WALLSTREET - Tech cinesi in frantumi, si teme una nuova stretta normativa

I titoli azionari cinesi quotati a Wall Street stanno vivendo una delle peggiori sedute della loro storia per i timori che il presidente Xi Jinping, possa sfruttare la rielezione avvenuta nel fine settimana per rinnovare la stretta normativa contro le più grandi aziende del Paese e i rispettivi imprenditori. 

L'indice Nasdaq Golden Dragon perde oltre il 20% e cade sul livello più basso dal 2013. 

Dal picco record del febbraio 2021, l'indice ha lasciato sul terreno l'80% del suo valore, passando da 21mila a 4.200 punti. 

Oggi Alibaba perde il -14%. Baidu -13%. Pinduoduo -28%. Tencent Holdings -15%. Meituan -13%.

Nel discorso al Congresso, Xi ha chiesto di "regolare il meccanismo di accumulo della ricchezza", che è stato visto come una presa di posizione contro gli uomini d'affari più influenti del Paese.

Xi ha inoltre nominato il nuovo comitato permanente del Politburo, l'organo decisionale più potente del governo, chiamando a raccolta i suoi fedelissimi. Figure più favorevoli al business, familiari ai mercati occidentali, come il premier Li Keqiang e il rappresentante del commercio Liu He, sono stati rimossi dall'incarico.

Analisi Tecnica. Il quadro grafico di lungo periodo dell'indice Nasdaq Golden Dragon ha subito un profondo stravolgimento a partire dall'intensificarsi dello scontro tra Amministrazione USA e Cina oltre che in seguito all'avvio di severi controlli (e relative pesanti multe) da parte delle autorità di Pechino. 

Difficile individuare un livello intorno al quale l'indice si potrebbe assestare. Un sostegno importante risale al 2012/2013 ed è in area 4mila/3.900 punti. 

In direzione opposta, segnali di riequilibrio si vedrebbero solo con il ritorno oltre 7.500 punti, ovvero arriverebbero solo dopo un rimbalzo del +78% a partire dal valore di oggi! 

Operatività. Si suggerisce di attendere un assestamento e soprattutto un ridimensionamento della volatilità prima di intervenire in acquisto, avendo di fronte qualche punto di riferimento di maggior valenza.  


Si può aggirare l'ostacolo, puntando alla ripartenza di Wall Street, senza investire sui tech cinesi e privilegiando il tema della sostenibilità tramite i due seguenti strumenti quotati su Borsa Italiana. Il primo punta su titoli azionari statunitensi a grande e media capitalizzazione. Il secondo privilegia l'innovazione tecnologica: 

ETF CSIF (IE) MSCI USA ESG Leaders Blue Ucits 
Isin: IE00BJBYDP94
Da inizio 2022: -13,90%

L'indice MSCI USA ESG Leaders replica titoli azionari statunitensi a grande e media capitalizzazione. Per essere incluse nell'indice, le società devono dimostrare di avere forti risultati orientati all'ambiente, al sociale e alla governance, al confronto con i propri concorrenti. Società attive nei settori alcol, gioco d'azzardo, armi, tabacco ed energia nucleare sono escluse dall'indice. La denominazione «Blue» dell’ETF indica l’assenza di prestito titoli, un fattore che può disturbare gli investitori istituzionali. Commissioni totali annue (TER) 0,10%. Replica fisica. Valuta di denominazione USD. Non distribuisce dividendi (reinvestiti). Leggi il documento KID. 

 

ETF CSIF (IE) MSCI USA TECH 125 ESG Universal Blue Ucits
Isin: IE000YKE1AQ5 
Quotato da Aprile 2022. Negli ultimi 3 mesi: -7,90%

Quotato su Borsa Italiana. Grazie alla considerazione sistematica degli aspetti ESG nella costruzione del portafoglio, l’ETF è classificato in linea con l’art. 8 ai sensi della normativa SFDR, costituendo un building block prezioso per gli investitori che desiderano allocare sui trend secolari dell’innovazione tecnologica con un occhio alla sostenibilità. Commissioni totali annue (TER) 0,18%. Replica fisica. Utilizza una struttura ETF di tipo irlandese, ovvero beneficia di un’imposta preventiva statunitense ridotta (15% anziché 30%).  Valuta di denominazione USD. Non distribuisce dividendi (reinvestiti). Leggi il documento KID.

 

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