BORSE SVILUPPATE - Per fermare l'inflazione va spenta la crescita

L'MSCI World (indice che comprende solo le borse sviluppate), è riuscito a portare a termine una settimana positiva (+1,60%), malgrado il brutto scivolone di venerdì (-2,50%) guidato paradossalmente dalle notizie migliori delle attese sull'andamento del mercato del lavoro USA. Da inizio anno l'indice perde il -25%.

Ottobre è iniziato con la celebrazione delle cattive notizie (guerra, tassi, super-dollaro), al quale è seguito lo sconforto provocato dall’arrivo di indicatori macroeconomici non del tutto negativi.

Insomma, i mercati finanziari sono completamente nel mondo a testa in giù ... che legge i fatti, le statistiche e le previsioni solo in funzione della ricadute sulla politica monetaria: la vita dei cittadini e la salute delle imprese passano in secondo piano.   

E’ così, ma fino ad un certo punto. Dimenticare del tutto l’andamento degli utili delle aziende non si può, se non altro perché vorrebbe dire consegnarsi ad un soggetto per nulla infallibile, anche i banchieri centrali sbagliano. 

Il ritardo nell’avvio del rialzo dei tassi negli Stati Uniti è stato riconosciuto più volte dallo stesso Jerome Powell. Ora i termini si sono invertiti. Molto osservatori temono che la Federal Reserve, scatenatasi nella stretta monetaria, possa esagerare.

Ha provato a ragionare sui due estremi del contesto (economia reale e banche centrali), Erik Weisman, Chief Economist and Portfolio Manager di MFS Investment Management.

Il punto di partenza è il seguente: “Cosa potrebbe accadere se l'inflazione rimanesse elevata mentre l'economia entra in recessione e i mercati crollano? La Fed smetterà di alzare i tassi e fornirà le tradizionali risposte macro e di mercato, oppure il presidente Powell resterà concentrato sull'obiettivo di sconfiggere l’inflazione?”, si legge nell'ultima nota diffusa.

Che potrebbe succedere all'economia statunitense in caso di forsennata cura anti inflazione? ”Secondo alcuni resterà solida nonostante la stretta della Fed, grazie alla resistenza delle aziende a licenziare manodopera difficile da reperire ed a una classe dirigente con risorse relativamente elevate”, prosegue Weisman.  

Ma le capacità di tenuta del sistema economico statunitense, che guida quello mondiale, non rischiano di indebolire quello che la Fed sta cercando di portare avanti? “Un mercato del lavoro e un consumatore che resiste continueranno probabilmente a generare una robusta inflazione salariale e un'elevata inflazione al consumo”, continua l’economista-gestore. 

Weisman ritiene che la Fed sia “impaziente di riequilibrare il mercato del lavoro e di vedere l'inflazione tornare verso il suo target”, ma in questo momento il rialzo tassi rischia di non essere efficace in quanto “le condizioni macro e micro rimangono troppo forti”. Per questa ragione,  la stretta della Fed continuerà, ed “è probabile che le condizioni macroeconomiche e i mercati del rischio si indeboliscano notevolmente nei prossimi trimestri”.

Descrizione dell'indice. L'indice MSCI World, a discapito del termine, comprende solo le borse sviluppate, mentre l'MSCI ACWI comprende anche le Borse emergenti. L'indice MSCI World raggruppa un totale di circa 1.500 azioni di società quotate su 23 mercati sviluppati. In esso è rappresentato circa l'85% del totale di ogni mercato. Rispecchia qualcosa come 46,50 trilioni di dollari di asset. Secondo i dati riportati da Bloomberg, il P/E medio stimato è intorno a 15,60x, con un Dividend Yield medio del 2,30%.

La composizione geografica dell'indice MSCI World è evidenziata dalla torta allegata. Al primo posto ci sono gli Stati Uniti, con un peso specifico che negli ultimi anni è cresciuto costantemente. Si consideri che soltanto nel 2017, Wall Street incideva per poco più del 50% del totale. Oggi siamo arrivati a sfiorare il 70%. A livello settoriale, Tech (21,0%), Farmaceutici (14,0%), Finanziari (13,50%) sono i più rappresentati.  

 

Il grado di diversificazione a livello di singole azioni è tale per cui le prime dieci pesano complessivamente poco più del 18% del totale e sono tutte statunitensi. Quattro di esse appartengono alla cosiddetta Old Economy: la società dei servizi all'industria farmaceutica UnitedHealth , il colosso della cura della persona Johnson & Johnson , il colosso petrolifero Exxon , la holding che fa capo a Warren Buffett Berkshire Hathaway . Gli altri sei appartengono al segmento "Growth".

 

Analisi Tecnica. L'Indice MSCI World (2.417 punti) è lo specchio più fedele dell'andamento delle principali borse sviluppate. La tendenza di lungo periodo è ancora saldamente rialzista. Rischi di inversione si vedranno solo con il cedimento di area 2.160 punti.

Sul grafico allegato è evidente la persistenza della fase correttiva avviata con lo scoppio della guerra in Ucraina, che sta mettendo pressione a un'area supportiva di una certa importanza. Il cedimento a fine settimana scorsa del sostegno a ridosso della media mobile di lungo periodo passante oggi in area 2.496 punti ha peggiorato il quadro di breve. In mancanza di una pronta ricucitura, aumenterebbe il rischio di approdare sul successivo sostegno discriminante posizionato in area 550/517 punti.

Operatività. Manteniamo il giudizio positivo di lungo periodo. Per cercare di "risparmiare", visto lo scenario ancora molto volatile, si suggerisce di intervenire in due step, in area 2.400 punti e area 2.200 punti. Segnali di spinta si vedranno con il ritorno sopra 2.500 punti. Eventuale stop loss da applicare in caso di chiusura sotto 2.100 punti. 


Per investire sulle borse sviluppate in modo innovativo con un approccio socialmente responsabile Credit Suisse ha reso disponibili i seguenti strumenti, che da inizio anno sovraperformano l'indice MSCI World: 

ETF Csif (Ie) Msci World ESG Leaders Minimum Volatility Blue Ucits
Isin: IE00BMDX0M10
Da inizio 2022: -6,40% 

L'ETF replica l'andamento dell'indice MSCI World ESG Leaders Minimum Volatility, che a sua replica la performance di aziende dei mercati sviluppati a livello mondiale, ottimizzata secondo bassa volatilità e criteri ESG (ambientali, sociali e di corporate governance). Commissioni totali annue (TER) 0,25%. Non distribuisce dividendi. Valuta di denominazione USD. Valuta di quotazione EURO. I primi tre titoli sono: Vertex Pharma 1,90%, MC Donald's 1,70%, Pepsico 1,70%. Leggi il documento KID.   

ETF Csif (Ie) Msci World Esg Leaders Blue Ucits
Isin: IE00BJBYDQ02
Da inizio 2022: -14,40% 

L'ETF replica l'andamento dell'indice MSCI World ESG Leaders, che a sua volta replica la performance delle società di Paesi sviluppati a grande e media capitalizzazione. Per essere incluse nell'indice, le società devono dimostrare di avere forti risultati orientati all'ambiente, al sociale e alla governance, rispetto ai propri concorrenti. Società attive nei settori alcol, gioco d'azzardo, armi, tabacco ed energia nucleare sono escluse dall'indice. Commissioni totali annue (TER) 0,15%. Non distribuisce dividendi. Valuta di denominazione USD. Valuta di quotazione EURO. I primi tre titoli sono: Microsoft 7,40%, Alphabet 5%, Tesla 2,70%. Leggi il documento KID.   

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