BORSE GLOBALI -0,50% Otto ribassi di seguito non si erano visti nemmeno con lo scoppio della pandemia

L'MSCI ACWI (acronimo di All Country World Index), che esprime nel modo più sintetico la fotografia delle borse globali, ha chiuso ieri sera l'ottava seduta negativa di seguito, evento che non si era verificato nemmeno nel marzo 2020, in occasione dello scoppio della terribile pandemia di Covid-19. 

Da inizio anno la perdita è intorno al -20,0%. Su questi livelli il 2022 rischia di diventare l'anno peggiore dal 2008, che terminò in caduta del -43%.

Da segnalare, però, che la perdita dell'MSCI ACWI si riduce al -6,0% circa, se espressa in Euro, vista la contemporanea forte rivalutazione del Dollaro USA. 

Lo scenario di breve è fortemente condizionato da due fattori, conseguenza indiretta della guerra in Ucraina: Tassi e Energia. Di seguito cerchiamo di capire come la situazione potrebbe evolversi nelle prossime settimane. 

A ben vedere, alcuni dei fattori di debolezza potrebbero in parte essere attutiti già nel breve termine. 

Energia: il 9 Settembre i ministri UE dell'Energia si incontrano per discutere della questione. Il successivo 14 Settembre, Ursula Von Der Leyen presenterà le proposte della Commissione UE, che saranno messe in votazione al Consiglio Europeo del 6/7 Ottobre.

La Commissione UE potrebbe arrivare ad elaborare proposte condivise dai 27 membri sul tema del price cap su gas/elettricità, sulle misure a sostegno della liquidità delle utility, sulla revisione dei criteri di formazione dei prezzi. 

Tassi. Per quanto riguarda il tema del costo del denaro, già domani si dovrebbe avere un quadro più chiaro dopo il meeting della BCE, che deciderà (stando alle aspettative del consenso) di alzare i tassi di 75 punti base.

Liquidità in arrivo sulle borse?

C'è anche un fattore tecnico da tenere in considerazione, che potrebbe giocare a favore di una ripresa dei mercati azionari. I Fondi Sovrani di emanazione di grandi produttori di commodity energetiche (sempre più ricchi negli ultimi mesi) si troveranno con ingenti masse di liquidità da reinvestire e comunque con la necessità di riequilibrare il Portafoglio a fine trimestre verso i target di equity previsti, stante la forte svalutazione della quota in essere. 

Un esempio su tutti è quello del Fondo sovrano della Norvegia, il più grande al mondo, che ha un target di azioni al 70% del totale. Il Fondo ha una dimensione superiore ai 1.100 miliardi di dollari e nei primi sei mesi del 2022 ha perso circa 174 miliardi di dollari, con un rendimento negativo del 14,4%. Parte delle liquidità accumulata negli ultimi mesi dovrebbe essere ragionevolmente dirottata verso le azioni a fine mese.

Per le ragioni sopra indicate (proposte di un price cap all'Energia e flusso di ribilanciamento) potrebbero arrivare acquisti sui mercati azionari, con preferenza per i settori Utility e Tech, quest'ultimo tipicamente oggetto di interesse dei fondi sovrani. 

L'MSCI ACWI comprende anche le Borse emergenti, mentre l'indice MSCI World, a discapito del termine, comprende solo le borse sviluppate.

Descrizione dell'indice. L'indice MSCI ACWI raggruppa un totale di circa 2.900 azioni di società quotate su 23 mercati sviluppati e 24 mercati emergenti appartenenti a 11 settori diversi. Nell'ultima revisione sono uscite Argentina e Russia.

In esso è rappresentato circa l'85% del totale di ogni mercato. Rispecchia qualcosa come 49,70 trilioni di dollari di asset. Secondo i dati riportati da Bloomberg, il P/E medio stimato è intorno a 16,60x, con un Dividend Yield medio del 2,20%.

 

La composizione geografica dell'indice MSCI ACWI è evidenziata dalla torta allegata. Al primo posto ci sono gli Stati Uniti, con un peso specifico che negli ultimi anni è cresciuto costantemente. Si consideri che soltanto nel 2017, Wall Street incideva per il 52% del totale. Oggi siamo arrivati a superare il 60%. A livello settoriale, Tech (22,0%), Finanziari (15,0%), Consumer Discretionary e Farmaceutici (12,0% ciascuno) sono i più rappresentati.  

