L'inflazione torna a ruggire, Wall Street in calo
I dati macro hanno rafforzato le scommesse secondo cui la Federal Reserve non taglierà i tassi a breve

Wall Street in ribasso per la seconda seduta consecutiva, ieri la zavorra erano i temi della microeconomica, oggi sono quelli della macroeconomia e dell'energia: si allontana nel tempo il momento di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve.
Nasdaq -0,7%. S&P 500 -0,6%.
Inflazione all'ingrosso
L'indice dei prezzi alla produzione è aumentato dello 0,5% lo scorso mese, in ripresa rispetto allo 0,4% di dicembre, secondo gli ultimi dati del Bureau of Labor Statistics. Il tasso di inflazione annuale è sceso dal 3% al 2,9%. Gli economisti si aspettavano invece un aumento dell'inflazione all'ingrosso dello 0,3%, che avrebbe portato a un tasso annuo del 2,6%.
Escludendo i prodotti alimentari e l'energia, l'indice PPI core ha registrato un forte aumento. I prezzi sono balzati dello 0,8% rispetto allo 0,6% di dicembre e allo 0,3% stimato, portando il tasso annuo al 3,6% (contro il 3% atteso), il più alto degli ultimi 10 mesi.
"I dati sull’inflazione più elevati di questa mattina rappresentano un’ulteriore fonte di preoccupazione nell’analisi economica ‘tradizionale’ della stabilità dei prezzi e della piena occupazione, ancor prima che gli investitori tengano conto del potenziale dirompente dell’impatto dell’AI sull’economia", ha dichiarato Chris Zaccarelli di Northlight Asset Management.
Un mese di stress per Wall Street
L’indice S&P 500 si avvia verso il peggior mese da aprile 2025, quando il crollo era stato alimentato dai dazi. I grandi titoli tecnologici sono stati sotto pressione tra i timori di una bolla legata all’intelligenza artificiale e l'effetto disruption.
Restano in primo piano anche le preoccupazioni geopolitiche legate ai rapporti fra Iran e Usa. Nonostante i progressi nei colloqui fra i due Paesi, il presidente americano, Donald Trump, ha avvertito con toni perentori che l'Iran dovrà porre termine al suo programma nucleare.
Un altro fronte caldo riguarda le tensioni fra Pakistan e Afghanistan. Le forze armate pakistane hanno risposto agli attacchi afghani con dei raid aerei. Il ministro della Difesa pakistano Khawaja Muhammad Asif ha detto che "la pazienza è finita", e ha definito quella con l’Afghanistan una "guerra aperta".
Europa
Indice EuroStoxx 50 -0,5%, nella scia di Wall Street, il mese si sta per chiudere con un rialzo del 2,2%.
Ftse 100 di Londra +0,5%, +6,75 il mese grazie alla spinta delle società delle materie prime.
Ftse Mib di Milano -0,5%, +3,9% il mese. Tenaris è la miglior blue chip di febbraio, con un rialzo del 24%. A seguire, in classifica, Inwit +20%, StM +19% e Moncler +19%. Enel è la leader in termini di performance della settimana, +16,5%. Peggior blue chip del mese è Stellantis -16%, in calo del 10% Fineco Bank e Fincantieri.
Macrovariabili
Treasury. Rendimento decennale al 3,98%, -2 punti base, sui minimi degli ultimi tre mesi. Prosegue la recente ricerca di beni rifugio. I Treasury si avviano a registrare la migliore performance mensile dell’ultimo anno in un contesto di crescenti rischi globali.
Petrolio WTI +2,7% a 67 dollari al barile. L'agenzia atomica della Nazioni Unite riferisce che l'Iran sta mandando avanti il suo programma di arricchimento dell'uranio, lo si evicende da un'indagine portata avanti con l'uso di satelliti, il Paese non ha fornito spiegazioni.
Oro +0,8% a 5.240 dollari l'oncia.
L’euro è quasi invariato a 1,1795 dollari.
Bitcoin -1,9% a 66.215,63 dollari.
Titoli sotto la lente a Wall Street
Autodesk +2%. La società di software ha fornito una guidance superiore alle stime, con ricavi annuali compresi tra 8,10 e 8,17 miliardi di dollari, rispetto ai 7,97 miliardi stimati. Anche i risultati del quarto trimestre, sia a livello di ricavi sia di utili, hanno superato le aspettative.
Block +16%. La società di pagamenti licenzierà oltre 4.000 dipendenti, pari a circa la metà del suo organico.
CoreWeave -14%. Nel quarto trimestre, la società di infrastrutture cloud ha riportato un EBITDA rettificato di 898 milioni di dollari, inferiore ai 929,1 milioni attesi. Anche la guidance sui ricavi del primo trimestre è risultata inferiore alle stime.
Dell Technologies +10% grazie a solidi risultati del quarto trimestre. Dell ha registrato un utile rettificato di 3,89 dollari per azione, rispetto ai 3,53 dollari attesi dagli analisti. Anche i ricavi, pari a 33,38 miliardi di dollari, hanno superato le stime di 31,73 miliardi di dollari.
Intuit -4%. Il produttore di TurboTax prevede per il terzo trimestre fiscale utili rettificati compresi tra 12,45 e 12,51 dollari per azione, al di sotto del consenso FactSet di 12,97 dollari per azione. La società ha inoltre confermato le previsioni per l’intero esercizio, sempre inferiori alle stime di Wall Street.
Netflix +8%. Si è ritirata dalla corsa per acquisire Warner Bros. Discovery, spianando la strada al concorrente Paramount Skydance.
Rocket Lab -4%. La società spaziale prevede per il primo trimestre una perdita rettificata compresa tra 21 e 27 milioni di dollari, superiore ai 17 milioni di dollari previsti da FactSet.
Zscaler -9%. I ricavi differiti di Zscaler per il secondo trimestre si sono attestati a 2,36 miliardi di dollari, mentre il consenso di StreetAccount era di 2,45 miliardi. Anche il valore delle fatturazioni ha deluso, fermandosi a 819,8 milioni di dollari contro gli 893,3 milioni attesi dagli analisti.

