Petrolio in calo su segnali di dialogo fra Usa e Iran

Diminuiscono le preoccupazioni le preoccupazioni sull'offerta 

La città pulsa di energia, con ciminiere e serbatoi all’orizzonte.

I prezzi del petrolio sono in calo dopo le notizie di un possibile dialogo tra Stati Uniti e Iran sul programma nucleare di Teheran, che hanno attenuato le preoccupazioni legate a potenziali interruzioni dell’offerta.

I future sul Brent hanno perso 21 centesimi, pari allo 0,3%, scendendo a 70,50 dollari al barile. In flessione anche il West Texas Intermediate (WTI), in calo di 38 centesimi (-0,6%) a 65,04 dollari al barile.

Nel corso della settimana, i prezzi del greggio erano saliti per via della presenza militare statunitense nella regione.

Nonostante il calo registrato venerdì, i principali benchmark petroliferi restano avviati a chiudere il mese in territorio positivo. Il Brent è sulla buona strada per segnare il maggior rialzo mensile da gennaio 2022, mentre il WTI si avvia verso il miglior incremento mensile dal luglio 2023.

A esercitare ulteriore pressione sui prezzi ha contribuito anche il rafforzamento del dollaro, favorito dall’annuncio di Trump di voler nominare Kevin Warsh, ex governatore della Federal Reserve, alla guida della banca centrale statunitense.

Un dollaro più forte tende a frenare la domanda di petrolio da parte degli acquirenti che operano in altre valute.


 Redazione

I giornalisti finanziari e gli analisti di Websim