Cellularline: Esprinet spiega i perché della sua offerta

Cellularline , "è una società con una storia borsistica travagliata, caratterizzata da performance economico-finanziarie storiche in costante deterioramento, un prezzo in continua riduzione negli anni e una liquidità del titolo assai limitata", inizia così, la presentazione con la quale Esprinet chiede agli azionisti della società degli accessori per la telefonia mobile arrivata in borsa cinque anni e mezzo fa a 10 euro, di aderire all’Opa partita lunedì 19 settembre: la finestra per aderire si chiude il 14 ottobre.

Il prezzo dell’offerta è 3,75 euro, rivisto al ribasso dall’originale 4,41 euro (dopo la distribuzione del dividendo), annunciato a maggio. Il titolo, rimasto nelle ultime settimane intorno ai valori dell’Opa, questa settimana ha registrato in un paio di occasioni un’impennata in termini di volumi: mercoledì sono stati scambiati poco più di 200.000 pezzi, quasi il quantitativo passato di mano il giorno dell’annuncio dell’offerta a inizio maggio. 

Per convincere gli azionisti Cellularline ad aderire, Esprinet sta impiegando argomenti finanziari ed industriali. Tra i primi, c’è quello relativo all’andamento del titolo, vittima di una discesa "inarrestabile", anche perché le previsioni economiche finanziaria fornite al mercato sono state, "puntualmente disattese". Le prospettive di ripresa delle azioni, nel caso rimanessero sul listino, sono perlomeno incerte: "Molto probabilmente, l’azione Cellularline continuerà la propria discesa - anche fino a meno di 3 euro per azione - allineandosi alle performance negative del mercato borsistico". 

In effetti il contesto per l’equity globale è peggiorato nel corso dell’estate, i tassi di interesse di mercato, una delle metriche cruciali per arrivare a fissare il valore di una società, sono saliti moltissimo. Il BTP a dieci anni è circa cento punti base sopra i livelli di maggio, il Bund, che quattro mesi fa era a zero di rendimento, ora è a 1,85%. La crescita del Pil dell’Europa è stata pesantemente rivista al ribasso, l’indice Stoxx 600 segna un calo di oltre il 5%. 

Per quanto riguarda il business, Esprinet segnala che "l’evoluzione nel tempo del mix di prodotti offerti da Cellularline, ha determinato la riduzione del Gross Margin di circa 15 punti percentuali tra fine 2018 e giugno 2022, di fatto pregiudicando la capacità della società di tornare ai precedenti livelli di EBITDA, sia in termini di margine percentuale che in valori assoluti, anche in caso di recupero significativo dei ricavi", si legge nel documento pubblicato sul sito della società.

La società guidata dal ceo Alessandro Cattani mette in evidenza il recente focus di Cellularline sulla "vendita di accessori a minore redditività (ad esempio caricabatterie anziché cover)" e segnala la minaccia rappresentata, "dall’entrata nel mercato degli accessori anche dei produttori di smartphone". La società guidata dal ceo Christian Aleotti, rischia di conseguenza di diventare sempre di più "un distributore di marchi di terzi, intrinsecamente un business a minor valore aggiunto, rispetto alla vendita di marchi propri".

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