BOND EMERGENTI - Sono ancora un affare con il Rublo che crolla in ribasso del 30%?

Il Rublo crolla in ribasso del 30% in avvio di seduta, su nuovi minimi storici, a seguito delle nuove sanzioni contro la Russia per l'invasione in Ucraina, tra cui l'esclusione selettiva delle banche dal circuito dei pagamenti Swift.

Unione europea, Stati Uniti, Gran Bretagna e Canada, hanno deciso di escludere alcune banche russe dal circuito di messaggistica SWIFT sul quale transitano passaggi di denaro da migliaia di miliardi. Ieri anche il Giappone ha detto che aderirà all’iniziativa. 

L’accordo include misure per impedire alla Banca centrale russa di scendere in campo e con le sue riserve internazionali, indebolendo così la portata delle sanzioni. 

Gli spread sul Rublo sono aumentati di otto volte, con i market maker da Sydney a Hong Kong che non  accettano pagamenti. 

La Banca Centrale Europea (BCE) ha inoltre valutato che Sberbank Europe AG e le sue due filiali nell’unione bancaria, Sberbank d.d. in Croazia e Sberbank banka d.d. in Slovenia, stanno fallendo o rischiano di fallire a causa di un deterioramento della loro situazione di liquidità.

In Russia si registrano da qualche giorno lunghe code agli sportelli dei bancomat in cerca di Rubli ma soprattutto di Dollari US, sempre più difficili da trovare. 

Le tensioni geopolitiche si riverberano anche sui mercati dei Paesi coinvolti nel conflitto, ma anche di quelli geograficamente vicini agli eventi come la Polonia: lo Zloty oggi all'ottavo ribasso consecutivo nei confronti di Euro e Dollaro Usa.

Inevitabili le ricadute sul mercato obbligazionario.

L’agenzia di rating S&P ha annunciato la scorsa settimana il declassamento dei bond russi in valuta estera da BBB- a BB+ (livello “spazzatura”) e di quelli in valuta locale da BBB a BBB-. In entrambi i casi, il “creditwatch” è negativo, cioè l’istituto si riserva di declassare ulteriormente i titoli del debito russo nelle prossime settimane. Una risposta è attesa entro tre mesi, quando S&P sarà in grado di valutare l’impatto effettivo della guerra ucraina sull’economia russa. In settimana, USA ed Europa hanno comminato nuove sanzioni, alle quali presto se ne aggiungeranno altre. Nel mirino vi è proprio la capacità del governo e di larga parte del sistema bancario domestico di rifinanziarsi sui mercati internazionali.

I bond russi sono oggetto di durissime sanzioni. Nel dettaglio, gli USA vieteranno alle entità americane di acquistare titoli sul mercato secondario emessi dal governo russo a partire dall’1 marzo. 

L’Unione Europea vieterà l’acquisto anche dei titoli emessi dalla banca centrale e ogni altra entità che agisca per conto del governo, a partire dal 14-esimo giorno dopo l’entrata in vigore delle sanzioni.

E' importante sottolineare che i bond russi già emessi e negoziati sul mercato secondario non risultano oggetto di embargo. Potranno continuare ad essere acquistati dagli investitori statunitensi ed europei anche in futuro, salvo nuove disposizioni contrarie. 

La Russia non è uno dei mercati emergenti più importanti. Sul totale dell'indice MSCI Emerging Markets incide per meno del 3%, per cui tutti gli strumenti di investimento che diversificano le loro scelte rispettando l'equilibrio dettato dall'indice non hanno subito ripercussioni devastanti, al contrario di coloro che hanno investito direttamente in bond russi.  

Come investire nel segmento?   

Tra gli strumenti disponibili a Piazza Affari, si possono utilizzare i seguenti ETF che hanno caratteristiche diverse. 
1) Il primo investe su obbligazioni governative di paesi emergenti emesse in valuta locale con scadenze medio/lunghe. 
2) Il secondo investe su obbligazioni governative di paesi emergenti emesse in valuta locale con scadenze medio/lunghe con la copertura del rischio cambio Euro/Dollaro.
3) Il terzo investe su obbligazioni governative di paesi emergenti emesse in Usd con scadenze brevi/medie.
4) Il quarto investe su un campione rappresentativo di titoli obbligazionari governativi del mondo emergente emessi in Usd con scadenze lunghe. 
5) Il quinto investe su un campione rappresentativo di titoli obbligazionari corporate del mondo emergente con scadenza lunghe denominati in USD.

