Prezzi del petrolio in calo nonostante le tensioni in Venezuela

I prezzi del petrolio sono diminuiti a causa di un'adeguata offerta globale, nonostante le preoccupazioni per le interruzioni legate all'arresto del presidente venezuelano Maduro

Una città prospera grazie all’industria petrolifera, tra sfide e opportunità.

I prezzi del petrolio hanno registrato un calo lunedì, poiché l'adeguata disponibilità globale ha compensato le preoccupazioni riguardo a possibili interruzioni dell'offerta, in seguito alla cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro da parte degli Stati Uniti durante un audace raid nel fine settimana.

I futures del Brent sono scesi di 50 centesimi, pari allo 0,8%, a 60,26 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate ha perso 53 centesimi, ovvero lo 0,9%, scendendo a 56,79 dollari al barile.

I principali indicatori hanno mostrato volatilità nei primi scambi asiatici, mentre gli investitori valutavano le conseguenze politiche in Venezuela, membro dell'OPEC.

Il presidente Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti prenderanno il controllo del paese e che l'embargo sul petrolio venezuelano rimane in vigore, dopo aver arrestato Maduro a New York.

Gli analisti hanno sottolineato che, in un mercato con abbondanza di offerta, eventuali interruzioni delle esportazioni venezuelane non influenzeranno immediatamente i prezzi. Kazuhiko Fuji, esperto del Giappone, ha evidenziato che gli attacchi statunitensi non hanno danneggiato l'industria petrolifera del Venezuela.

Anche se le esportazioni potrebbero subire interruzioni temporanee, oltre l'80% è destinato alla Cina, che ha riserve sufficienti.

I funzionari del governo di Maduro, che hanno definito l'arresto un rapimento, rimangono al potere e promettono unità, ma un cambio di governo potrebbe portare a un abbassamento dei prezzi.

La produzione venezuelana potrebbe aumentare di alcune centinaia di migliaia di barili al giorno entro la fine del 2026, ma ulteriori progressi richiederebbero investimenti significativi.

Trump ha anche accennato a possibili interventi militari in America Latina, minacciando Colombia e Messico se non riducono il traffico di droga verso gli Stati Uniti.

Gli analisti osservano con attenzione la reazione dell'Iran dopo le minacce di Trump di intervenire contro le proteste nel paese, aumentando le tensioni geopolitiche.


 Redazione

I giornalisti finanziari e gli analisti di Websim