L'AI rifiata e lo Stoxx 600 vola ai massimi storici. Ma tra le banche centrali non tutti sono felici allo stesso modo


03.07.26

Il Punto sui Mercati

Inizia il semestre, Europa subito da record

La seconda parte dell’anno è iniziata con un ridimensionamento dell’entusiasmo per l’intelligenza artificiale ed un accenno di rotazione settoriale verso temi meno esasperati. Non un convinto ripensamento ma solo un riposizionamento dopo gli spettacolari rialzi del secondo trimestre.

L’indice Philadelphia Semiconductor ha perso il 12% nelle ultime due sedute, la sequenza negativa più pesante da inizio giugno. Il periodo aprile-giugno si era chiuso con un fragoroso +87%, per cui, il movimento di inizio luglio, parzialmente correttosi già stanotte in Asia, va di certo considerato un assestamento. 
La borsa di Seul, diventata l’anticipatrice della tendenza del Nasdaq, ha chiuso in rialzo del 5,8%. Il mercato finanziario degli Stati Uniti è chiuso oggi per festività, i future anticipano un avvio in rialzo lunedì.. 

"Riteniamo che i fondamentali siano ancora molto, molto solidi e che il mercato li stia ancora sottovalutando", ha dichiarato Tim Moe, responsabile della strategia azionaria regionale per l'Asia-Pacifico di Goldman Sachs Group Inc., a Bloomberg Television. "C'è ancora molto margine di crescita per i titoli del settore delle memorie e per l'intera filiera hardware per l'intelligenza artificiale, in un contesto di profitti complessivamente positivo."

Le borse dell’Europa si avviano a chiudere in rialzo. L’indice Stoxx 600 tocca i massimi della storia e mette a segno la miglior settimana da maggio.
Il Ftse Mib di Milano guadagna lo 0,7% a fine seduta, +2,8% la settimana.
La miglior performance settimanale nel paniere delle blue chip è di Leonardo +15,5%. Variazione positiva analoga per Avio. Anche Fincantieri, nel segmento della difesa, si è messa in luce, +11%. In fondo alla classifica delle performance settimanali, Tenaris -4%.
 

Come sarà la seconda parte dell’anno?

Barclays ha scelto per aprire il report con le previsioni sul secondo semestre con una frase di Tolstoj: "Tutte le famiglie felici si assomigliano, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo". E’ l’avvio di Anna Karenina e c’è da sperare che il semestre non si concluda sotto a un treno, come per la povera Anna.
La grande famiglia dei banchieri centrali, riunitasi questa settimana come ogni anno al Forum di Sintra, ha in teoria tutte le ragioni per essere felice: la discesa dei prezzi dell’energia, chiude il dilemma tra inflazione crescente e domanda debole. Eppure la felicità, nella famiglia dei banchieri centrali, non è diffusa, segnala il team degli economisti guidato da Christian Keller.

La BCE è la famiglia più serena. Christine Lagarde ha difeso senza tentennamenti il rialzo di giugno, dicendo che "la politica monetaria è tornata alle origini" e che senza quella mossa l'inflazione sarebbe rimasta sopra il 2% fino al 2028. L'inflazione euro è scesa al 2,8% a giugno, e Barclays si attende un'ultima stretta di 25 punti base a settembre, al 2,50%, pur segnalando che il calo del petrolio potrebbe rendere la BCE meno determinata sul rialzo dei tassi.

Diverso il clima dentro la Federal Reserve, dove il nuovo capofamiglia Kevin Warsh ha promesso indipendenza ma anche "una bella litigata in famiglia". Meno dot plot e più task force esterne aperte a chi non fa parte della famiglia, un proposito, scrivono gli economisti, che "per i mercati potrebbe significare più volatilità".

I dati di giugno diffusi ieri, per ora, dovrebbero portare tranquillità, in quanto mostrano un'occupazione in forte rallentamento (solo 57mila nuovi posti), tuttavia, la media mensile dei 3 mesi si attesta ancora a un solido +111.000. Le novità dal fronte macroeconomico di questa settimana (Indice di fiducia dei consumatori e ISM manifatturiero) danno alla banca centrale più tempo per valutare la situazione man mano che saranno disponibili ulteriori dati. La ferenata dovrebbe inoltre attenuare in parte le aspettative del mercato riguardo a un imminente aumento dei tassi di interesse.
Intanto la Corte Suprema ha bloccato il tentativo di rimuovere la governatrice Lisa Cook, salvando per ora l'indipendenza dell'istituto.

Dentro la Bank of England, prosegue Barclays, “l’inverno del nostro scontento” non passa. Il malcontento interno alla banca centrale sta diventando cronico: i dissensi interni al board sono comunicati ed anche verbalizzati. Accanto agli scenari indicati dalla maggioranza trovano posto le visioni alternative. E’ proprio vero che “Ogni famiglia infelice è infelice a modo suo”, prosegue Keller.
Il governatore Andrew Bailey ha comunque escluso tagli imminenti - "fuori discussione al momento" - pur riconoscendo un'economia fiacca; la crescita del Pil britannico, confermata allo 0,6% nel primo trimestre, rallenterà nei prossimi mesi.

La Bank of Japan si prepara a nuovi rialzi (ottobre e aprile 2027) sostenuta da un Tankan sorprendentemente forte, mentre lo yen ai minimi da quarant'anni fa temere nuovi interventi valutari.

La Cina mostra una ripresa "a due velocità", trainata dall'export tecnologico ma frenata da immobiliare e consumi deboli.

Nei mercati emergenti, soprattutto in America Latina, l'attenzione si sposta dalle urne alla governabilità: dalla transizione colombiana al nodo fiscale brasiliano, fino al terremoto che ha scosso il Venezuela, conclude Barclays.


🎙️Gli episodi della settimana

Macro e Mercati

Giovedì 2 luglio

Un semestre da record per i mercati

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Lunedì 29 giugno

AI sì...ma non per tutti

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