Yen sempre più in basso, Nikkei sempre più su

L’indice di riferimento della borsa di Tokyo sale dell’1,2% e supera per la prima volta nella storia quota 54.000 punti. Lo yen si indebolisce per il settimo giorno consecutivo a 159,1 su dollaro

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E’ un’altra seduta da record in Asia Pacifico, l’indice MSCI di riferimento per l’area guadagna lo 0,7% grazie alla spinta dell’azionario del Giappone. 

Nikkei e Yen

L’indice di riferimento della borsa di Tokyo sale dell’1,2% e supera per la prima volta nella storia quota 54.000 punti. Lo yen si indebolisce per il settimo giorno consecutivo a 159,1 su dollaro, livello che non si vedeva da luglio del 2024. Le aspettative di un aumento della spesa pubblica da parte del prossimo governo spingono sempre più in alto i tassi di rendimento delle obbligazioni giapponesi, il governativo a cinque anni è sui massimi dal 2000 a 1,61%. La stampa giapponese dice in coro che il parlamento sarà sciolto e ci saranno elezioni anticipate all’inizio del mese prossimo. La premier Sanae Takaichi, oggi fortissima nei sondaggi, dovrebbe ricevere così un nuovo e più forte mandato popolare per portare avanti le sue politiche di intervento pubblico. 

Ieri Wall Street ha chiuso in lieve ribasso.

Il dollaro si è apprezzato e le obbligazioni si sono mosse poco.

L’oro e l’argento hanno oltrepassato nelle ultime ore i massimi della storia: il secondo, da inizio anno guadagna il 27%.

Bitcoin sui massimi degli ultimi due mesi.

Petrolio alla quarta seduta consecutiva di rialzo, Brent a 65,2 dollari il barile. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha detto in incontri riservati negli ultimi giorni che gli Stati Uniti, al momento, stanno considerando opzioni non militari per sostenere i dimostranti in Iran. Lo riferisce Axios.

Monetario Asia Pacifico

La maggior parte delle valute dei paesi emergenti ha chiuso bene il 2025 (indice GBI – EM di JP Morgan sulle obbligazioni in valuta locale +7,2%). Il 2026 è iniziato con un generale arretramento rispetto al dollaro: won coreano -2,3%, yen giapponese -1,5%, rupia indonesiana -1%, peso filippino -0,8%.

Mali Chivakul, Emerging Markets Economist di J. Safra Sarasin si aspetta che nel corso dell’anno il trend si inverta e prevede un altro anno positivo per il settore.

Di seguito le sue osservazioni su alcune valute. 

“Lo yuan cinese (CNY) rimane più debole rispetto alla sua media recente in termini nominali effettivi, anche se la competitività della Cina è notevolmente migliorata, come indicato dal crescente surplus commerciale. Prevediamo che le autorità cinesi consentiranno un rafforzamento del CNY e il fixing giornaliero della Banca popolare cinese ha segnalato tale intenzione. Tuttavia, l'assenza di pressioni da parte degli Stati Uniti per spingere il CNY al rialzo significa che non prevediamo un rapido tasso di apprezzamento. Il nostro obiettivo per la fine del 2026 per l'USD/CNY è 6,9, ma vediamo significativi rischi al rialzo. Consentire l'apprezzamento della valuta è anche in linea con la priorità politica del governo di sostenere i consumi.

Chvakul prevede che il ringgit malese (MYR) e il baht thailandese (THB) “abbiano ancora margini di apprezzamento nel 2026, trainate dai flussi di investimento (MYR) e dal miglioramento dei risultati del settore turistico (THB)”.

Lo won coreano (KRW) è stato penalizzato dai forti acquisti di attività all’estero del National Pension Service (NPS), obbligato a comprare per raggiungere la quota azionaria minima prestabilita, mentre le azioni coreane hanno sovraperformato la maggior parte degli altri mercati. L’economista prevede che le autorità di regolamentazione modificheranno le norme per sostenere lo won.

Sono destinate invece a indebolirsi la rupia indiana (INR) e la rupia indonesiana (IDR). “ Per quanto riguarda l'India, nonostante l'intervento della Reserve Bank of India (RBI), l'INR ha ora raggiunto quota 90. Sebbene il deterioramento della bilancia commerciale sia stato citato come una delle ragioni della debolezza dell'INR, il commercio totale (sia di beni che di servizi) è rimasto piuttosto stabile. L'incertezza sulle prospettive esterne dell'India ha indebolito l'INR. Tra queste figurano gli elevati dazi statunitensi e l'impatto dell'intelligenza artificiale sulle esportazioni di servizi. Continuiamo a ritenere che ci vorrà ancora del tempo prima che gli Stati Uniti e l'India possano raggiungere un accordo commerciale. La Banca Indonesia probabilmente taglierà ancora una volta il tasso di riferimento, il che peserà sulla rupia”.

Cina

Indice Hang Seng di Hong Kong +0,2%. CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen -0,1%. Taiex di Taiwan +0,4%.

La Cina chiude il 2025 con un surplus commerciale record monstre di 1.189 miliardi di dollari, con le esportazioni salite del 5,5% annuo e le importazioni stabili. A dispetto delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti, verso cui l'export è sceso a doppia cifra per gran parte dell'anno, Pechino incrementa, in base ai dati dell'Amministrazione generale delle Dogane, le spedizioni verso i mercati non Usa, facendo aumentare lo squilibrio commerciale con i principali partner, tra cui l'Ue. Solo a dicembre, il surplus si attesta a livello globale a 114,1 miliardi, con l'export a +6,6% e l'import a +5,7%, battendo ampiamente le attese. 

Gli Stati Uniti hanno formalmente autorizzato l'esportazione di alcuni dei suoi chip in Cina da parte del colosso tecnologico americano Nvidia, a determinate condizioni, in linea con quanto annunciato da Donald Trump all'inizio di dicembre. Tuttavia, secondo l'agenzia di stampa The Information, la Cina sta cercando di limitare gli acquisti di chip americani.

Corea del Sud

La borsa di Seul è in rialzo dello 0,2%. I pubblici ministeri sudcoreani hanno chiesto la pena di morte per l'ex presidente Yoon Suk Yeol a seguito della sua dichiarazione della legge marziale nel 2024.

Yoon è stato incriminato lo scorso anno con l'accusa di insurrezione meno di due mesi dopo aver sconvolto la nazione e il mondo con la breve sospensione del governo civile, facendo precipitare la Corea del Sud nella sua peggiore crisi costituzionale degli ultimi decenni. Il decreto di breve durata ha portato alla sua destituzione e al primo arresto e incriminazione di un presidente coreano in carica.

Un team di procuratori speciali ha chiesto la pena di morte durante l’ udienza finale tenutasi martedì presso il Tribunale distrettuale centrale di Seul, sostenendo che le azioni di Yoon costituivano "un grave atto di distruzione costituzionale da parte di forze antistatali". Il verdetto è atteso per il 19 febbraio, secondo quanto riportato da Yonhap News.

 

Altre borse. India in lieve ribasso: indice BSE Sensex di Mumbai -0,2%. Jakarta Composite +0,7%. Sulla parità l’azionario di Singapore.


Marino Masotti

Caporedattore