BORSE GLOBALI - PIL mondiale oltre i 100mila miliardi di dollari nel 2022

Il PIL dell'economia mondiale supererà per la prima volta la soglia dei 100.000 miliardi di dollari nel 2022, con due anni di anticipo rispetto alle previsioni. 

Lo afferma il Centre for Economics and Business Research, secondo il quale la Cina strapperà agli Stati Uniti lo scettro di prima economia al mondo nel 2030, con 24 mesi di ritardo sui calcoli precedenti.

La crescita dell'economia mondiale è attribuibile in buona parte agli stimoli elargiti per far fronte alla pandemia. La ripresa però è accompagnata da un balzo dell'inflazione che, se si dimostrerà persistente, rischierà di causare un recessione nel 2023 o nel 2024, avverte l'istituto di ricerca. 

Il prossimo anno vedrà l'India superare la Francia, mentre nel 2023 l'India supererà anche la Germania, per divenire la terza economia al mondo nel 2031, con un anno di ritardo rispetto alle stime precedenti. La Germania si prenderà, però una piccola rivincita, superando il Giappone nel 2033.

Nel 2036 la top ten delle potenze economiche dovrebbe vedere l'ingresso della Russia e quello dell'Indonesia, al nono posto nel 2034.

L'Italia manterrà l'ottavo posto in classifica nel 2022. "L'ex presidente della Bce Mario Draghi ha guidato con successo il Paese negli ultimi mesi. Ma non è chiaro quanto questo periodo di relativa stabilità politica continuerà", ha spiegato il Centre for Economic and Business Research, citando le incognite per l'elezione del presidente della Repubblica. "Nei prossimi 15 anni prevediamo un peggioramento della posizione dell'Italia" nella classifica World Economic League Table: "scenderà dall'ottavo posto del 2021 al 13esimo del 2036".

L'Italia resta vulnerabile a un improvviso aumento degli oneri finanziari. Lo studio sottolinea che la posizione di bilancio è ancora preoccupante, con lo stock di debito passato dal 135% del Pil nel 2019 al 155% nel 2021. La previsione è che i livelli di debito diminuiranno solo lentamente nei prossimi anni, raggiungendo il 146% del Pil nel 2026. Tuttavia, poiché la Banca Centrale Europea è diventata uno dei maggiori detentori di debito sovrano italiano ed è anche profondamente consapevole dei potenziali effetti a catena di un default italiano, i ricercatori ritengono improbabile che la banca centrale consenta il verificarsi di un tale evento.

L'MSCI ACWI (acronimo di All Country World Index), che esprime nel modo più sintetico la fotografia delle borse globali, fotografa perfettamente lo scenario sopra descritto e si avvia a completare in dicembre il nono mese in guadagno dei dodici a disposizione nel corso del 2021. 

Il bilancio dell'indice MSCI ACWI da inizio anno è di tutto rispetto, +15,90% espresso in Usd e +25,40% espresso in Euro. 

Descrizione dell'indice. L'indice MSCI ACWI raggruppa un totale di circa 3.000 azioni di società quotate su 23 mercati sviluppati e 26 mercati emergenti appartenenti a 11 settori diversi. In esso è rappresentato circa l'85% del totale di ogni mercato. Rispecchia qualcosa come 70 trilioni di dollari di asset. Secondo i dati riportati da Bloomberg, il P/E medio stimato è intorno a 21,40x, con un Dividend Yield medio dell'1,75%.

 

La composizione geografica dell'indice MSCI ACWI è evidenziata dalla torta allegata. Al primo posto ci sono gli Stati Uniti, con un peso specifico che negli ultimi anni è cresciuto costantemente. Si consideri che soltanto nel 2017, Wall Street incideva per il 52% del totale. Oggi siamo arrivati a superare il 60%. A livello settoriale, Tech (23,0%), Finanziari (15,0%), Consumer Discretionary e Farmaceutici (13,0%) sono i più rappresentati.  

 

Il grado di diversificazione a livello di singole azioni è tale per cui le prime dieci pesano complessivamente poco più del 15% del totale e sono quasi tutte statunitensi. E' interessante notare che negli ultimi mesi nella lista dei primi dieci è entrato un titolo "non tecnologico", JP Morgan , che ha scalzato Alibaba . 

 

Analisi Tecnica. L'Indice MSCI ACWI (748,80 punti) è lo specchio più fedele dell'andamento delle principali borse mondiali perchè raccoglie insieme borse sviluppate e borse emergenti. La tendenza di fondo si conferma strutturalmente rialzista con i valori a circa un punto di distanza dal record storico segnato lo scorso 16 novembre a 760 punti. La violazione della forte area di resistenza verso 550/600 punti ha accelerato l'uptrend, proiettando un target successivo verso area 800. In direzione opposta, prima soglia discriminante verso 700 punti.

Operatività. Manteniamo il giudizio positivo di lungo periodo. Comprare questo indice significa partecipare alla rinascita dell'economia globale post-coronavirus con la massima diversificazione del rischio. Si suggerisce di sfruttare correzioni verso 700 punti per comprare sulla debolezza. Incrementare alla prima chiusura sopra 760 punti per target finale verso 800 punti. Cambio di scenario ed eventuale stop loss da applicare in caso di chiusura sotto 680 punti. 


Dalla breve analisi svolta sopra risulta evidente che l'indice MSCI World rappresenta, per un piccolo risparmiatore, la soluzione migliore per diversificare al massimo grado gli investimenti azionari. Il mercato mette a disposizione strumenti in grado di riflettere l'andamento delle borse globali. Tra questi: 

ETF Spdr Msci Acwi Ucits
Isin: IE00B44Z5B48 
Da inizio 2021: +27,80%
L'obiettivo è seguire l'andamento dei mercati azionari dei mercati sviluppati ed emergenti replicando la performance dell'Indice MSCI ACWI, cercando al contempo di minimizzare il più possibile il tracking error tra la performance dell'ETF e quella dell'indice. Valuta di denominazione USD. Non distribuisce dividendi. Leggi il documento KID.    

ETF Spdr Msci Acwi Euro Hedged Ucits
Isin: IE00BF1B7389
Da inizio 2021: +20,50%
L'obiettivo dell'ETF è analogo a quello dello strumento precedente con la differenza che il risultato è coperto dal rischio cambio ovvero prende posizione sull'indice senza subire le oscillazioni positive/negative del cross euro/dollaro. Valuta di denominazione è l'EURO. Non distribuisce dividendi. Leggi il documento KID.  

Per investire in modo innovativo con un approccio socialmente responsabile è disponibile il seguente: 

ETF Franklin LibertyQ Global Equity Sri Ucits
Isin: IE00BF2B0N83 
Da inizio 2021 +25,40%
L'ETF investe in titoli a larga e media capitalizzazione di paesi dei mercati sviluppati ed emergenti ritenuti responsabili a livello ambientale e sociale (ESG). Esso si prefigge di replicare l’andamento dell’Indice LibertyQ Global Equity SRI quanto più strettamente possibile. Il Fondo detiene tutti i titoli in una proporzione analoga alla loro ponderazione nell’Indice sottostante. I singoli pesi sono selezionati dall’Indice MSCI AC World SRI utilizzando un processo di selezione multifattoriale trasparente che applica quatto fattori di stili d’investimento (qualità, valore, momentum e bassa volatilità). Commissioni totali annue 0,40%. Non distribuisce dividendi. Valuta di denominazione USD. Valuta di quotazione EURO. Leggi il documento KID.  La tabella seguente ragguppa i primi dieci titoli in ordine di peso specifico. 

 

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