 

Il grado di diversificazione a livello di singole azioni è tale per cui le prime dieci pesano complessivamente poco più del 15% del totale e sono quasi tutte statunitensi. Solo Taiwan Semiconductor non è made in Usa.

Interessante segnalare che nel secondo semestre sono usciti dalla Top Ten due titoli Tecnologici, Meta Platforms (la ex Facebook) e Nvidia (chip), per fare spazio a due titoli della cosiddetta Old Economy: il colosso della cura della persona Johnson & Johnson e il colosso petrolifero Exxon . Dunque, due titoli "Growth" hanno lasciato il posto a due titoli "Value".

 

Analisi Tecnica. L'Indice MSCI ACWI è lo specchio più fedele dell'andamento delle principali borse mondiali perchè raccoglie insieme borse sviluppate e borse emergenti. La tendenza di fondo si conferma strutturalmente rialzista. Il picco record è stato toccato lo scorso novembre a 759 punti. 

Da allora è in corso una prolungata correzione, che ha incontrato un primo importante sostegno a ridosso della media mobile di lungo periodo passante oggi in area 593 punti. 

Esattamente su quel livello è scattato il tentativo di rimbalzo/assestamento tuttora in corso che, però, non ha ancora fornito segnali di spinta. Prime evidenze in tal senso si vedranno solo sopra 650 punti.

Operatività. Manteniamo il giudizio positivo di lungo periodo. Comprare questo indice significa partecipare alla rinascita dell'economia globale post-coronavirus e post-guerra in Ucraina con la garanzia della massima diversificazione del rischio. 

Il livello appena raggiunto rappresenta un ottimo punto di ingresso in ottica di lungo periodo. Si suggerisce di sfruttare sistematicamente correzioni verso 620/590 punti per comprare sulla debolezza. Incrementare alla prima chiusura sopra 650 punti per target verso 760 punti. Cambio di scenario ed eventuale stop loss da applicare in caso di chiusura sotto 550 punti. 


Dalla breve analisi svolta sopra risulta evidente che l'indice MSCI World rappresenta, per un piccolo risparmiatore, la soluzione migliore per diversificare al massimo grado gli investimenti azionari. Il mercato mette a disposizione strumenti in grado di riflettere l'andamento delle borse globali. Tra questi: 

ETF Spdr Msci Acwi Ucits
Isin: IE00B44Z5B48 
Da inizio 2022: -7,70%
L'obiettivo è seguire l'andamento dei mercati azionari dei mercati sviluppati ed emergenti replicando la performance dell'Indice MSCI ACWI, cercando al contempo di minimizzare il più possibile il tracking error tra la performance dell'ETF e quella dell'indice. Valuta di denominazione USD. Non distribuisce dividendi. Leggi il documento KID.    

ETF Spdr Msci Acwi Euro Hedged Ucits
Isin: IE00BF1B7389
Da inizio 2022: -16,50%
L'obiettivo dell'ETF è analogo a quello dello strumento precedente con la differenza che il risultato è coperto dal rischio cambio ovvero prende posizione sull'indice senza subire le oscillazioni positive/negative del cross euro/dollaro. Valuta di denominazione è l'EURO. Non distribuisce dividendi. Leggi il documento KID.  

Per investire in modo innovativo con un approccio socialmente responsabile è disponibile il seguente: 

ETF Franklin LibertyQ Global Equity Sri Ucits
Isin: IE00BF2B0N83 
Da inizio 2022: -8,80%
L'ETF investe in titoli a larga e media capitalizzazione di paesi dei mercati sviluppati ed emergenti ritenuti responsabili a livello ambientale e sociale (ESG). Esso si prefigge di replicare l’andamento dell’Indice LibertyQ Global Equity SRI quanto più strettamente possibile. Il Fondo detiene tutti i titoli in una proporzione analoga alla loro ponderazione nell’Indice sottostante. I singoli pesi sono selezionati dall’Indice MSCI AC World SRI utilizzando un processo di selezione multifattoriale trasparente che applica quatto fattori di stili d’investimento (qualità, valore, momentum e bassa volatilità). Commissioni totali annue 0,40%. Non distribuisce dividendi. Valuta di denominazione USD. Valuta di quotazione EURO. Leggi il documento KID.   

 

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