PETROLIO +3% Nessuno vuole il petrolio insanguinato di Putin

Brent (117,0 usd), WTI (114,0 usd) avanzano del 3% in avvio di seduta, portandosi sui massimi dal 2013, da inizio anno +50% circa. 

Per spiegare il movimento bisogna ricorrere alla geopolitica. Il petrolio russo viene offerto a prezzi super scontati (per l’Ural quasi 20 dollari al barile meno del Brent) ma quasi nessuno lo vuole – o riesce – più ad ottenerlo. In Occidente così come in Asia. Il Sole24 Ore riporta che i barili russi "scottano". 

Le banche sono riluttanti a concedere lettere di credito e a intermediare i pagamenti, inoltre è diventato molto difficile – oltre che costosissimo – trasportarli. Il risultato è che circa il 70% degli scambi di greggio russo oggi sono congelati, stima Energy Aspects. Sul mercato sono rimasti solo pochi raffinatori europei e qualche società di trading. Shell ha in seguito precisato che continua a movimentare combustibili russi, ma senza riuscire a rassicurare il mercato.

Un trader sentito dal Sole 24 Ore riferisce di un’asta di Surgutneftegas per otto carichi di greggio russo che ieri è andata deserta. Eppure la sete di rifornimenti non manca: i consumi sono tornati ai livelli pre Covid in gran parte del mondo e le scorte petrolifere nei Paesi Ocse sono ai minimi da 7 anni.

"La Casa Bianca ha aumentato le pressioni sulla Russia con l'annuncio che applicherà controlli sulle esportazioni mirati alla raffinazione del petrolio russo. Ciò solleva preoccupazioni sul fatto che le forniture di petrolio russe continueranno a incontrare vincoli", hanno affermato in una nota gli analisti di ANZ. 

Intanto, L'Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio e degli alleati (OPEC+), che include la Russia, ha deciso di mantenere un aumento della produzione di 400.000 barili al giorno nella riunione di mercoledì. Il cartello apparentemente ha ignorato l'aumento dei prezzi, l'invasione dell'Ucraina e la pressione dei Paesi consumatori affinchè venga aumentata l'offerta.

La Russia è il terzo produttore di petrolio e il più grande esportatore di petrolio a livello globale, secondo l'Agenzia internazionale per l'energia.

Nel frattempo, le scorte settimanali di greggio USA hanno mostrato un calo di 2,597 milioni di barili nella settimana fino al 25 febbraio. Le previsioni erano per un aumento di circa 2,7 milioni di barili. 

Negoziati con l'Iran sul nucleare. 

L'agenzia di stampa iraniana IRNA ha comunicato che il Direttore Generale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, l'argentino Rafael Grossi, sarà in visita a Teheran per colloqui con esponenti politici e tecnici locali. 

Qualche giorno fa l'Iran ha detto che non accetterà alcuna scadenza da parte degli occidentali ai colloqui a Vienna per rilanciare l'accordo nucleare del 2015. "Abbiamo risposto alle domande o alle dichiarazioni 'politicamente motivate' dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), che riteniamo infondate", ha affermato, riferendosi al rapporto dell'agenzia sulla possibile dimensione militare (Pmd) del nucleare iraniano, che afferma di aver trovato tracce di uranio in siti nucleari non dichiarati in Iran. "Tali dossier dovrebbero essere chiusi e le affermazioni ritirate", ha sottolineato Khatibzadeh. 

Analisi Tecnica. La crisi in Ucraina ha rafforzato il trend rialzista del petrolio e aperto la strada a una risalita sui livelli massimi pre-pandemia indicati con la linea tratteggiata in rosso verso 126/114 usd rispettivamente.

L'accelerazione del movimento nelle ultime sedute è legata soprattutto a componenti geopolitiche/speculative difficilmente controllabili e crediamo sia più saggio non inseguirle. Preferiamo attendere un assestamento/correzione per scaricare gli eccessi di breve. Un accordo sul nucleare, che consentisse all'Iran di tornare sul mercato con tutto il suo potenziale potrebbe far scivolare il prezzo.

Operatività. Per chi ha accumulato posizioni Long sul petrolio è consigliabile sfruttare gli strappi per prendere profitto, magari scalettando le vendite. Ancora molto pericoloso attivare strategie "short" alla luce della forte volatilità dello scenario di breve.  

 

 

Per sfruttare le opportunità di trading veloce al rialzo sul Wti si può utilizzare il seguente strumento: 

Wisdomtree WTI Crude Oil 3x Leverage Daily ETP
Isin IE00BMTM6B32
L'ETC è completamente collateralizzato. Fornisce un rendimento totale composto da tre volte la performance giornaliera dell'indice NASDAQ Commodity 2nd Front Crude Oil Index ER, più gli interessi attivi maturati sull'importo collateralizzato. Ad esempio, se l'indice aumenta dell'1% in un giorno, l'ETC aumenterà del 3%, al netto delle commissioni. Tuttavia, se l'indice diminuisce dell'1% in un giorno, l'ETC a quel punto diminuirà del 3%, al netto delle commissioni. Leggi il documento KID.

Per sfruttare le opportunità di trading veloce al ribasso sul Brent si può utilizzare il seguente strumento:
Wisdomtree Brent Oil 3x Short Daily ETP
Isin IE00BLRPRK35
L'ETC fornisce un rendimento totale composto da tre volte la performance giornaliera inversa dell'indice ER NASDAQ Commodity Brent Crude Oil, che riflette un investimento in futures su greggio Brent a termine del mese, oltre ai ricavi da interessi maturati sull'importo garantito. Leggi il documento KID.  

Con un orizzonte temporale più ampio si possono utilizzare i seguenti: 

Wisdomtree Brent Crude Oil (EUR)  
Isin JE00B78CGV99 

Da inizio 2022 +43,0%.
Lo strumento consente l'investimento Total Return sul petrolio greggio Brent con la replica dell'indice Dow Jones- UBS Brent Crude SubindexSM in aggiunta al rendimento del collaterale. Leggi il documento KID.

Wisdomtree Wti Crude Oil (EUR)  
Isin GB00B15KXV33
Da inizio 2022 +36,50%.
Lo strumento riproduce la performance del DJ-UBS WTI Crude Oil Sub-IndexSM e paga il rendimento sull' interesse capitalizzato del sottostante su base giornaliera. L' indice è del tipo "Excess return" ("Rendimento addizionale"), il componente dell' interesse viene aggiunto per rendere l' investimento "Total return" ("Rendimento totale"). Leggi il documento KID. 

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