SETTORE UTILITY - Draghi deciso a rilanciare il pressing per un tetto europeo al prezzo del gas

L'indice Stoxx del settore Utility europeo ha perso il -4,80% da inizio anno, rispetto al -11,20% registrato dall'indice Stoxx 600.

Secondo il Sole 24Ore, il governo italiano sarebbe deciso a rilanciare il pressing per un tetto europeo al prezzo del gas alla luce dell’ultima impennata, che ha spinto la quotazione a 295 euro per mwh. 

Il premier Mario Draghi, che ieri ha fatto rientro a Palazzo Chigi, starebbe lavorando sull’agenda delle prossime settimane con l’obiettivo di provare a vincere le forti rigidità che ostacolano l’attuazione di un price cap europeo, in primis quelle dell’Olanda e dei Paesi frugali.

Ufficialmente il tema del tetto tornerà sul tavolo del Consiglio europeo convocato per il prossimo 5-6 ottobre, ma è chiaro che la moral suasion del governo italiano è già ripartita e il premier Draghi è intenzionato a rilanciare con forza l’esigenza di una risposta europea già al meeting di Comunione e Liberazione dove domani è previsto il suo intervento.

Anche il presidente di Confindustria ha chiesto ieri a gran voce la fissazione di un tetto ai prezzi europeo o, in alternativa, a livello nazionale (una proposta, quest’ultima, rilanciata ieri anche dal leader del PD Letta).

La fissazione di un cap al prezzo del gas è da tempo uno degli obiettivi del premier Draghi in quanto rappresenta l’unica soluzione che possa portare ad un vero risparmio per i paesi Europei. Le difficoltà di un simile negoziato con la Russia sono evidenti – tanto per incominciare si fronteggerebbero da una parte un regime autoritario e dall’altra 27 democrazie che subiscono impatti molto asimmetrici – e a maggior ragione lo sarebbero le negoziazioni con altri paesi esportatori nel caso in cui l’obiettivo finale sia quello di imporre un price cap anche alle altre forniture che raggiungono l’Europa dalla Norvegia, dall’Olanda, dall’Azerbaijan, dall’Algeria e dalla Libia.

Il settore Utility europeo, sotto il profilo dei fondamentali, è tra quelli che godono dei multipli più attraenti: il P/E medio del settore Stoxx Utility stimato dagli analisti raccolti da Bloomberg è intorno a 16,0x, mentre il ritorno previsto in termini di dividendo è tra i più elevati: Dividend/Yield 5,0%. 

Le nostre Enel e A2A sono tra i peggiori performer del 2022 con perdite che sfiorano il -30%. Il titolo migliore del comparto in Italia è Terna +8%. 

Quadro grafico settore Utility europeo. 

L'indice Stoxx Utility è tra i pochi a non essere ancora riuscito a tornare sopra i livelli del marzo 2020 (pre-pandemia). Il primo importante ostacolo è collocato nella fascia 400-418 punti, messa sotto attacco diverse volte negli ultimi mesi, ma senza successo. Oltre tale livello si potrebbe puntare al record storico del 2007 in area 563 punti. 

Il movimento degli ultimi due anni può definirsi laterale con importante sostegno in area 342 punti. 

Operatività. Manteniamo una visione positiva sul settore, anche in virtù della elevata remunerazione sotto il profilo dei dividendi. Si suggerisce di comprare ai livelli attuali, sfruttando eventuali discese verso area 340 punti. Target di breve verso 418 punti. Stop loss prudenziale in caso di discesa sotto 335 punti.


Chi vuole investire sul settore Utility europeo con la massima diversificazione ha a disposizione una serie di strumenti. 

Nel seguente ETF, le Utility italiane rappresentano il 20% del totale. Al primo posto la Spagna con il 22%:

SPDR MSCI Europe Utilities UCITS
Isin IE00BKWQ0P07 

Da inizio anno -1,50%
Obiettivo dell'ETF è la replica dell'indice MSCI Europe Utilities, che raggruppa i principali protagonisti europei del settore, comprensivo del reinvestimento del dividendo. Ciò consente di amplificare la performance da inizio anno a un livello superiore a quello registrato dall'indice corrispondente. Commissioni totali annue 0,30%. Nella tabella di seguito i primi dieci titoli, tra cui compare al secondo posto la nostra Enel. Leggi il documento KID.



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