USA verso lo shutdown, Fed e yen: tensioni globali in aumento
Gli Stati Uniti affrontano proteste e rischio shutdown, mentre i mercati osservano Fed e yen. Sullo sfondo spiragli diplomatici in Ucraina e nuove tensioni tra USA, Iran e Canada.

Proteste negli Stati Uniti e rischio shutdown federale
Negli Stati Uniti la tensione è in forte aumento dopo le proteste scoppiate a Minneapolis per l’uccisione di un secondo civile da parte dell’ICE, l’agenzia per l’immigrazione e il controllo dei confini. La situazione politica si è rapidamente deteriorata, con ripercussioni potenzialmente rilevanti anche sui mercati.
Il leader della minoranza al Senato, Chuck Schumer, ha minacciato un nuovo shutdown a partire dal 30 gennaio qualora venisse approvato un pacchetto di finanziamenti per il Dipartimento per la Sicurezza Nazionale (DHS), che include agenzie chiave come ICE, antiterrorismo e protezione dei confini.
Le possibili conseguenze di uno shutdown
Un nuovo shutdown federale, dopo quello autunnale già passato alla storia come il più lungo di sempre, potrebbe provocare gravi disagi: migliaia di lavoratori pubblici non pagati, rallentamento della crescita del PIL e stop o ritardi nella pubblicazione di dati macroeconomici fondamentali.
Fed, successione a Powell
Questa settimana è attesa la riunione della Federal Reserve. Non sono previsti tagli dei tassi di interesse, ma l’attenzione degli investitori si concentra su altri fattori chiave, a partire dalla possibile successione di Jerome Powell.
Rick Ryder possibile successore di Powell
Tra i nomi che circolano emerge Rick Ryder, CEO di BlackRock. Considerato un outsider, è apprezzato per la sua lunga esperienza nel mercato obbligazionario e per non essere mai stato direttamente coinvolto nelle dinamiche interne della Fed, un profilo gradito a Donald Trump.
Yen sotto pressione e interventi congiunti
I riflettori restano puntati sullo yen. La Bank of Japan ha mantenuto i tassi invariati, ma la valuta giapponese ha registrato un forte deprezzamento nelle ultime settimane, accompagnato da un’impennata dei rendimenti a lunga scadenza.
Si fa strada l’ipotesi di un intervento congiunto tra Stati Uniti e Giappone sul mercato valutario. Venerdì si è già assistito a un rapido rafforzamento dello yen e a una stabilizzazione dei tassi, anche in seguito allo scioglimento del Parlamento giapponese e all’incertezza politica interna.
Ucraina, Iran e nuove tensioni geopolitiche
Sul fronte geopolitico si registra il primo incontro trilaterale tra Ucraina, Russia e Stati Uniti, definito costruttivo dalle parti. Un secondo round di colloqui è previsto per l’inizio di febbraio.
Sicurezza e territori al centro del negoziato
I principali nodi restano le garanzie di sicurezza richieste dall’Ucraina e la questione territoriale, con la Russia che rivendica anche aree non conquistate sul campo, una richiesta respinta da Kiev.
Cresce intanto la preoccupazione per il Medio Oriente: una flotta statunitense si sta avvicinando all’Iran, alimentando il rischio di nuove tensioni sul petrolio.
Sul piano commerciale, Donald Trump ha minacciato dazi del 100% contro il Canada, accusato di un eccessivo avvicinamento alla Cina, aggiungendo un ulteriore elemento di instabilità allo scenario globale.
