Healthcare Sector - Farmindustria lancia l'allarme sui dazi Usa

Potenzialmente a rischio fino a 100 miliardi di euro di investimenti in ricerca e sviluppo in Europa

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Fatto

In una intervista al Corriere della Sera, Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, avverte che le politiche degli Stati Uniti sui farmaci, basate su dazi e sul principio della most favoured nation (MFN, ossia il meccanismo che prevede che i prezzi dei farmaci negli Stati Uniti siano allineati ai livelli più bassi praticati nei Paesi di riferimento), potrebbero mettere a rischio fino a 100 miliardi di euro di investimenti in ricerca e sviluppo in Europa.

Nel 2025 il settore farmaceutico italiano ha comunque registrato una forte crescita, con export totale in aumento del 30% e spedizioni verso gli Stati Uniti in crescita del 61% nei primi otto mesi dell’anno, anche per effetto dell’anticipo degli acquisti effettuato prima dell’introduzione dei dazi.

Secondo Cattani, per mantenere l’accesso al mercato statunitense le aziende saranno progressivamente spinte a investire in ricerca e sviluppo e in produzione diretta negli Stati Uniti. Questo rischia di ridurre ulteriormente il peso europeo nella ricerca farmaceutica e di limitare l’accesso ai farmaci più innovativi.

Cattani chiede infine all’Italia di rivedere i meccanismi di clawback e payback, ossia i sistemi di recupero automatico della spesa farmaceutica che obbligano le aziende a restituire parte dei ricavi in caso di superamento dei tetti di spesa pubblica, al fine di liberare risorse da destinare a ricerca e investimenti.

Effetto

A dicembre, l’amministrazione Trump ha inviato una lettera alle 17 principali grandi aziende farmaceutiche globali imponendo una scadenza per la riduz…

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 Redazione

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