Prezzi del petrolio stabili nonostante i tagli Opec+

I prezzi del petrolio sono sostanzialmente stabili, dopo la diminuzione del 2% di ieri, e il mercato sembra non essere convinto che l'ultima serie di tagli alla produzione da parte dell'OPEC+ sia in grado di risollevare i prezzi dalla recente flessione.

Alle 13:15, i contratti futures sul Brent per febbraio aumentano di 32 centesimi, corrispondenti allo 0,4%, a 81,18 dollari al barile, nel loro primo giorno come contratto Ice Brent front-month.

I contratti futures sul West Texas Intermediate (WTI) aumentano di 24 centesimi, corrispondenti allo 0,32%, a 76,2 dollari.

I produttori dell'OPEC+ hanno concordato ieri una riduzione di circa 2,2 milioni di barili al giorno (bpd) di petrolio nel primo trimestre dell'anno prossimo, includendo il rinnovo degli attuali 1,3 milioni di bpd di tagli volontari da parte dell'Arabia Saudita e della Russia.

L'OPEC+, che rappresenta oltre il 40% della produzione mondiale di petrolio, sta concentrando i suoi sforzi sulla riduzione della produzione a causa della diminuzione dei prezzi da circa 98 dollari.

Tuttavia, il mercato ha accolto la notizia con scetticismo e confusione, a causa dei dubbi sulla credibilità degli impegni presi.

Gli investitori stanno anche monitorando gli elementi macroeconomici sfavorevoli sul fronte della domanda. A novembre, i dati sull'attività industriale a livello globale sono rimasti deboli a causa della scarsa domanda, come dimostrano i sondaggi, mentre la zona euro ha continuato a contrarsi e sono emersi segnali contrastanti sull'economia cinese.




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