BORSA CINESE - Sesta settimana in rosso, BYD punta a investire in Europa

Fatto

L'indice CSI 300 ha chiuso quasi invariato. Per il secondo giorno consecutivo è riuscito a recuperare solo nel finale la perdita di inizio seduta, arrivata a sfiorare il punto percentuale. Le sale operative segnalano l'intervento a sostegno di compratori vicini al governo centrale.

La borsa cinese ha portato a termine la sesta settimana in rosso delle ultime sette, scivolando sui minimi da inizio anno.

Un andamento deludente che risalta ancora di più se messo a confronto con il record storico toccato in settimana dall'indice DAX di Francoforte o con il rally dei tecnologici statunitensi, il Nasdaq da inizio 2023 è cresciuto del +21%.

Diversi i fattori che giocano contro la Cina, almeno nel breve.

La ripartenza post-covid è molto meno entusiasmante di quanto il mercato si aspettava e le tensioni su Taiwan hanno raffreddato i rapporti con gli Stati Uniti, tanto che ieri Pechino "ha espresso grandi preoccupazioni sulla politica economica e commerciale degli Stati Uniti" nei confronti di Pechino tra semiconduttori, controllo delle esportazioni e revisione degli investimenti esteri. Le parole sono del ministro del Commercio cinese, Wang Wentao, che ha incontrato ieri a Washington la segretaria al Commercio americana Gina Raimondo.

Oggi la borsa di Hong Kong era chiusa, dopo il pesante -2% di ieri, provocato dalla caduta dei titoli del settore della mobilità elettrica. XPeng Inc.  e Nio hanno ceduto quasi il -9%.

E' fresca di oggi una notizia che riguarda un altro protagonista cinese della mobilità elettrica. 

BYD Auto, gruppo fondato nel 2002, sta guardando all'UE per la produzione di automobili. La casa automobilistica cinese sta progettando di costruire nuovi stabilimenti automobilistici nell'Europa occidentale, secondo i resoconti dei media.

BYD è in trattative con il governo francese per costruire una fabbrica nel Paese, come riportato da un quotidiano locale. Ma anche Germania e Spagna sono viste come potenziali sedi di impianti, mentre il Regno Unito non è un contendente a causa della Brexit.

Lo scorso febbraio l'Executive Vice President di BYD aveva già dichiarato la volontà di costruire automobili in Europa e l'avvio di studi di fattibilità. È più probabile che la casa automobilistica costruisca il proprio impianto, piuttosto che rilevare fabbriche già esistenti.

BYD prevede di determinare la nuova sede entro la fine del 2023 e mira a iniziare la produzione nel 2025. Attualmente sta vendendo i suoi veicoli elettrici in Germania, Francia, Regno Unito, Spagna e paesi scandinavi e prevede di espandersi.

Era previsto l'ingresso nel mercato europeo da parte di player cinesi.

Gli operatori cinesi stanno attualmente entrando nei mercati del nord Europa, dove i clienti sono più propensi ad acquistare veicoli elettrici. Tuttavia, non stanno ancora fornendo risultati commerciali significativi, ma riteniamo che questa tendenza debba essere monitorata poiché il processo è agli inizi.

Le caratteristiche tecniche del prodotto sono discrete, ma non rivoluzionarie. Mentre il tema del "marchio" potrebbe offrire una certa protezione ai produttori europei, la concorrenza basata sui prezzi degli operatori cinesi potrebbe aumentare la pressione sui prezzi.

Indubbiamente, localizzare gli stabilimenti direttamente in Europa migliora la posizione competitiva delle case automobilistiche cinesi in Europa.

Effetto

Analisi tecnica Borsa. Il quadro di lungo periodo rimane rialzista, mentre quello di breve è da tempo laterale/cedente all'interno di un range che ved…

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