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Trump vuole anche le terre rare del Venezuela?

Il sottosuolo venezuelano è ricco di risorse minerarie, tra cui minerali classificati come critici.

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Come è risaputo, i minerali critici rappresentano una priorità assoluta per il Pentagono, in quanto la Cina attualmente esercita un controllo pressoché totale sui minerali o sulla loro raffinazione e produzione, mentre gli Stati Uniti sono fortemente dipendenti dalle importazioni.

Il One Big Beautiful Bill Act del 2025 stanzia esplicitamente 7,5 miliardi di dollari per l’approvvigionamento di minerali critici.

Il sottosuolo venezuelano è ricco di risorse minerarie, tra cui minerali classificati come critici.

Paradossalmente, in assenza di operatori occidentali a causa delle sanzioni, sono state ancora una volta le aziende cinesi ad assumere di fatto il controllo operativo della produzione mineraria. Nel 2016 il governo venezuelano invitò tali società a sviluppare il cosiddetto Arco Minerario dell’Orinoco (AMO).

Le aziende cinesi acquistano alla fonte perché dispongono dei capitali per investire nella produzione. Gestiscono la produzione di vari minerali, che vengono poi convogliati in Colombia per la raffinazione e miscelati con minerali colombiani e brasiliani. Di conseguenza, si perde la tracciabilità di questi minerali, che finiscono poi sul mercato aperto.

Un obiettivo dichiarato dell’amministrazione USA è proprio impedire ai concorrenti, soprattutto la Cina, l’accesso alle risorse americane, in quanto ciò potrebbe danneggiare strategicamente gli Stati Uniti nel futuro.

Il prossimo anno sarà cruciale per il Venezuela e per la regione e gli investitori seguiranno da vicino gli sviluppi.

Per investire sulle terre rare 

Per investire in ottica di lungo termine si può utilizzare il seguente strumento:

ETF WisdomTree Strategic Metals and Rare Earths Miners UCITS
Isin IE000KHX9DX6 (RARE)

Da inizio 2026: +16%

L'ETF replica l'andamento dell'indice WisdomTree Strategic Metals and Rare Earths Miners. A sua volta, replica le società di tutto il mondo impegnate nell'esplorazione, nell'estrazione e/o nella raffinazione di materiali essenziali per la transizione verso le fonti di energia rinnovabili. I titoli azionari inclusi sono filtrati a seconda di criteri ESG (ambientali, sociali e di corporate governance). L’indice di spesa complessiva (TER) dell'ETF è pari allo 0,50% annuo. Replica fisica totale ovvero acquistando tutti i componenti. Non distribuisce dividendi. L’ETF è stato lanciato il 3 aprile 2024 ed ha domicilio fiscale in Irlanda. Leggi attentamente il KID.

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