Borse dell'Asia in rally dopo il blitz americano in Venezuela
Le tensioni geostrategiche spingono gli acquisti sui metalli preziosi, l'oro guadagna l'1,7%, l'argento il 3,5%. Lieve arretramento per il petrolio, le attività in Venezuela proseguono regolarmente

Mercati azionari dell'Asia-Pacifico in forte rialzo grazie al rally dei titoli tecnologici e dei semiconduttori, che prolungano la corsa del 2025 grazie alle aspettative che la domanda di processori avanzati e chip di memoria resterà solida anche nel 2026.
La propensione al rischio è rimasta a livelli elevati dopo che gli Stati Uniti hanno lanciato un attacco al Venezuela e catturato il presidente Nicolas Maduro nel fine settimana. A valle del blitz americano i future di Wall Street salgono dello 0,3%, mentre quelli delle borse europee anticipano un avvio in rialzo dello 0,6%.
Il Nikkei 225 sale del 3%, raggiungendo il massimo degli ultimi due mesi, mentre l'indice TOPIX sale del 2,3%, raggiungendo il nuovo massimo storico. Le azioni del produttore di chip Advantest Corp. e di Tokyo Electron sono in guadagno di oltre il 6%.
Il KOSPI di Seul balza in avanti di oltre il 3%, raggiungendo un nuovo picco record. Samsung Electronics e SK Hynix guadagnano tra il 3% e il 6%.
L'indice cinese CSI 300 sale dell'1,3%, mentre l'indice Shanghai Composite guadagna l'1,1%. L'indice Hang Seng di Hong Kong è sostanzialmente invariato, venerdì aveva chiuso in rialzo di quasi il 3%.
Un sondaggio privato ha mostrato che l'attività dei servizi in Cina si è espansa al ritmo più lento degli ultimi sei mesi a dicembre, secondo l'indice PMI dei servizi di RatingDog. L'indice è rimasto in territorio espansivo, ma la crescita più debole dei nuovi ordini ha evidenziato il persistere di venti contrari nella seconda economia mondiale.
Altrove, la borsa dell'India registra un andamento piatto, l'indice Straits Times di Singapore guadagna lo 0,5%, mentre l'indice S&P/ASX 200 australiano è sostanzialmente invariato.
Variabili macro
Queste le prime reazioni delle principali variabili macro agli eventi in Venezuela.
Acquisti sui metalli preziosi, stimolati dalle tensioni geostrategiche, oro e argento ampliano la già spettacolare performance del 2025, terminato con il miglior risultato dal 1979: oro +1,7% a 4.407 dollari, argento +3,5% a 75,3 dollari.
Nessun rimbalzo per il petrolio, oggi in calo di circa lo 0,3%, dopo aver chiuso il 2025 con una caduta vicina al -20%. Il meeting dell'OPEC Plus di domenica 4 gennaio non ha cambiato le posizioni, mentre le attività in Venezuela proseguono regolarmente.
Il dollaro abbozza un timido rimbalzo, a valle del peggior calo annuo dal 2017. Cambio euro dollaro -0,3% a 1,1680, sotto 1,17 per la prima volta da metà dicembre.
Bitcoin, +1,4% a 92.400 dollari, mette a segno il quinto rialzo consecutivo del 2026, il prezzo da inizio anno si è già rivalutato di 4mila dollari, dopo un 2025 deludente.
