal XX Congresso: stamattina il Quotidiano del Popolo riporta in un editoriale che difende la gestione tolleranza zero con il virus.

Se anche non dovessimo imbatterci in altri cigni neri, ci sarà comunque un lento procedere verso la stagnazione.

E le banche centrali?

Oggi non c’è da fare affidamento sulle ex migliori amiche dei mercati finanziari. Nel report che conferma il giudizio underweight sull’equity mondiale, Goldman Sachs invita a non anticipare lo stop al rialzo dei tassi. “Le speranze di una svolta accomodante nella politica della Fed devono essere accompagnate da una maggiore debolezza macro e da un calo materiale dei tassi di cambio”. Detto in un altro modo, non siamo ancora messi così male da far impietosire Jerome Powell.

Nelle prossime settimane, i mercati azionari saranno guidati dal peggioramento delle condizioni finanziarie, dall’escalation dei rischi geopolitici e da un mix di crescita debole ed inflazione alta. 

ll trend potrebbero cambiare con le elezioni di medio termine negli Stati Uniti, evento che tipicamente aiuta Wall Street.

Si sta avvicinando anche la stagione delle trimestrali, con le grandi banche a dare il via. “Si tratterà di uno sviluppo importante, poiché la crescita degli utili è in genere un potente motore della performance del mercato a più ampio termine e ci sono alcuni elementi chiave al centro dell'attenzione. I mercati probabilmente presteranno molta attenzione ai margini di profitto nel trimestre per un'indicazione di quanto impatto provenga dall'aumento dei costi di input e del lavoro”, scrive lo strategist di eToro, Gabriele Debach nella nota diffusa oggi. 

Descrizione dell'indice. L'indice MSCI World, a discapito del termine, comprende solo le borse sviluppate, mentre l'MSCI ACWI comprende anche le Borse emergenti. L'indice MSCI World raggruppa un totale di circa 1.500 azioni di società quotate su 23 mercati sviluppati. In esso è rappresentato circa l'85% del totale di ogni mercato. Rispecchia qualcosa come 46,50 trilioni di dollari di asset. Secondo i dati riportati da Bloomberg, il P/E medio stimato è intorno a 15,60x, con un Dividend Yield medio del 2,30%.

La composizione geografica dell'indice MSCI World è evidenziata dalla torta allegata. Al primo posto ci sono gli Stati Uniti, con un peso specifico che negli ultimi anni è cresciuto costantemente. Si consideri che soltanto nel 2017, Wall Street incideva per poco più del 50% del totale. Oggi siamo arrivati a sfiorare il 70%. A livello settoriale, Tech (21,0%), Farmaceutici (14,0%), Finanziari (13,50%) sono i più rappresentati.  

 

Il grado di diversificazione a livello di singole azioni è tale per cui le prime dieci pesano complessivamente poco più del 18% del totale e sono tutte statunitensi. Quattro di esse appartengono alla cosiddetta Old Economy: la società dei servizi all'industria farmaceutica UnitedHealth , il colosso della cura della persona Johnson & Johnson , il colosso petrolifero Exxon , la holding che fa capo a Warren Buffett Berkshire Hathaway . Gli altri sei appartengono al segmento "Growth".

 

Analisi Tecnica. L'Indice MSCI World (2.395 punti) è lo specchio più fedele dell'andamento delle principali borse sviluppate. La tendenza di lungo periodo è ancora saldamente rialzista. Rischi di inversione si vedranno solo con il cedimento di area 2.160 punti.

Sul grafico allegato è evidente la persistenza della fase correttiva avviata con lo scoppio della guerra in Ucraina, che sta mettendo pressione a un'area supportiva di una certa importanza. Il cedimento a fine settimana scorsa del sostegno a ridosso della media mobile di lungo periodo passante oggi in area 2.496 punti ha peggiorato il quadro di breve. In mancanza di una pronta ricucitura, aumenterebbe il rischio di approdare sul successivo sostegno discriminante posizionato in area 2.160 punti.

Operatività. Manteniamo il giudizio positivo di lungo periodo. Per cercare di "risparmiare", visto lo scenario ancora molto volatile, si suggerisce di intervenire in due step, in area 2.400 punti e area 2.200 punti. Segnali di spinta si vedranno con il ritorno sopra 2.500 punti. Eventuale stop loss da applicare in caso di chiusura sotto 2.100 punti. 


Per investire sulle borse sviluppate in modo innovativo con un approccio socialmente responsabile Credit Suisse ha reso disponibili i seguenti strumenti, che da inizio anno sovraperformano l'indice MSCI World: 

ETF Csif (Ie) Msci World ESG Leaders Minimum Volatility Blue Ucits
Isin: IE00BMDX0M10
Da inizio 2022: -6,60% 

L'ETF replica l'andamento dell'indice MSCI World ESG Leaders Minimum Volatility, che a sua replica la performance di aziende dei mercati sviluppati a livello mondiale, ottimizzata secondo bassa volatilità e criteri ESG (ambientali, sociali e di corporate governance). Commissioni totali annue (TER) 0,25%. Non distribuisce dividendi. Valuta di denominazione USD. Valuta di quotazione EURO. I primi tre titoli sono: Vertex Pharma 1,90%, MC Donald's 1,70%, Pepsico 1,70%. Leggi il documento KID.   

ETF Csif (Ie) Msci World Esg Leaders Blue Ucits
Isin: IE00BJBYDQ02
Da inizio 2022: -14,90% 

L'ETF replica l'andamento dell'indice MSCI World ESG Leaders, che a sua volta replica la performance delle società di Paesi sviluppati a grande e media capitalizzazione. Per essere incluse nell'indice, le società devono dimostrare di avere forti risultati orientati all'ambiente, al sociale e alla governance, rispetto ai propri concorrenti. Società attive nei settori alcol, gioco d'azzardo, armi, tabacco ed energia nucleare sono escluse dall'indice. Commissioni totali annue (TER) 0,15%. Non distribuisce dividendi. Valuta di denominazione USD. Valuta di quotazione EURO. I primi tre titoli sono: Microsoft 7,40%, Alphabet 5%, Tesla 2,70%. Leggi il documento KID.   

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