BOND USA - Inflazione "core" USA ai minimi da maggio 2021

Tolte le componenti volatili, il dato è rallentato al +3,80%, dal +3,90% del periodo precedente. Anche se sopra le attese del +3,70%, si tratta comunque del ritmo più lento dal maggio 2021.

Autore: Team Soluzioni di Investimento
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Fatto

L'inflazione USA di febbraio, mese su mese, vede un incremento del +0,4%, in linea alle attese. Il dato precedente era di +0,3%.

Escluse le componenti più volatili degli alimentari e dell'energia, è salita del +0,4%, in linea al dato precedente, ma sopra le attese di +0,3%.

Anno su anno, l'incremento è stato del +3,20%, sopra il +3,10% del periodo precedente e delle attese.

Tolte le componenti volatili, il dato è rallentato al +3,80%, dal +3,90% del periodo precedente. Anche se sopra le attese del +3,70%, si tratta comunque del ritmo più lento dal maggio 2021. 

Sull'andamento di febbraio hanno inciso l'aumento dei costi della benzina e degli alloggi (affitti). Insieme hanno contribuito per oltre il 60% all'aumento mensile del CPI.

La reazione del mercato obbligazionario statunitense è stata composta, sebbene un'inflazione più "appiccicosa" del previsto potrebbe ritardare il taglio dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve previsto a giugno.

Il rendimento del Treasury decennale è salito a 4,11%, due punti base in più rispetto all'andamento di stamattina, il rendimento del Tbond biennale è salito di un punto base a 4,54%.  

In questo contesto diventa sempre più interessante dirottare parte della liquidità destinata al mercato obbligazionario sui bond corporate, investiment grade (IG) e High Yield (HY).

Ci sono almeno due motivi per avere l’HY in portafoglio anche quest’anno: 

1) la resilienza dell’economia USA. Il rallentamento in atto non dovrebbe sfociare in una recessione. E' probabile quindi un aumento, in misura moderata dei tassi di default delle aziende, peraltro a partire da livelli storicamente molto contenuti. I tassi di default dovrebbero perciò restare su livelli globali storicamente bassi; 

2) l'elevato rendimento sul mercato HY offre uno zoccolo “difensivo” estremamente interessante, in grado di ammortizzare le eventuali perdite, anche in uno scenario molto avverso, in cui sia i tassi di riferimento che gli spread sul credito si dovessero allargare.

Effetto

E' disponibile a Piazza Affari il seguente ETF, l’unico con "gestione attiva" concentrato su bond USA High Yield, un’area dove la gestione attiva conta molto e "servono mani esperte" con le quali muoversi.

ETF Axa IM US High Yield Opportunities UCITS
Isin IE000IAPH329 (AHYU.MI) 

Da inizio 2024: +1,70%

Obiettivo dell'ETF è sovraperformare l’indice ICE BOFA US High Yield al fine di cogliere le opportunità offerte dal mercato obbligazionario high yield statunitense prevalentemente attraverso un’attenta selezione del credito mantenendo un tracking error contenuto rispetto all’indice. Commissioni totali annue 0,35%. E' ad accumulazione dei proventi e perciò non distribuisce dividendi. Valuta di denominazione USD. Valuta di quotazione EURO. Leggi attentamente il documento KID.

Altri dettagli:

Yield to maturity (rendimento a scadena) del 7,95%;
La duration del portafoglio è 3,40 anni;
L'84,0% dei componenti è rappresentato da bond corporate USA;
Il 47% circa dei componenti gode di un rating B, il 35,30% di un rating BB, il 17,37% di un rating CCC;
Per quanto riguarda lo spaccato settoriale, il 13,35% degli emittenti appartiene al segmento Software, il 13% al segmento Mezzi di comunicazione. Nessuno degli altri settori arriva al 10%;
Di seguito i primi cinque componenti con il singolo peso specifico:

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