TIM - Target price portato a 0,75 euro, Buy confermato
Le indicazioni del management sono costruttive e rafforzano la nostra visione positiva sul titolo

Fatto
I risultati preliminari del 2025 sono in linea alle attese a livello di conto economico (P&L), mentre l’EFCF e il debito netto le hanno superate.
Principali messaggi dalla call di ieri post risultati preliminari 2025.
Previsioni esercizio 2026: prevista una temporanea volatilità nel primo semestre per l’avvicendamento dei contratti con operatori mobili virtuali (avvio progressivo di PosteMobile e uscita graduale di Fastweb): primo semestre più debole, seguito da un recupero nel secondo semestre.
Confronto particolarmente sfidante nel primo trimestre (picco dei ricavi da operatori mobili virtuali nel primo trimestre 2025). Il contributo di PosteMobile è atteso dall’inizio del secondo trimestre, con pieno regime dal terzo trimestre. La diversa tempistica dei contratti con operatori mobili virtuali avrà un impatto annualizzato di 80–90 milioni di euro, già incluso nell’obiettivo di minore crescita del margine operativo lordo domestico dopo i leasing (circa +4% su base annua).
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Obiettivo di flusso di cassa pari a 1,8 miliardi di euro implica un miglioramento su base comparabile: escludendo l’incasso netto del canone (950 milioni), il flusso di cassa si attesterebbe a circa 850 milioni, rispetto al precedente obiettivo 2026 di 900 milioni. Tale livello incorpora tuttavia maggiori effetti negativi dei cambi e un più elevato assorbimento di capitale circolante, legato all’anticipo nel 2025 di fatture verso la Pubblica Amministrazione (circa 100 milioni). Su base comparabile, il flusso di cassa risulterebbe quindi pari a circa 950 milioni, rispetto ai precedenti 900 milioni.
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Ulteriori aumenti di prezzo in arrivo e contesto competitivo più razionale: confermata la prosecuzione degli aumenti tariffari, con intensità nel 2026 analoga a quella del 2025. Ogni aumento di 1 euro del ricavo medio per utente si traduce in un potenziale incremento di circa 160 milioni di euro sul flusso di cassa azionario di TIM. La riduzione delle linee dovrebbe essere compensata dall’adeguamento dei prezzi sul portafoglio clienti esistente (beneficio di circa 100 milioni). Tasso di abbandono sotto controllo grazie a iniziative di convergenza e offerte combinate con TIMVision; segmento mobile in miglioramento, con minore pressione competitiva (competizione di Iliad Italia in attenuazione; Fastweb non più elemento di rottura del mercato dopo la fusione con Vodafone Italia).
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Intelligenza artificiale come leva strutturale di efficienza: TIM Enterprise acquista esternamente circa 2 miliardi di euro l’anno di servizi di consulenza e prodotti che potrebbero essere internalizzati grazie a un maggiore utilizzo dell’intelligenza artificiale. Non si percepiscono rischi di discontinuità sulla propria offerta commerciale; al contrario, opportunità per TIM Enterprise come partner di riferimento per grandi imprese e Pubblica Amministrazione nell’adozione dell’intelligenza artificiale e nell’integrazione con il cloud.
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Sinergie significative con il gruppo Poste: per le divisioni Consumer ed Enterprise di TIM sono in corso diversi progetti, con ulteriori iniziative in partenza a breve. Attesi risparmi a regime di circa 50 milioni di euro annui (attualmente principalmente su acquisti); primi contributi dal 2027, pieno regime nel 2028. Ulteriori sinergie in fase di valutazione, con nuovo piano industriale previsto dopo l’estate.
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Ottimizzazione dei costi di accesso alla rete FiberCop anche nel 2026–2027: strategia commerciale differenziata su più tecnologie (FWA/FTTH/FTTC) e riduzione costi variabili su MSA (componente volume-driven)
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Chiusura della cessione di Sparkle: posticipata dal primo al secondo trimestre 2026 per autorizzazioni dell’Unione Europea e degli Stati Uniti; il ritardo negli Stati Uniti è legato al recente blocco amministrativo. Via libera europeo atteso entro aprile. Processo autorizzativo in fase avanzata e sotto controllo.
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Consolidamento del mercato: il recupero della redditività passa attraverso il consolidamento, inteso non come aumento dei prezzi ma come maggiore efficienza a tutti i livelli (investimenti, ottimizzazione della rete). Apertura a operazioni che generino valore, con priorità alla generazione di cassa più che alla sola crescita del margine operativo lordo.
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Condivisione della rete di accesso radio con Fastweb: risparmi pienamente visibili dal 2029; via libera dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato atteso nel 2026. Benefici parziali nel 2027–2028 sui costi operativi (manutenzione ed energia) e minori investimenti evitati. Livelli di investimento confermati, con pieno riassorbimento dei risparmi sugli investimenti e loro riallocazione su ulteriori iniziative di crescita.
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Rinnovo delle frequenze in Italia: maggiore visibilità attesa all’inizio del secondo semestre.
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Oneri finanziari per interessi: inferiori a 600 milioni di euro nell’esercizio 2025; stabili o in lieve calo nel 2026.
Effetto
Le indicazioni sono costruttive e rafforzano la nostra visione positiva sul titolo.
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