Il Brent supera gli 88 dollari: nuove minacce alle forniture

Il prezzo del petrolio Brent ha superato i 88 dollari al barile per la prima volta da ottobre, a causa delle tensioni geopolitiche che minacciano le forniture energetiche. Gli attacchi ucraini alle strutture russe e l'escalation del conflitto in Medio Oriente hanno contribuito a questa situazione.

Verso mezzogiorno, i futures del Brent per giugno sono saliti di 1,57 dollari, corrispondenti all'1,8%, raggiungendo quota 88,99 dollari al barile.

Anche i futures del greggio statunitense West Texas Intermediate (WTI) per maggio sono in aumento, con un incremento di 1,62 dollari, pari all'1,9%, arrivando a 85,31 dollari. In particolare, un drone ucraino ha colpito una raffineria russa, situata a 1.300 km dal fronte in Ucraina, causando danni significativi.

Allo stesso tempo, in Medio Oriente, il presidente iraniano ha promesso una risposta al presunto attacco israeliano al consolato siriano a Damasco.

I mercati sono in attesa della riunione dell'Opec+ prevista per domani, durante la quale verrà valutata la riduzione della produzione petrolifera. Si prevede che i Paesi membri manterranno i tagli alla produzione di 2,2 milioni di barili al giorno fino alla fine del secondo trimestre. Anche la domanda di petrolio sembra in crescita, con un aumento dell'attività manifatturiera in Cina e negli Stati Uniti, segnali di una maggiore richiesta di petrolio per quest'anno.




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