Libero scambio tra India ed Europa: dai commerci, pace e prosperità
L'Ue e l'India commerciano già oltre 180 miliardi di euro in beni e servizi all'anno, l'accordo annunciato oggi raddoppierà le esportazioni di beni dell'Unione verso l'India entro il 2032

L'indice BSE Sensex di Mumabi ha chiuso in rialzo dello 0,4%: da inizio anno la performance è negativa, -1,7%. La borsa indiana è penalizzata dal perdurare di un alto livello di contrasto sui temi dei commerci con gli Stati Uniti. Dopo mesi di contrasto, anche personale, tra il premier Narendra Modi e il presidente Donald Trump, il governo di Delhi ha deciso di mettere in secondo piano gli Stati Uniti e di stringere accordi con l'Europa.
La madre di tutti gli accordi
L'India e l'Unione europea hanno finalizzato un accordo di libero scambio "storico, ambizioso e commercialmente significativo", il più grande di questo tipo mai concluso da entrambe le parti, dopo quasi vent'anni di negoziati intermittenti. "Stiamo scrivendo la storia oggi. Abbiamo concluso la madre di tutti gli accordi. Abbiamo creato una zona di libero scambio di 2 miliardi di persone, da cui entrambe le parti trarranno beneficio", ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, assicurando che "questo è solo l'inizio. Rafforzeremo ulteriormente la nostra relazione strategica".
Prosperità per tutti
"Il commercio è uno stabilizzatore geopolitico cruciale e una fonte fondamentale di crescita economica. Gli accordi commerciali rafforzano l'ordine internazionale basato sulle regole e promuovono la prosperità condivisa", ha aggiunto il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, spiegando che "per questo, l'accordo di libero scambio di oggi è di importanza storica. E' uno degli accordi piú ambiziosi mai conclusi, crea un mercato di due miliardi di persone. E in un mondo multipolare, l'Ue e l'India stanno lavorando insieme per ampliare le sfere di prosperitá condivisa".
Cancellati i dazi verso l'India
L'intesa rafforzerà i legami economici e politici tra la seconda e la quarta economia più grandi del mondo, in un momento di crescenti tensioni geopolitiche e sfide economiche globali, evidenziando l'impegno congiunto per l'apertura economica e il commercio basato sulle regole, ha spiegato la Commissione europea. L'Ue e l'India commerciano già oltre 180 miliardi di euro in beni e servizi all'anno, sostenendo quasi 800.000 posti di lavoro nell'Ue. E si prevede che questo accordo raddoppierà le esportazioni di beni dell'Unione verso l'India entro il 2032, eliminando o riducendo i dazi sul 96,6% delle esportazioni di beni dell'Ue verso l'India. Nel complesso, le riduzioni tariffarie permetteranno di risparmiare circa 4 miliardi di euro all'anno in dazi sui prodotti europei.
Accordo tra potenze democratiche
"Oggi è un giorno storico, le due maggiori potenze democratiche al mondo stanno aggiungendo un capitolo storico alle loro relazioni. Abbiamo concluso il più grande accordo di libero scambio della storia dell'India", ha affermato il premier indiano, Narendra Modi, in conferenza stampa da Nuova Delhi,
spiegando che "l'intesa renderà l'accesso al mercato dell'Ue più semplice per i nostri agricoltori e le nostre piccole imprese, creerà nuove opportunità nella manifattura e rafforzerà la cooperazione tra i nostri settori dei servizi. Inoltre, potenzierà gli investimenti, aiuterà a forgiare nuovi partenariati sull'innovazione e rafforzerà le catene di approvvigionamento globali. Questo non è solo un accordo commerciale ma un modello per la prosperità condivisa".
L'India concederà all'Ue riduzioni tariffarie che nessuno dei suoi altri partner commerciali ha mai ricevuto. Ad esempio, i dazi sulle auto scenderanno gradualmente dal 110% al 10%, mentre saranno completamente aboliti per i pezzi di ricambio in cinque-dieci anni. Anche i dazi che vanno fino al 44% sui macchinari, al 22% sui prodotti chimici e all'11% per i farmaci saranno per lo più eliminati.
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Gli indici FTSE Russell UCITS Capped sono ponderati per la capitalizzazione di borsa e progettati per limitare la concentrazione in ogni singola azione nel rispetto dei requisiti di diversificazione richiesti dall'Unione Europea (UCITS). In particolare, l'indice Capped FTSE India 30/18 rappresenta la performance delle società medio/grandi quotate sulla borsa indiana. Per evitare una concentrazione eccessiva in ogni singola azione, il peso di ciascun componente è limitato ogni trimestre di modo che quello della più grande azienda non superi il 30% e l'eventuale peso delle altre aziende non superi il 18%.

