BOND USA - Euforia anche per il debito spazzatura

Fatto

La propensione al rischio è alta, Wall Street è di nuovo sui massimi della storia e gli spread di credito, ovvero il premio che gli investitori chiedono per detenere titoli a basso rating, invece dei titoli di Stato, è ai minimi pluriennali.

L’indice US Corporate High Yield di Bloomberg è arrivato ieri a 2527 punti, nuovo record: negli ultimi dodici mesi il guadagno è dell’undici per cento.

Lo spread delle obbligazioni spazzatura (High Yield) è poco sotto quota trecento punti base, centottanta in meno del livello di inizio anno.

Adam Darling di Jupiter AM segnala questa settimana in un commento che l’andamento “ha superato di gran lunga anche le previsioni più rialziste”.

I differenziali sono scesi “nonostante l'aggressivo aumento dei tassi di interesse” anche perché, “l'economia globale ha finora evitato una recessione.

Negli Stati Uniti, il più grande mercato per queste obbligazioni, l'economia è stata in grado di resistere all'aumento dei tassi, grazie all'aumento dei risparmi delle famiglie durante il periodo di Covid, agli stimoli fiscali e alla solidità del mercato del lavoro”.

Un ulteriore supporto è arrivato con il rallentamento dell'inflazione nella maggior parte delle economie sviluppate, un elemento che dovrebbe portare le banche centrali a tagliare i tassi.

Le prospettive accomodanti sono considerate un punto di forza per le obbligazioni high yield, che in genere sono più volatili dei titoli con rating più elevato”.

Entrare con il mercato sui massimi comporta di certo dei rischi supplementari di correzione, infatti Darling non manca di avvertire che un gran numero di società saranno costrette a pagare cedole molto più alte di quelle che stanno pagando sul loro debito esistente.

E' vero che quest'anno molte società high yield hanno raccolto fondi con successo e questo ha in qualche modo ridotto il fabbisogno complessivo di rifinanziamento. Tuttavia, il rifinanziamento finora ha riguardato principalmente le società più idonee a pagare un costo del debito più elevato: società con profili operativi solidi e bilanci congrui”.

Le società con problemi operativi o con bilanci eccessivamente a leva, abituate alle condizioni permissive di un mercato del credito pluriennale, si trovano ad affrontare sfide difficili. “Nel prossimo futuro ci aspettiamo che molte aziende ristrutturino o vadano in default sul proprio debito”, avverte Darling.

Il peggioramento è in corso. S&P Global Ratings segnala che in aprile i default globali sono saliti a 18, il dato mensile più alto da ottobre 2020. Il numero di default corporate a livello globale da inizio anno si attesta attualmente a 55, un livello simile a quello registrato nello stesso periodo dello scorso anno.
Anche se il numero di default è più che raddoppiato in aprile, rispetto a marzo, il debito in default nel corso del mese si è quasi dimezzato a 8,6 miliardi di dollari.

Secondo Darling, queste considerazioni sui rischi non devono portare l'investitore a girare le spalle all'HY. I rendimenti offerti sul mercato sono ancora molto interessanti in un contesto storico e la forte performance dell’asset class negli ultimi 12 mesi evidenzia come il contesto di rendimenti più elevati crei buone opportunità”. È però molto importante un’attenta selezione del credito, un’analisi basata sui fondamentali di ogni singola azienda in questo contesto del mercato.

Effetto

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