20.02.26 La settimana della bocciatura dei dazi di TrumpIl verdetto della Corte Suprema ha portato oggi ad un’accelerazione improvvisa del rialzo a Wall Street, l’S&P500 guadagna lo 0,6%, da inizio anno +0,8%. Nasdaq +1%, -1,4% da inizio anno.
L’imponente dispiegamento di aerei e navi degli Stati Uniti intorno all’Iran è la nuova fonte di apprensione per i mercati, l’isteria intorno all’intelligenza artificiale si sta gradualmente placando.
La disordinata rotazione settoriale della prima parte del mese dà segni di esaurimento e le borse di riferimento del pianeta, in una settimana segnata dalle tante festività e dalla rarefazione dei volumi, stanno girovagando dentro il trend laterale avviato un paio di mesi fa.
I grandi nomi del tech rimbalzano, l’indice Bloomberg Magnificent 7 guadagna l’1,7% e prova ad allontanarsi dai minimi da ottobre 2025 toccati nei giorni scorsi. Da inizio anno -5%.
Il trend calante delle ultime settimane di questo aggregato è dovuto anche al venir meno della spinta dei colossali piani di acquisti di azioni proprie portati avanti negli ultimi anni dai colossi del tech. Le risorse scarseggiano perché gli investimenti nell’intelligenza artificiale sono ingenti e quindi si lesina sul buy back: nel quarto trimestre del 2025, Alphabet, Amazon, Microsoft e Meta hanno ricomprato complessivamente molto poco, il minor ammontare degli ultimi sei anni. La sottoperformance ha portato i multipli del tech americano sui minimi dal post Covid, segnala Barclays, ma i timori sulle spese pazze per l’intelligenza artificiale restano alti, come segnala l’andamento del credit default swap di Oracle. Presumibile quindi che nei prossimi giorni, perlomeno fino alle comunicazioni del trimestre di Nvidia di giovedì sera, resti la preferenza per tutto quello che non è esposto, nel bene e nel male, all’intelligenza artificiale: beni reali, materie prime, old economy ecc.
Possibile che prosegua anche nei prossimi giorni anche la grande rivincita del Resto del Mondo nei confronti di Wall Street, intanto sempre più in basso nella classifica delle performance da inizio anno: l’S&P500, è al settantaduesimo posto su un totale di novantadue benchmark censiti da Bloomberg.
A guidare la riscossa è sempre la borsa della Corea del Sud. Il Kospi di Seul è arrivato stanotte al quarto record storico consecutivo, da inizio anno, +37%. Nelle ultime sedute il movimento si è allargato, non ci sono più soltanto i due pesi massimi Samsung Electronics e Hynix a spingere sempre più in alto i prezzi, anche il resto del listino è stato coinvolto nella corsa al rialzo.
In Asia, con la Cina chiusa per il Capodanno lunare, l’attenzione era sul Giappone, un’anomalia rispetto a quasi tutti gli altri mercati finanziari, perché qui il ciclo di politica monetaria è inverso ed in contemporanea c’è un governo intenzionato ad aumentare la spesa pubblica. Il Nikkei ha tenuto le posizioni e le obbligazioni di lunga scadenza, in tensione a inizio anno, si sono rafforzate. Lo yen si è indebolito su dollaro, ma principalmente per effetto del rimbalzo della valuta degli Stati Uniti innescato dalla pubblicazione dei verbali della riunione della Federal Reserve di gennaio. Nel suo primo intervento post successo delle elezioni anticipate, la primo ministro Sunae Takaichi si è mossa in modo equilibrato, cercando di trovare una sintesi tra il piano di espansione fiscale e la protezione della valuta: gli investitori hanno gradito la moderazione.
La volontà di alleggerire le posizioni sull’America e le prospettive di un’accelerazione della crescita economica stanno convogliando sempre più denaro verso l’Europa. I dati raccolti da EPFR segnalano due settimane di afflussi record sull’azionario del Vecchio Continente da parte di fondi d’investimento e ETF, dieci miliardi la settimana scorsa e la stessa cifra quella precedente. Di questo passo, febbraio potrebbe essere il migliore della storia.
L’indice Stoxx 600, al secondo massimo storico negli ultimi tre giorni, si avvia a chiudere la settimana con un rialzo dell’1,9%. Da inizio anno la performance è intorno al 6,3%. Le banche hanno primeggiato anche questa settimana, indice Stoxx Banks +4,7%, in positivo anche le società del lusso (Stoxx +3,7%) e le compagnie assicurative (+3%).
a cura di Marino Masotti
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