BANCHE ITALIANE - I primi 5 gruppi controllano oltre il 50% del mercato domestico

Fatto

L'indice Ftse del settore bancario italiano consolida l'ottimo spunto della scorsa settimana (+3,40%), conservando un enorme vantaggio rispetto alla media del settore europeo: +29% vs +13,30%.

Lo studio “Banche 1993 – 2023: un cammino lungo 30 anni tra territorio, economia e società”, realizzato dalla Fondazione Fiba e presentato ieri a Roma nel corso del Consiglio Generale di First Cisl ha offerto una fotografia aggiornata del comparto.

Negli ultimi 30 anni il numero delle banche italiane è andato incontro ad una drastica riduzione: erano 1037 nel 1993, sono scese a 434 nel 2023. Restiamo davanti alla Francia (394), ma dietro a Polonia (573) ed Austria (443). Lontanissima la Germania, che può ancora contare su 1.381 banche. Senza le 184 Bcc affiliate alle due capogruppo del credito cooperativo saremmo sotto all’Irlanda nella graduatoria dei Ventisette. La cura dimagrante del nostro sistema bancario ha preso avvio negli anni ’90 e prosegue attraverso la crisi finanziaria del 2008, la riforma delle banche popolari e quella del credito cooperativo.

Questo processo ha innescato quello, parallelo, della desertificazione bancaria dei territori. Il numero degli sportelli ha toccato il suo massimo nel 2008 (34.139) per poi iniziare una rapidissima discesa che non si è ancora arrestata (20.909 a fine 2022). Nella prima parte del 2023 ne sono stati chiusi altri 593.

Digitalizzazione: l’invecchiamento della popolazione e il basso livello delle competenze digitali tra le classi di età più elevata spiegano perché l’utilizzo dell’internet banking sia poco diffuso in Italia (48,3% della popolazione rispetto al 59,6% della media Ue). Tra gli over 65 si scende al 25,8%, contro la media Ue del 36,1%. La regione col minore utilizzo dell’internet banking è la Calabria (26,8%), che è anche quella con il minore numero di sportelli ogni 100mila abitanti (18). La regione più “digitale” è il Trentino Alto Adige, che è anche quella con il più alto numero di sportelli (65). 

Un sistema sempre più concentrato: la riduzione del numero delle banche ha portato ad una concentrazione del sistema sempre più forte. La quota dei primi cinque gruppi italiani sul totale degli attivi è cresciuta di 24,9 punti dal 1999 al 2022, arrivando oggi a controllare oltre il 50% del mercato domestico, contro il 46,4% della Francia ed il 35% della Germania. Un’evoluzione che è dovuta in larga parte al crollo del numero delle banche a matrice cooperativa. Le banche popolari erano 92 nel 1996, a fine 2022 erano appena 18. Nello stesso periodo le banche di credito cooperativo sono scese da 591 a 226.

Effetto

Analisi Tecnica. L'indice del settore bancario italiano ha avviato una fase correttiva una volta avvicinata la parte alta del canale crescente sotto e…

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