Febbraio 2026: Stranger Things

La strategia sull'azionario italiano di Intermonte sintetizza le tendenze del mercato, le prospettive settoriali e la strategia di investimento, con selezioni specifiche di titoli.

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Scenario di mercato

I mercati hanno vissuto un vero e proprio ottovolante nel mese di gennaio a causa di molteplici incertezze. Con l’inizio della pubblicazione dei risultati del 4° trimestre, i fattori geopolitici e macroeconomici tornano nuovamente sotto i riflettori e hanno inciso pesantemente su valute, rendimenti e prezzi delle materie prime. I mercati azionari hanno infine chiuso il mese in leggero territorio positivo, confermando una certa stabilità, ma con segnali di aumento della volatilità.

I mercati azionari globali sono saliti leggermente, così come il FTSEMIB a +1,3%, che ha leggermente sottoperformato l’indice midcap (+3,2%). I titoli energetici hanno beneficiato del balzo dei prezzi del petrolio, i finanziari hanno registrato una performance contenuta, mentre auto OEM, cementi e lusso sono stati gli indiscussi ritardatari.
 

Strategia di investimento e flusso di notizie societarie

L’incertezza geopolitica e macroeconomica è stata particolarmente elevata lo scorso mese: azioni militari statunitensi in Venezuela, minacce di intervento USA in Iran e pressioni sulla Groenlandia sono stati gli eventi principali. La Cina ha assistito a un’epurazione dei vertici militari, mentre il conflitto Russia/Ucraina è destinato a una pausa nel breve termine, ma senza un chiaro percorso in avanti nonostante i continui sforzi diplomatici. Sebbene l’uso della forza da parte degli Stati Uniti in Groenlandia appaia improbabile, la situazione sembra tutt’altro che certa.

Il cambio al vertice della FED con la nomina di Walsh come nuovo presidente contribuisce ad aumentare la volatilità del contesto. Gli ultimi giorni del mese hanno visto un marcato aumento della volatilità, con un’inversione del grande rally da inizio anno dei metalli preziosi. Le indicazioni sugli utili delle società tecnologiche sono contrastanti: l’attenzione degli investitori resta focalizzata sui potenziali rischi per i rendimenti degli investimenti, man mano che continuano gli annunci.

I risultati di industriali e banche sono nel complesso piuttosto solidi e la nostra visione costruttiva sui mercati azionari rimane invariata, sostenuta da aspettative positive su liquidità e dinamica degli utili. Un dollaro USA più debole potrebbe rappresentare un ostacolo nel breve termine, anche se continuiamo a ritenere che il cambio medio €/$ per l’esercizio 2026 sarà nell’area 1,15/1,17.

Alcuni rialzi dei prezzi delle materie prime meritano attenzione per il potenziale impatto sui margini aziendali, mentre la crescita economica dell’Eurozona ha sorpreso positivamente nel 4Q25 a +0,3%, ma dovrebbe rimanere moderata nel 2026 intorno a ~+1,0%, con la ripresa della Germania che sta lentamente guadagnando slancio.

La stagione delle trimestrali in Italia è appena iniziata e ci aspettiamo che il fitto calendario di eventi societari nei prossimi mesi possa offrire alcuni catalizzatori positivi per i titoli in vari settori. Abbiamo iniziato l’anno con alcuni aggiustamenti alle stime sugli utili, ma con un impatto complessivamente limitato, e continuiamo a prevedere una crescita degli utili del 10% nel 2026.

Ci aspettiamo inoltre indicazioni positive in termini di remunerazione degli azionisti, con molti titoli che presentano valutazioni particolarmente interessanti se confrontate con i rendimenti obbligazionari, dato che il TSR del FTSEMIB (dividendi + buyback) supera il 6%. Le valutazioni risultano relativamente meno attraenti rispetto al passato, data la massiccia rivalutazione del 2025, ma con multipli inferiori a 14x gli utili attesi (NTM), non sembrano emergere rischi di eccesso.
 

Selezione di portafoglio

Il portafoglio raccomandato ha iniziato l’anno con una performance in linea con il mercato, dopo aver apportato lievi modifiche all’allocazione e ad alcuni pesi in base alla performance relativa.

L’elenco dei titoli preferiti e meno preferiti è stato aggiornato per riflettere le recenti stime e i movimenti di prezzo.
 

Large cap da sovrappesare

  • Aggiungiamo A2A e Fincantieri
  • Rimuoviamo Azimut, poiché non ci attendiamo notizie sullo spin-off di TNB nel breve termine

Mid/small cap da sovrappesare

  • Aggiungiamo Pirelli, che sembra pronta a fornire buoni risultati operativi e potrebbe beneficiare di una soluzione alle questioni di governance
  • Rimuoviamo Mondadori

Titoli da sottopesare

  • Rimuoviamo Tenaris
  • Aggiungiamo Italgas dopo la forte performance, preferendo altri titoli nel settore utilities
  • Fineco viene rimossa: nonostante preferiamo altri nomi nel settore, riteniamo che possa beneficiare delle aspettative legate al CMD del 5 marzo

 

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