Vediamoli in dettaglio.

Il primo:
SPDR® Bloomberg Barclays Emerging Markets Local Bond
Isin: IE00B4613386 
Performance da inizio 2022: -0,20% 
Obiettivo dell'ETF è riprodurre il rendimento dei mercati del debito nei paesi emergenti per titoli liquidi espressi in valuta locale. Valuta di denominazione dell'ETF: Dollaro Usa. Il 28% dei bond presenti ha scadenza superiore ai 10 anni. Duration effettiva 6,5 anni. Rendimento medio a scadenza dei bond presenti: 4,10%. Commissioni totali annue: 0,55%. Dividendi: semestrale. Il Paese più rappresentato è la Corea del Sud con il 10% circa. Leggi il documento KID.

Il secondo:
SPDR® Bloomberg Barclays Emerging Markets Local Bond EURO Hedged
Isin: IE00BK8JH525 
Performance da inizio 2022: -0,70%
Obiettivo dell'ETF è riprodurre il rendimento dei mercati del debito nei paesi emergenti per titoli liquidi espressi in valuta locale. Valuta di denominazione dell'ETF: EURO, non risente dell'andamento Euro-Dollaro Usa. Rating: il 44% gode di un rating almeno pari a A, il resto da BBB in giù. Il 48% circa dei bond presenti ha scadenza inferiore ai 5 anni. Duration effettiva 6,5 anni. Rendimento medio a scadenza dei bond presenti: 5,30%. Commissioni totali annue: 0,60%. Non distribuisce dividendi. Il Paese più rappresentato è la Corea del Sud con il 10% circa. Leggi il documento KID. 

Il terzo:
SPDR Bofa Merrill Lynch 0-5 Y Em Usd Govt Ucits
Isin: IE00BP46NG52 
Performance da inizio 2022: -2,20%
Obiettivo dell'ETF è replicare la performance del mercato dei titoli di Stato dei mercati emergenti a breve scadenza (0-5 anni) emessi in USD. Allo scopo cerca di approssimare al meglio l'andamento dell'indice BofA Lynch Lynch 0-5 Year EM USD Government Bond ex-144a. Rating: il 37% gode di un rating almeno pari a A, il resto da BBB in giù. Il 90% dei bond presenti ha scadenza inferiore ai 5 anni. Duration media 2,4 anni. Valuta di denominazione dell'ETF: USD. Rendimento medio a scadenza dei bond presenti: 3,20%. Commissioni totali annue: 0,42%. Dividendi: semestrale. Il Paese più rappresentato è la Turchia con il 10%. Leggi il documento KID.

Il quarto:
ETF iShares JPMorgan EM Bond Hedged 
Isin: IE00B9M6RS56 
Performance da inizio 2022: -7,60%
Lo strumento elaborato da iShares punta a replicare la performance dell'indice JP Morgan EMBI Global Core comprando un campione rappresentativo di titoli obbligazionari del mondo emergenti. I Paesi più rappresentati sono: Messico, Indonesia, Qatar, Turchia, Filippine, Arabia Saudita, Brasile. La Russia incide per il 3,30%. L'80% circa è rappresentato da titoli di Stato emessi in Dollari, il 17% circa da bond corporate. Rating: il 23% gode di un rating almeno pari a A, il resto da BBB in giù. La durata media delle obbligazioni in portafoglio supera i 10 anni per oltre il 45% del totale. Duration media 8,37 anni. Rendimento medio a scadenza dei bond presenti: 4,65%. Commissioni totali annue 0,50%. Dividendi: mensile. Leggi il documento KID.

Il quinto:
ETF iShares JPMorgan EM Corporate Bond Usd 
Isin: IE00B6TLBW47 
Performance da inizio 2022: -4,40%
Obiettivo dell'ETF è di replicare il rendimento dell'indice J.P. Morgan CEMBI Broad Diversified Core ovvero investire in un portafoglio di titoli a reddito fisso investment grade dell'universo del debito societario dei mercati emergenti denominati in dollari statunitensi. Rating: il 26% gode di un rating almeno pari a A, il resto da BBB in giù. L'80% dei titoli ha scadenza inferiore ai 10 anni. Duration media 5,0. Rendimento medio a scadenza dei bond presenti: 4,10%. Commissioni totali annue 0,50%. Dividendi: semestrale. Leggi il documento KID.

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