BORSE EMERGENTI - Moody's prevede modesti impatti dal conflitto Russia-Ucraina sull'America Latina

L'esplosione del conflitto in Ucraina ha sconvolto il quadro di tutte le Borse, già disturbate a dovere dal tema inflazione. Al momento l'impatto è equamente suddiviso tra borse sviluppate e borse emergenti. 

L'indice MSCI Emerging Markets registra una perdita da inizio 2022 intorno a -6,10%, l'indice MSCI World, dove le borse sviluppate incidono per oltre tre quarti del totale, presenta un bilancio negativo del -5,60%. 

Composizione MSCI Emerging Markets. L'indice MSCI Emerging Markets comprende in totale 26 Paesi: Arabia Saudita, Argentina, Brasile, Cile, Cina, Colombia, Repubblica Ceca, Egitto, Grecia, Ungheria, India, Indonesia, Corea del Sud, Malaysia, Messico, Pakistan, Perù, Filippine, Polonia, Russia, Qatar, Sud Africa, Taiwan, Thailandia, Turchia, Emirati Arabi Uniti. La Borsa cinese ha il peso specifico maggiore con un'incidenza di circa un terzo del totale dell'indice degli emergenti (32,40%). Seguono distanziate Taiwan (16,10%), Corea del Sud (12,81%) e India (12,45%). 

 

Interessante annotare che le performance migliori da inizio anno, spesso a doppia cifra, appartengono a mercati legati a doppio filo all'andamento dei prezzi delle commodity. La concentrazione di best performer più elevata sta in Sudamerica: Brasile +42%, Cile +30%, Perù +35%, Colombia +31%, Messico +12%. Qualche buon risultato sta in Asia: Indonesia +13%, Thailandia +6%, Malesia +5%.

Purtroppo, però, tutti insieme, questi mercati incidono molto poco sull'andamento generale dell'indice MSCI Emerging Markets. Infatti i listini più "pesanti" in termini di peso specifico, ovvero Cina, Taiwan e Corea del Sud (insieme circa il 61% del totale), presentano performance negative dal primo gennaio, nell'ordine: -10%, -3,3%, -6,3%. Tra i big, solo l'India fa eccezione con un ottimo +5%. 

Secondo gli esperti di Moody's Investors Service, gli effetti diretti del conflitto in Ucraina sull'America Latina saranno inferiori rispetto alla maggior parte delle altre regioni. La dinamica dell'inflazione comunque frenerà la crescita economica". Il rapporto spiega che "l'America Latina ha pochi collegamenti economici e finanziari diretti con Russia e Ucraina, tuttavia, l'accelerazione dei prezzi dell'energia e il nuovo ciclo di shock dell'offerta stanno limitando l'accesso alle principali materie prime alimentari e industriali, con conseguente aumento dell'inflazione e probabilità di un continuo inasprimento della politica monetaria".

"L'impennata dei prezzi del greggio, dei prodotti alimentari e dei metalli sta alimentando l'inflazione, salita mediamente in America Latina al 7,3% a febbraio dal 2,8% dell'anno precedente", afferma Gersan Zurita, senior vicepresident di Moody's. "Prevediamo che le pressioni inflazionistiche si moderino nella seconda metà dell'anno". L'aumento dei prezzi delle materie prime, secondo il rapporto, andrà a beneficio dei paesi produttori di energia come Brasile, Cile, Colombia e Perù. Tuttavia, aumenteranno i costi di input per i trasporti (con prezzi del carburante più elevati) e per l'agricoltura (poichè le esportazioni di fertilizzanti dalla Russia sono importanti per l'America Latina, in particolare per il Brasile). I fornitori di componenti per auto, invece, saranno probabilmente in grado di spostare la produzione verso veicoli meno dipendenti dai semiconduttori se la carenza di chip continuerà. 

Secondo le stime raccolte da Bloomberg, l'indice MSCI Emerging Markets presenta un P/E medio di 13,40x e un Dividend Yield medio di 2,50%. L'MSCI World presenta un P/E medio di 20,0x e un Dividend Yield medio di 1,80%. 

Tutti i principali settori sono equamente rappresentati con circa 1.400 società quotate. Il 55% circa è composto da Tech (22,67%), Finanziari (19,40%), Consumer Discretionary (13,50%). 

Tra le società con il maggior peso specifico ci sono: Taiwan Semiconductor, Tencent, Samsung Electronics, Alibaba. 

 

Quadro grafico. L'indice MSCI Emerging Markets (1.156 punti) dal picco record del 2021 in area 1.444 punti è inserito in un canale discendente come evidenziato nell'immagine, fatto salvo il drammatico spike di metà marzo. La reazione in corso è scattata millimetricamente dalla media mobile di lungo periodo in verde, ma non ha ancora invertito la tendenza ribassista.  

Segnali di spinta arriverebbero con il ritorno sopra 1.272 punti (top del 2018), mentre verso il basso si annotano due livelli discriminanti verso 1.120 e 1.040 punti.

Operatività. Sfruttare lo scenario di incertezza per comprare. Sfruttare discese fino a 1.040 punti. In direzione opposta, pronti a incrementare le posizioni alla prima chiusura sopra 1.275 punti per target finale in area 1.450 punti. Si suggerisce di applicare uno stop loss prudenziale in caso di chiusura settimanale sotto 1.000 punti. 

  

Per puntare sulle prospettive di crescita degli Emergenti si possono utilizzare i tre seguenti strumenti, il primo è più speculativo e da utilizzare in spazi temporali più brevi: 

WisdomTree Emerging Markets 3x Leverage Daily (EUR) 
Isin: IE00BYTYHN28 
Da inizio 2022: -21%
L’ETP offre un rendimento complessivo costituito da una performance giornaliera tripla (3x) rispetto all’andamento dell’indice Emerging Equities Rolling Futures Index, che replica i contratti future Front Quarter e Second Quarter del mini MSCI Emerging Markets Index, più il reddito da interessi maturato sull’importo collateralizzato. Per esempio se l'indice aumentasse del 1%, l'ETP aumenterebbe del 3% escludendo le commissioni. Se l'indice scendesse del 1% l'ETP scenderebbe del 3% escludendo le commissioni. Questo ETP si rivolge quindi a chi ha una visione fortemente rialzista sulle principali Borse emergenti. Valuta di denominazione Dollaro Usa. Commissioni totali annue da prospetto. Leggi il documento KID.

SPDR - MSCI Emerging Markets Ucits (Eur)
Isin: IE00B469F816
Da inizio 2022: -3,70%
L'ETF mira a replicare la performance dell'indice MSCI Emerging Markets il più fedelmente possibile. La valuta di riferimento è il dollaro USA per cui risente delle oscillazioni del cross Eu/Usd. L'ETF investe in titoli fisici e non distribuisce dividendi. Valuta di denominazione Dollaro Usa. Commissioni totali annue 0,42%. Leggi il documento KID.

SPDR - S&P Emerging Markets Dividend Aristocrats Ucits 
Isin: IE00B6YX5B26 
Da inizio anno: +4,60%
L'ETF mira a replicare l'andamento dell'indice S&P Emerging Markets High Yeld Dividend Aristocrat NR USD ovvero riprodurre il rendimento dei titoli ad alto rendimento nei mercati azionari dei paesi emergenti. La valuta di denominazione è il dollaro USA per cui risente delle oscillazioni del cross Eu/Usd. L'ETF investe in titoli fisici. Commissioni totali annue 0,55%. Dividendo semestrale, circa 3,40% su base annua. Leggi il documento KID.  La tabella seguente illustra l'elenco delle principali azioni presenti nell'ETF.


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