Perché la Groenlandia è strategica: lo scontro USA-UE spiegato
La Groenlandia al centro dello scontro tra Stati Uniti e Unione Europea: dazi, tensioni geopolitiche, mercati in calo, PIL cinese e banche centrali.

La tensione tra Stati Uniti e Unione Europea cresce attorno alla Groenlandia, un territorio sempre più centrale negli equilibri geopolitici ed economici globali. Dopo l’incontro della scorsa settimana tra Trump e i leader danese e groenlandese, diversi Paesi europei hanno intensificato il loro sostegno all’isola, anche sul piano militare.
Groenlandia: perché è così strategica per gli Stati Uniti
La Groenlandia rappresenta un asset chiave per Washington sia dal punto di vista economico sia geostrategico. Le sue vaste riserve minerarie e la posizione geografica, a metà strada tra il continente americano e quello eurasiatico, la rendono cruciale in un contesto di potenziali conflitti militari e di competizione globale.
La risposta europea e la minaccia dei dazi
Francia, Germania e Regno Unito hanno manifestato un supporto diretto alla Groenlandia, provocando una reazione dura da parte dell’amministrazione statunitense. Trump ha infatti minacciato l’introduzione di dazi del 10% sui Paesi coinvolti, con la possibilità di un aumento fino al 25% a partire da giugno in assenza di un accordo favorevole agli Stati Uniti.
L’Europa ha risposto ipotizzando contromisure fino a 93 miliardi di euro e valutando l’attivazione dello strumento di anti-coercizione, che potrebbe limitare diversi progetti statunitensi nel mercato europeo.
Mercati finanziari sotto pressione
Le tensioni geopolitiche hanno avuto un impatto immediato sui mercati. In apertura, i principali indici europei hanno registrato ribassi, mentre gli asset considerati rifugi sicuri, come oro e metalli preziosi, hanno mostrato una reazione positiva.
Cina, Davos e stagione delle trimestrali
Sul fronte macroeconomico, la Cina ha pubblicato i dati sul PIL, indicando una crescita del 5%. Un dato in linea con le attese, ma che continua a essere accolto con cautela dagli operatori.
La settimana è particolarmente rilevante anche per l’avvio del Forum di Davos e per la prosecuzione della stagione delle trimestrali, con aziende come Netflix e Intel sotto osservazione. L’attenzione maggiore dei mercati, tuttavia, è rivolta alla prossima settimana, quando pubblicheranno i risultati le principali big tech globali.
Banche centrali e giochi di successione
Importanti sviluppi emergono anche sul fronte delle banche centrali. Negli Stati Uniti, Trump ha lasciato intendere una preferenza per uno dei due candidati chiamati a succedere a Powell alla guida della Federal Reserve, il cui mandato scade a maggio.
In Europa, si discute invece del possibile successore del vicepresidente della BCE, attualmente Luis de Guindos, con il nome di Centeno tra i candidati più accreditati.
Italia in equilibrio tra Washington e Bruxelles
In questo scenario complesso, l’Italia guidata da Giorgia Meloni mantiene una posizione di equilibrio, cercando di bilanciare le pressioni provenienti da Washington e Bruxelles.
Le prossime settimane saranno decisive per comprendere l’evoluzione dello scontro tra Stati Uniti e Unione Europea sulla Groenlandia e il suo impatto sugli assetti politici ed economici globali.
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