La Cina vuole ridurre l'esposizione al Treasury
I funzionari hanno esortato le banche a limitare gli acquisti di titoli di Stato Usa e hanno invitato quelle con un’elevata esposizione a ridurre le proprie posizioni.

Bloomberg riporta che, secondo alcune fonti, le autorità di regolamentazione cinesi hanno consigliato alle istituzioni finanziarie di ridurre le proprie esposizioni ai Treasury statunitensi, citando preoccupazioni legate ai rischi di concentrazione e alla volatilità dei mercati.
I funzionari hanno esortato le banche a limitare gli acquisti di titoli di Stato Usa e hanno invitato quelle con un’elevata esposizione a ridurre le proprie posizioni.
La direttiva non si applica alle riserve statali cinesi in Treasury. Comunicata verbalmente ad alcune delle maggiori banche del Paese nelle ultime settimane, l’indicazione riflette una crescente cautela da parte delle autorità sul fatto che ingenti detenzioni di debito pubblico statunitense possano esporre gli istituti a forti oscillazioni di mercato.
Tali preoccupazioni riecheggiano quelle espresse da governi e gestori di fondi in altre aree del mondo, nel contesto di un dibattito crescente sullo status dei Treasury come bene rifugio e sull’attrattiva del dollaro.
Sebbene permangano tensioni significative tra Pechino e Washington, le relazioni si sono stabilizzate dopo la tregua commerciale dello scorso anno.
In seguito alla notizia, i Treasury hanno registrato un calo, con i rendimenti in lieve aumento su tutte le scadenze.
Donald Trump, che la scorsa settimana ha avuto un colloquio telefonico con Xi Jinping, prevede di incontrare il leader cinese in occasione di un vertice presidenziale a Pechino già ad aprile.
Le indicazioni regolamentari rivolte alle banche cinesi sui Treasury sono precedenti alla telefonata della scorsa settimana, hanno precisato le fonti.

